“Le forme della memoria”, una mostra alla Sala espositiva della Provincia di Viterbo dal 4 al 18 maggio

dal 4 al 18 maggio 2108

Sala espositiva di Palazzo Anselmi della Provincia di Viterbo (Viterbo Via Saffi, 49)

NewTuscia – VITERBO – Venerdì 4 maggio 2018 alle ore 17.30 verrà inaugurata, presso la Sala espositiva di Palazzo Anselmi della Provincia di Viterbo, la mostra”Le forme della memoria”. L’inaugurazione si aprirà con l’introduzione a cura di Stefano Valeri, Professore aggregato di Storia della critica d’arte Sapienza Università di Roma. La mostra rimarrà aperta dal 4 al 18 maggio 2018, dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle 17.00 alle 19.00 (festivi esclusi).

 

ARTISTI PITTORI E SCULTORI PRESENTI:

Pietro Archis (Laives-Bz)

Ugo Bongarzoni(Viterbo)

Ennio Calabria (Roma)

Daniele Covarino (Perugia)

Fabrizio Fabbroni (Perugia)

Franco Ferrari (Roma)

Renzo Forti (Bolzano)

Danila Fulgenzio (Francavilla al Mare-Ch)

Paola Giordano (Nocera Umbra-Pg)

Adama Keita (Mali/Brunico Bz)

Fausto Marganelli (Goriano Sicoli-Aq)

Anna Maria Orazi (Nocera Umbra-Pg)

Johann Öttl (Bolzano)

Bruno Paglialonga (Francavilla al Mare-Ch)

Fabrizio Sola (Valsamoggio-Bo)

Le forme della memoria

La mostra alla Sala Anselmi della Provincia di Viterbo è composta di opere pittoriche e scultoree di varie espressioni visive, e vuole richiamare in sé la memoria a livello creativo. L’attenzione rivolta a questa tematica deriva dalla certezza che non esiste alcun tipo di azione e condotta senza la memoria, e in particolar modo nei meccanismi che portano al suo totale oblio in alcune condotte sociali, dove al posto della luce la società sembra propendere per la scelta del buio…

La memoria è una delle basi che rendono possibile le funzioni mentali quali l’elaborazione, il ragionamento e l’intuizione. Le emozioni sono la guida della ragione, e i legami corpo-emozioni-cognizione non sono qualcosa di isolato dalla memoria, ma sono finalizzati a coinvolgere il corpo nell’azione emotiva e  razionale: corpo inteso non come mero ricettore ed esecutore di ordini, ma costruttore di significati.

Le Opere, nel concreto, accendono la curiosità e offrono all’intelletto e agli occhi la grandezza della natura e l’impressionante visione dell’ignoto.  Nell’arte e nella sua intrinseca forma di memoria, possiamo trovare la sostanza che ci permette di vedere, o forse credere ancora in un possibile mondo migliore.