Comune di Acquapendente, replica alla Lega sulla questione dell’ospedale

NewTuscia – ACQUAPENDENTE – Riteniamo che la risposta fornita dalla ASL in replica al comunicato della Lega di Acquapendente non sia priva di significato perché configura un quadro sullo stato di salute dell’ospedale aquesiano più rispondente alla realtà rispetto a quanto descritto con troppa superficialità.

Non abbiamo comunque nessuna difficoltà a rispondere puntualmente alle questioni sollevate.

  1. La direzione sanitaria di Acquapendente, proprio in un’ottica di collegamento con la rete ospedaliera provinciale, non da oggi svolge le funzioni di direzione sanitaria a Montefiascone. Ma da molto tempo. Ciò produce un beneficio per entrambe le strutture sotto il profilo dell’efficacia dei percorsi e delle reti di presa in carico degli utenti.
  1. Rete dell’emergenza: non è in previsione nessun depotenziamento e nessuna chiusura di servizi o attività (vedi guardia notturna anestesiologica). Al contrario, nell’ottica del potenziamento della rete, è in previsione un percorso formativo per i professionisti di Acquapendente organizzato dal direttore del dipartimento di emergenza e accettazione della Asl di Viterbo, Alberico Paoletti
  1. La chiusura dei dieci posti di chirurgia generale, non d’urgenza come sostenuto nella nota, altro non è che la correzione di quanto contenuto nel decreto 257 del 2017. Nulla cambia a livello di servizi erogati all’utenza. Infatti, come contenuto nella precedente nota della Asl, secondo criteri di appropriatezza e di sicurezza del paziente, l’ospedale aquesiano è parte integrante della rete chirurgica aziendale. Ed è in questo ambito che vanno considerate le azioni di potenziamento, qualitativo e quantitativo dei servizi erogati, come l’attivazione: dell’ambulatorio di pneumologia, dell’ambulatorio di ortopedia con una seduta chirurgica per gli interventi in Apa e in day surgery in fase di attivazione, degli ambulatori di otorinolaringoiatria e di neurologia, dell’ambulatorio di ginecologia, con cinque sedute mensili, di cui due dedicate all’erogazione di prestazioni ecografiche, due alle visite ginecologiche e una per la chirurgia, sempre ginecologica. Tutto ciò è confermato dall’incremento del 63% degli interventi chirurgici ambulatoriali nel 2017, rispetto all’anno precedente. Dato che si assesta sugli stessi livelli anche nel 2018.
  1. I venti posti letto di medicina generale “non diventano di bassa complessità”, ma, come riaffermato sempre nella nota della Asl, proseguono a rispettare quanto contenuto nel decreto 70 del 2015 per la parte relativa agli ospedali di zona disagiata.

La Asl, come annunciato, sta lavorando per garantire la presenza dell’urologo, al fine di garantire il pieno funzionamento del cistoscopio.

  1. Altre azioni di rafforzamento e di potenziamento dell’ospedale di Acquapendente sono in fase di programmazione con il contributo del direttore della unità operativa Medicina generale e coordinamento clinico, dottor Remo Brenci, e con il costante interessamento dell’Amministrazione comunale.

C’è un concetto fondamentale che sfugge alla Lega di Acquapendente: il nostro ospedale è parte integrante di una rete provinciale di servizi sanitari, come spesso sottolineato dalla Direzione Generale della ASL, anche in incontri pubblici.

Gli operatori operano in un sistema che non è riconducibile a singole strutture, in un’ottica di ottimizzazione delle risorse che è condivisibile, e che consente prestazioni qualificate anche nelle aree più periferiche.

L’idea di un ospedale che dispone in esclusiva di tutte le risorse, come una struttura autarchica e chiusa in se stessa, corrisponde a una visione vecchia, poco efficiente ed economicamente non più sostenibile.

Ciò che conta, per esempio, non è avere un direttore sanitario in esclusiva, ma la quantità e la qualità delle prestazioni erogate ed il livello di soddisfazione degli utenti.

I dati rilevati nell’ultimo periodo sono buoni, delineano un’inversione di tendenza e sono un punto di partenza, non di arrivo.

Chi ancora parla di chiusura dell’ospedale, oltre che poco credibile, è irresponsabile, perché il rilancio dell’ospedale si realizza tutti insieme in un clima di positività e fiducia, non diffondendo infondati allarmi.

Noi siamo impegnati tutti i giorni a controllare che agli impegni corrispondano dei fatti, e continueremo a farlo, non facendo sconti, perché è ciò che ci compete, ma nella consapevolezza che le nostre difficoltà fanno parte di una problematica più generale che è quella della sanità nella nostra provincia e nella nostra regione. Chi non ha presente il quadro più generale e la complessità delle questioni ha una visione limitata e finisce per fare solo inutili chiacchiere.

Angelo Ghinassi
Sindaco di Acquapendente