Prefettura di Viterbo, firma del protocollo della videosorveglianza dei comuni della provincia

NewTuscia – Viterbo – Firmato in mattinata il protocollo di intesa sulla videosorveglianza dai 60 Sindaci della provincia insieme a polizia, carabinieri e guardia di finanza nella Prefettura di Viterbo.

Una svolta nel campo della sicurezza pubblica, dal momento che si tratta di un sistema di collegamento tra le telecamere dei diversi comuni di competenza le cui immagini, che permetteranno per esempio di sorvegliare diverse aree con scarsa illuminazione notturna e di leggere le targhe delle auto, saranno a disposizione delle forze dell’ordine coinvolte nella firma del protocollo.

La maggior parte delle telecamere sono già installate, le altre stanno per arrivare; inoltre per coprire la zona del lago di Bolsena durante l’estate è stato firmato anche un protocollo per la sicurezza con i vigili del fuoco che prevede lo stanziamento di uomini – tre – e mezzi per la sorveglianza nei fine settimana di luglio e agosto.

PROTOCOLLO  D’INTESA PER LA COSTITUZIONE DELLA RETE PROVINCIALE DI VIDEOSORVEGLIANZA

 tra

Prefettura di Viterbo

Provincia di Viterbo

 i Comuni della Provincia di Viterbo Interporto Centro Italia Orte spa

Il giorno                                 presso la Prefettura di Viterbo viene condiviso e sottoscritto il presente protocollo

VISTO il Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196, recante il Codice in materia di protezione dei dati personali che ha rafforzato le garanzie per i cittadini in relazione al trattamento  di dati personali mediante videosorveglianza;

VISTO l’art.6 del decreto legge 123 febbraio 2009, n. 11, convertito in legge 23 aprile 2009, n. 38 nel quale si prevede la possibilità  per i Comuni di installare sistemi di videosorveglianza per finalità di sicurezza urbana;

VISTA la direttiva del Capo della Polizia n. 558/A/421.2/70/456 dell’8 febbraio 2005, avente ad oggetto “Sistemi di videosorveglianza. Definizione delle linee guida in materia”

VISTO il provvedimento del garante della protezione dei dati personali in materia di videosorveglianza dell’ 8 Aprile 2010;

VISTA la circolare  del 6 agosto 2010 del Capo della Polizia  nel quale si rileva che l’utilizzazione dei sistemi  di videosorveglianza per i luoghi pubblici o aperti al pubblico, qualora si profilino aspetti di tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica,

oltre a quelli di sicurezza urbana, possa determinare l’attrazione di tali apparecchiature nell’ambito  delle previsioni  di cui al punto 3.1.1. del provvedimento del Garante di cui al punto precedente, con conseguente  applicazione dell’art.53 del Codice in materia di protezione dei dati personali e relativo affievolimento  di alcuni principi di garanzia, quali, in particolare, quelli di cui all’art.13 del cennato codice;

VISTA la direttiva del  Ministero dell’Interno n.  558/SICPART/421.2/70 224632 del 2 marzo 2012, avente ad oggetto “Sistemi di videosorveglianza in ambito comunale. Direttiva”

VISTO il patto per il Lazio Sicuro del 23 dicembre 2016 sottoscritto il data 23 dicembre 2016 dal Presidente della Regione e dal Prefetto di Roma, che costituisce espressione significativa  delle politiche integrate in materia di sicurezza dello Stato e della Regione;

VISTO l’addendum  al patto per il Lazio sicuro al quale ha aderito, tra l’altro, la Prefettura di Viterbo nel quale, all’art. 2 si propone per la provincia di Viterbo  “implementazione  degli impianti di videosorveglianza, collegati con le sale operative delle forze dell’ordine, di alcune zone specifiche del territorio interessate da reiterati fenomeni illeciti”;

VISTO il decreto legge 20 febbraio 2017 n. 14, convertito con modificazioni, dalla legge 18 Aprile 2017, n. 48  nel quale si delinea una articolata strategia volta ad innalzare il livello di sicurezza urbana delle città del Paese, incentrata sulla rimozione di quei fattori e condizioni suscettibili di trasformarsi nel terreno di incubazione di fenomeni di criminalità comune o organizzata;

VISTE le linee generali delle politiche pubbliche per la sicurezza integrata, adottate in sede di Conferenza Unificata il 24 gennaio 2018, ai sensi  dell’art.2 del Decreto Legge 20 febbraio 2017, n. 14, convertito dalla legge 18 aprile 2017, n. 48;

RILEVATO che il bisogno di sicurezza è percepito dai cittadini come componente indispensabile della qualità della vita, con la conseguente necessità che tale diritto sia garantito non soltanto in relazione al più grave fenomeno della criminalità organizzata, ma anche in rapporto al fenomeno legato ai reati predatori;

CONSIDERATO che le manifestazioni di microcriminalità sono presenti in tutto il territorio della provincia di Viterbo;

CONSIDERATA la crescita della domanda di sicurezza che, ad oggi, riguarda tutte le realtà provinciali di Viterbo e non solo le grandi aree a più elevata diffusione di criminalità;

CONSIDERATO che nell’ottica di una proficua collaborazione tra la questa Prefettura e le Amministrazioni locali, a fronte dell’aumentata attenzione e sensibilità ai problemi connessi all’ordine e la sicurezza pubblica, anche con riferimento alla necessità di contrastare il fenomeno legato ai reati predatori, si ritiene di reciproca utilità adottare ogni utile iniziativa  atta a favorire la vivibilità  del territorio e la qualità della vita finalizzata alla prevenzione , al controllo e alla repressione dei fenomeni

PRESO ATTO che la competenza in materia di ordine e sicurezza pubblica e di contrasto della criminalità appartiene allo Stato che la esercita, in termini generali , attraverso il Prefetto, quale autorità provinciale  di pubblica sicurezza;

CONSIDERATO inoltre che è compito delle Amministrazioni Locali rappresentare le istanze di sicurezza provenienti dal territorio ed assumere tutte quelle iniziative di prevenzione sociale sia per la vivibilità che per la qualificazione dei luoghi di vita che possono frenare il manifestarsi di fenomeni di allarme sociale e di comportamenti devianti;

CONSIDERATO che la realizzazione e la gestione di sistemi di videosorveglianza, congiuntamente  alla necessità di attivare collegamenti tra la sala operativa della Polizia Municipale e le Sale Operative della Questura e del Comando Provinciale dei Carabinieri  sono necessari per:

  • prevenire fatti criminosi attraverso un’azione di deterrenza che la presenza di telecamere è in grado di esercitare
  • contribuire alla tutela e dell’ordine e della sicurezza pubblica
  • sorvegliare in presa diretta zone del territorio comunale che di volta in volta presentano  particolari elementi di criticità, ad esempio in concomitanza di eventi rilevanti per l’ordine e la sicurezza pubblica;
  • favorire la repressione dei reati ricorrendo all’utilizzo delle informazioni che il sistema sarà in grado di fornire;
  • supportare le forze di polizia in tutte quelle attività di prevenzione e controllo utili a realizzare la sicurezza e l’ordine pubblico nonché la sicurezza urbana in modo da realizzare un sistema di sicurezza urbana integrato;
  • rassicurare i cittadini attraverso una chiara comunicazione sulle zone sorvegliate in adempimento a quanto previsto dal Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196;

RILEVATO che, in ambito provinciale , diversi comuni hanno già adottato misure di contrasto contro i reati predatori, provvedendo ad installare sistemi di videosorveglianza;

ATTESA la necessità che gli impianti di videosorveglianza , gestiti dai comuni della provincia di Viterbo siano collegati alle centrali operative  della Polizia Municipale, della Polizia di Stato e del Comando Provinciale dei Carabinieri.

CONSIDERATO che il Comitato per l’ Ordine e la Sicurezza Pubblica, allo scopo di poter migliorare e rendere maggiormente tempestive le iniziative di intervento da parte delle Forze di Polizia dello Stato a competenza generale, nella seduta del 23 marzo 2018 ha ravvisato l’opportunità di attivare collegamenti tra la sala operativa della Polizia Municipale  e le Sale Operative della Questura e del Comando Provinciale dei Carabinieri;

Le parti convengono quanto segue

Art. 1

(Recepimento delle premesse)

Le premesse costituiscono parte integrante del presente protocollo d’intesa, che disciplina gli impegni reciproci tra la Prefettura di Viterbo, la Provincia di Viterbo, il Comune di Viterbo, i comuni della provincia di Viterbo ( da indicare per esteso) e l’Interporto centro Italia Orte.

Le parti assicurano il massimo impegno nel raggiungimento degli obiettivi di cui al presente atto.

Art. 2

(Oggetto)

  1. La gestione del sistema di videosorveglianza attualmente in uso e le eventuali implementazioni dello stesso, approvate dal Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica è finalizzata:
  • al raggiungimento degli scopi di sicurezza urbana e sociali, specificati in premessa, attraverso l’azione di deterrenza che la presenza di telecamere è in grado di esercitare;
  • a sorvegliare in presa diretta le zone di volta in volta  individuate, secondo le modalità di cui in premessa, che presentano particolari elementi di criticità o in concomitanza di eventi rilevanti per l’ordine e la sicurezza pubblica , anche al fine di agevolare la gestione delle situazioni in caso di eventi connessi ad emergenze di natura terroristica  e di difesa civile;
  • a rassicurare i cittadini attraverso una chiara comunicazione sulle zone sorvegliate;
  1. L’archivio dei dati registrati costituisce, per il tempo di conservazione successivamente stabilito, un patrimonio informativo per le finalità di polizia giudiziaria con eventuale informativa nei confronti  dell’Autorità giudiziaria competente a procedere in caso di rilevata commissione di reati.
  2. Il trattamento dei dati personali, effettuato mediante gli impianti di  videosorveglianza gestiti rispettivamente e per quanto di competenza dal Comune di Viterbo, dai comuni della Provincia di Viterbo e dall’Interporto centro Italia Orte, che sono collegati alle Centrali operative della Polizia Municipale, della Polizia di Stato e del Comando Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, viene effettuato nel rispetto dei diritti, delle libertà fondamentali, nonché della dignità delle persone fisiche, con particolare riferimento alla riservatezza e all’identità personale e garantisce altresì i diritti delle persone giuridiche ed ogni altro Ente o associazione coinvolti nel trattamento.
  3. Sussistendo le finalità di sicurezza del sistema di videosorveglianza,  riconducibili all’art.53 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196, che esimono il Titolare dell’obbligo preventivo di informazione, e considerato quanto previsto dalla legge 23 aprile 2009, n.38,  i comuni della Provincia di Viterbo, tenendo conto delle disposizioni di cui all’art. 13 della normativa indicata e compatibilmente con l’efficacia del sistema, valuteranno l’apposizione di una adeguata segnaletica permanente, nelle strade, nelle piazze in cui sono posizionate le telecamere.
  4. In relazione a quanto previsto dalla Direttiva n. 558/A/421.2/70/456 dell’8 febbraio 2005 la diretta  visualizzazione delle immagini rilevate dai sistemi in parola nelle Sale/centrali operative potrà essere mantenuta nei soli casi, rigorosamente limitati di obiettivi “istituzionali” particolarmente sensibili, che fanno parte di una configurazione sistemica dei mezzi di allarme  e di intervento a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica o di obiettivi di interessa strategico per la sicurezza primaria.
  5. La valutazione  degli obiettivi da visualizzare avviene in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica e deve tenere conto dell’articolazione organizzativa e funzionale delle Forze di Polizia

Art. 3

(Caratteristiche generali del sistema e modalità di fruizione dei dati)

  1. La rete provinciale di videosorveglianza è costituita da telecamere di tipo brandeggiabile o fisse, destinate alla videosorveglianza di spazi pubblici connesse in una apposita rete  e visionabile da quattro centri di controllo dislocati presso le centrali della Polizia municipale, la centrale della Polizia di Stato presso la Questura di Viterbo, la centrale dell’Arma dei Carabinieri di Viterbo ed attive 24 ore su 24 e da un centro di gestione che registra e conserva per sette giorni le immagini registrate, al termine delle quali saranno  cancellate.
  2. La rete provinciale di videosorveglianza, secondo le linee di indirizzo, diramate dalla Direzione Centrale per gli Affari Generali della Polizia di Stato con nota prot.n. 1065 del 12 gennaio 2018 è collegata al Sistema  Centralizzato Nazionale Targhe e Transiti (SCNTT)  per:
  • acquisire e distribuire ai sistemi periferici le liste nazionali delle targhe rubate, di quelle segnalate dagli uffici di polizia e di quelle non revisionate, la lista delle targhe rubate viene generata dalla Banca Dati SDI;
  • Realizzare un’unica Banca Dati per tutti i transiti registrati dei sistemi periferici di videosorveglianza;
  • Implementare meccanismi di correlazione e propagazione tra sistemi degli allarmi relativi alle targhe segnalate.
  1. Le postazioni remote di visione, controllo ed estrazione di filmati sono situate presso le sale operative dei Comandi della Polizia Municipale, della Questura di Viterbo (Centrale della Polizia di Stato) e la centrale dell’Arma dei Carabinieri di Viterbo e sono attive h24.
  2. Gli operatori in servizio possono visualizzare le immagine registrate dalle telecamere in tempo reale o gli archivi digitali per verificare precedenti registrazioni nonché effettuare copie degli stessi nel rispetto del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196.
  3. Il sistema di videosorveglianza è a circuito chiuso e le immagini vengono registrate su un server dati accessibili solamente al personale autorizzato per la gestione e manutenzione del sistema, con utilizzo di nome utente e password personale.

Art. 4

      (Flusso di informazioni)

  1. La Prefettura:
  • fornisce, a richiesta, proposte e valutazioni sulle eventuali misure da adottare per la tutela del patrimonio pubblico da danneggiamenti, furti e atti di vandalismo.
  • informa tempestivamente, in presenza di situazioni emergenti di diffuso allarme sociale, l’Amministrazione provinciale e le Amministrazioni Comunali
  • implementa la comunicazione tra le Forze di Polizia con le Polizie Municipali competenti per territorio,  di episodi importanti legati alla consumazione di reati predatori, per l’attivazione di procedure di autotutela del personale esterno operante sulle strade
  1. Le Forze di Polizia e le Polizie Municipali possono chiedere l’inserimento di targhe relative a veicoli di interesse operativo per indagini in corso, di cui si ritenga necessario monitorare la circolazione, specificando gli elementi essenziali del veicolo, il periodo interessato, la tipologia del reato segnalato e necessità di provvedere all’identificazione dei soggetti o alla necessità di non provvedere al fermo del veicolo.

Art. 5

(Modalità  di accesso ai dati registrati)

  1. L’accesso alle centrali di controllo e ai dati da esse raccolti e trattati è consentito oltre che ai Titolari e ai responsabili del trattamento, esclusivamente al personale e ai soggetti individuati e incaricati rispettivamente dal Comandante della Polizia Municipale e dal responsabile/i da lui nominati, dal Questore, dal Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri, secondo le modalità individuate da ciascun titolare.
  2. Ogni soggetto che accede ai dati e al sistema è dotato  di proprie credenziali riservate di accesso, tutti gli accessi e le operazioni compiute sono registrate per un periodo di un anno.
  3. Eventuali accessi da parte di soggetti diversi da quelli innanzi indicati dovranno essere espressamente autorizzati dal Titolare o dal Responsabile del trattamento con specifica indicazione circa i tempi, modalità e ragioni dell’accesso.
  4. Oltre agli incaricati, ogni altro soggetto potrà accedere ai dati munito esclusivamente  di autorizzazione scritta e motivata rilasciata dai responsabili del trattamento, recante espressa e specifica indicazione circa i tempi e modalità di accesso e ragioni del medesimo
  5. Al fine di prevenire utilizzi impropri dei filmati, i responsabili vengono abilitati, nell’atto di nomina, ad una verifica periodica degli accessi da parte del personale autorizzato e delle relative motivazioni.

Art. 6

(Procedure per l’accesso ed estrapolazione delle informazioni registrate in caso di atti criminosi)

  1. Le procedure per accesso alle immagini registrate possono essere attivate.
  • Sulla base di denunce di atti criminosi da parte dei cittadini;
  • Sulla base di segnalazioni relative ad atti criminosi pervenute dagli Organi di Polizia;
  • A seguito di atti criminosi che vengono rilevati direttamente dagli operatori di polizia nel visionare le immagini trasmesse in diretta dalle telecamere o nell’esercizio delle proprie funzioni;
  • Per attività di indagine;
  • Per motivi di ordine e sicurezza pubblica;
  • Per motivi di sicurezza urbana.
  1. L’accesso, la lettura e la eventuale conservazione delle immagini vengono realizzate presso le Centrali di controllo dal Responsabile e dagli incaricati.
  2. Al fine di potenziare la capacità di intervento rispetto a fatti criminosi o situazioni a grave rischio  che venissero segnalati alle centrali operative degli Enti di cui al presente protocollo,  gli addetti di turno potranno avere accesso alle immagini registrate per i fini istituzionali di prevenzione e tutela dell’incolumità degli operatori di Polizia o soggetti terzi.

Art. 7

(Titolare e Responsabile del trattamento dei dati )

  1. Titolare del trattamento dei dati raccolti sono il Comune di Viterbo e i Comuni della Provincia di Viterbo, in persona dei rispettivi sindaci.
  2. Il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri individuano il Responsabile o i responsabili e gli incaricati al trattamento all’interno dei propri settori, scegliendolo tra gli operatori che per esperienza, capacità ed affidabilità, forniscano idonea garanzia di pieno rispetto delle vigenti disposizioni in materia di trattamento dati, con particolare riferimento alla sicurezza.
  3. Le disposizioni di cu al comma 2 sono valevoli anche per il Comandante della Polizia Municipale.
  4. I responsabili vigilano sull’utilizzazione dei dati e sul trattamento delle immagini in conformità alle vigenti disposizioni di legge e alle finalità del sistema.
  5. E’ vietata ogni forma di circolazione all’esterno ed utilizzazione delle informazioni e dei dati per finalità diverse da quelle previste dal presente protocollo.

Art. 8

(Costituzione di un Gruppo Tecnico Interistituzionale )

  1. In relazione a quanto previsto dal presente accordo, al fine di ottimizzare l’utilizzo congiunto del sistema è istituito un Gruppo tecnico Interistituzionale, di cui fanno parte rappresentanti designati dal questore di Viterbo, dal Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri di Viterbo e dal Comandante della Polizia Municipale dei comuni sottoscrittori del presente protocollo.
  2. Il Gruppo Tecnico, riunito su iniziativa delle parti interessate, propone al Prefetto di Viterbo, l’implementazione o l’ottimizzazione dei sistemi, anche per l’installazione di telecamere per esigenze di carattere operativo delle Forze di Polizia
  3. Il Gruppo Tecnico condivide periodicamente la programmazione dei “preset” delle telecamere e l’angolo di visuale delle telecamere fisse ed eventualmente modificarlo e definisce al proprio interno una modalità di comunicazione tempestiva qualora per esigenze di servizio si renda necessario modificare il “preset” o l’angolo di visuale della telecamera.
  4. Il Gruppo tecnico deve produrre una relazione annuale che sarà acquisita e valutata in sede di Cabina di Regia presso la Prefettura di Viterbo.

Art. 9

(Durata)

  1. Il presente protocollo ha la durata di anni due, rinnovabili, al fine di recepire

iniziative indotte da nuove fonti normative e regolamentari ovvero da aggiornamenti sotto il profilo tecnologico.