Orvieto: braccialetti elettronici per controllare il personale COSP, il Movimento 5 Stelle chiede chiarezza

NewTuscia – ORVIETO – Una interrogazione a firma Vergaglia chiede chiarezza sul “Braccialetto elettronico” che il personale COSP, addetto allo svuotamento cestini, indossa durante il proprio servizio e che ne raccoglie dati atti a ricavare gli spostamenti. La questione che pone la capogruppo del M5S richiama le fattispecie di telecontrollo sorte con il caso Amazon ma parte da un altro capo dello Statuto dei Lavoratori che, bisogna ricordarlo, fatte salve alcune eccezioni si applica pienamente anche ai soci lavoratori delle cooperative anche dopo le recenti modifiche introdotte dal JobAct ed impatta con la vecchia e la nuova normativa sulla privacy e la tutela dei dati personali. Sulla base di questo atto e sulle risposte che saranno raccolte chiederemo l’intervento parlamentare arrivando anche ad ipotizzare modifiche normative da proporre al prossimo governo.
Il commento
«Innanzitutto la questione giuridica nasce dal fatto che l’art. 4 dello Statuto dei lavoratori è stato novellato, cioè modificato, dall’art. 23 della legge 151 del 2015 che fa parte del pacchetto denominato JobAct. Questa modifica indirizza un grande potere di controllo da parte del datore di lavoro finendo però in un’area di con-dominio tra diritto del lavoro e normativa in materia di protezione dei dati personali, e la normativa attuale sta a sua volta cambiando con l’avvento a maggio del nuovo regolamento europeo. Per farla breve la nuova semplificazione crea uno scenario nuovo, da un lato autorizzando robe ottocentesche come operai pagati per agire invece che pensare e dall’altro impattando contro le normative europee agendo sui dati personali in modo diffuso. In questa confusione ci rimettono solo i lavoratori e si aprono anni bui, come più eloquentemente della sottoscritta ha inteso esprimere l’associazione dei giuslavoristi italiani, cioè l’unione degli esperti in diritto del lavoro, mentre risuonano vane e disattese le parole del ministro Calenda che ai dirigenti della Amazon raccontava che in Italia il suo governo non avrebbe mai permesso il braccialetto elettronico.
Noi rappresentanti nelle comunità non possiamo però cambiare le normative, tuttavia possiamo e dobbiamo valutarne la locale applicazione e quindi metterlo in atti su cui basare successivi interventi parlamentari pertanto il primo atto dovuto è fare iscrivere una interrogazione che raccolga i fatti e le criticità in forma pubblica ed ufficiale e siamo aperti ad interventi della stessa organizzazione, la Cosp, in ordine a chiarimenti e precisazioni. Per noi è essenziale che la dignità dei lavoratori sia salvaguardata e che il quadro delle regole non sia sbilanciato a sfavore di una singola parte, ma crediamo che per tutte le forze politiche e sociali, soprattutto in vista del 1° maggio, questo sia vero. Infine come già ho chiarito durante il confronto Lavoro 2025 organizzato dal M5S ad Orvieto a novembre scorso, il progresso non va combattuto ma va governato e non deve ledere le conquiste sociali con l’illusione di un’efficienza ed una produttività che alla fine si tramuti in maggiore sfruttamento, piuttosto bisogna che l’innovazione sia messa al servizio della comunità e questo è lo spirito che la Costituzione stessa indica come faro persino per l’iniziativa privata che ” Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla dignità umana” e questo credo davvero che sia un punto fondamentale da cui ripartire.»
Lucia Vergaglia, capogruppo Movimento 5 Stelle, Consiglio comunale della città di Orvieto.