“Pane, amore e psicologia”. Mens sana in corpore sano. Ma se il fitness diventasse dipendenza?

Eleonora Di Marco

NewTuscia – Eccola qua, la stagione della corsa agli abbonamenti in palestra e alle diete miracolose che permettono di perdere in tempi record, le tanto temute è demonizzate manigliette dell’amore.

Vero è che sì insiste da sempre sul binomio cibo sano e stile di vita salutare, tanto che in tutto il mondo occidentale e occidentalizzato si spendono ingenti investimenti per promuovere il benessere psicofisico e per far Leva sull’educazione alimentare.

Assistiamo al paradosso moderno, per il quale siamo sempre più progrediti ed informati, ma la disponibilità di cibo è infinita e siamo più esposti al rischio di patologie legate all’obesità o di contro, allo sviluppo di disturbi del comportamento alimentare.

La verità è che più che il benessere a 360 gradi, talvolta l’obiettivo primario sembrerebbe essere quello di non arrivare impreparati alla fatidica prova bikini, che spesso viene vissuto come un vero esame severo e impenitente, laddove l’occhio dell’altro è un giudice attento della propria imperfezione.

Fioccano quindi ritrovati miracolosi, bibitoni di natura non meglio identificata e discipline sportive di ogni genere, dalle più tradizionali a quelle di ultima generazione, quasi fantascientifiche, che si avvalgono di elettrodi e raggi infrarossi sciogli grasso!

Praticare un’attività fisica regolare migliora l’umore, riduce il rischio di depressione, abbassa i livelli d’ansia, scarica la rabbia e allevia i dolori fisici; facendoci sentire anche più soddisfatti e sicuri.
L’attività fisica sposta anche i traguardi da raggiungere, piccoli o grandi che siano, con grandi soddisfazioni personali.

Oltretutto vengono prodotte sostanze come adrenalina, endorfine, dopamina; “droghe” naturali che ci conferiscono il senso di benessere, mentre ci occupiamo di noi stessi e rinforziamo il nostro organismo.

Preveniamo così la diffusione di radicali liberi, ci ammaliamo meno e ci piacciamo di più.

Fin qui tutto bene, capita qualche colta, però, che la situazione sfugga di mano e che si precipiti una sorta di fenomeno di dipendenza e che il pensiero legato all’attività fisica diventi un circuito di tipo ossessivo.
ll problema si presenta quando il raggiungimento di questi obiettivi inizia a diventare un pensiero costante, fino a prendere il sopravvento su tutte le altre attività. Inizialmente si allungano i tempi in palestra, diventa sempre più difficile prendersi un giorno di riposo, la mente comincia a essere costantemente impegnata nel programmare l’allenamento successivo e infine l’interesse in ambito lavorativo, familiare, amicale diminuisce. Anche il sonno diventa disturbato, i momenti di tranquillità sono sempre più brevi, le necessità del proprio corpo anche.

L’ultima revisione del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali dell’Apa (American psychiatric association), il “Dsm-5”, la classifica tra le dipendenze patologiche.

Molto spesso l’eccesso di attività fisica è causato da insicurezze profonde e dal senso di controllo che la padronanza del proprio corpo dà anche a livello psicologico. La palestra diventa un sostitutivo di relazioni affettive, i risultati ottenuti a prezzo di tanta fatica infondono fiducia in se stessi, rassicurano rispetto alle proprie capacità e qualità, fanno sentire al centro della propria e dell’altrui attenzione, capaci di suscitare ammirazione, invidia.
Di seguito 5 segnali che dovrebbero indurvi a chiedervi se il vostro rapporto con l’attività fisica sia sano:

  1. Superare regolarmente il limite pianificato in termini di tempo e di fatica senza riuscire a controllarlo.
  2. Provare senso di colpa quando non ci si allena.
  3. Aumentare progressivamente la frequenza e la durata degli esercizi giorno dopo giorno.
  4. Ridurre tutti gli impegni sociali che non siano correlati all’attività fisica: cambiare i progetti (comprese le vacanze), entrare in ritardo o uscire in anticipo dal lavoro, dall’università, da scuola.
  5. Avere un’alimentazione finalizzata esclusivamente all’allenamento, con uso di integratori e talvolta farmaci senza il controllo medico, all’insegna di un pericoloso fai-da-te.

Non dimentichiamo che questa, come ogni forma di dipendenza, può essere estremamente pericolosa e in quando tale va affrontata attraverso l’aiuto di professionisti.

Impariamo inoltre ad ascoltare i segnali del nostro corpo, a sancire il confine tra ciò che ci fa bene e ciò che a lunga andare finisce per logorarci e ad essere tolleranti con noi stessi.

 

Dr.ssa Eleonora Di Marco

Psicologa Psicoterapeuta Cognitivo-interpersonale

Cell: 3288135895

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21