Luana Campa, un’avvocatessa penalista ricca di passione e umanità

Gaetano Alaimo

NewTuscia – Luana Campa (nella foto) è un Avvocato penalista e Criminologa Pugliese, residente a Roma da 4 anni. Ci sono fascino e stile nel suo modo di muoversi e nel parlare. Presenza intensa e sguardo profondo che non ha perso l’innocenza nonostante la sua dura professione. Un mix esplosivo di spiritualità e carnalità.

La nostra redazione ha deciso di intervistarla. E’ stata a Viterbo recentemente per un convegno contro la violenza sulle donne che si è svolto in Comune.

Avvocato ci parli un po’ di Lei, delle sue passioni, del suo mondo interiore.

“Amo la Verità, il diritto quando porta alla giustizia, il latino e le mie contraddizioni. Coltivo l’amore per la musica, la lettura e la scrittura: il mio alimento psicologico indispensabile al mio arricchimento. Sono tutto e il contrario di tutto: il lato drammatico e quello comico. Sono una di quelle che si è sempre seduta dalla parte giusta, rifiutando il compromesso, senza barattare mai la propria dignità per la carriera. Ribelle sempre, mediocre mai. Mi piacciono le donne coraggiose, che lasciano un’impronta, che hanno il coraggio di contraddire il potere.Amo capire le persone senza giudicarle. Seleziono chi portare dentro e ne vado fiera, neanche troppo nascostamente. Sto nel presente, non vivo di aspettative. Ai messaggi preferisco gli sguardi. E, per concludere, ho ancora tante sfide da affrontare con me stessa”.


L’esperienza più straordinaria della sua vita?

“La nascita di mia figlia Virginia. L’esperienza più profonda che abbia mai vissuto. Succede in un secondo ed è per sempre”.


Lei, tra le altre cose, difende con coraggio i diritti e le libertà delle donne. Com’è possibile arginare questa violenza dilagante sulle donne?

“Sì, mi batto per un modello di femminilità libera, pensante ed evoluta. Noi donne partiamo svantaggiate da secoli di inferiorità e quella della parità tra i sessi è una delle battaglie della mia vita. La Violenza sulle Donne è il fenomeno criminale più diffuso, è un problema di dimensioni universali, un problema culturale che non conosce confini. Non riguarda solo l’ambito privatistico cioè l’aggressione e la vittima di violenza, ma ha rilevanza sociale, è la forma più pervasiva di violazione dei diritti umani. Attivare politiche per le donne, significa investire nella crescita economica del Paese. E l’investimento maggiore va effettuato per creare un clima socio-culturale che renda difficile il verificarsi della Violenza. Diversamente, nessuna legge potrà mai risolvere il problema. La Violenza si combatte educando all’empatia, al dialogo, al rispetto dell’altro nella sua alterita’. Nelle parole, nelle battute sessiste trova terreno e si nutre la radice della Violenza. Nessuno è proprietà di nessuno e non esiste il concetto del “se l’è cercata”. La Violenza va fermata, non interpretata. Occorre un’adeguata formazione di tutti gli operatori della giustizia. Tante donne si sentono sole, vivono il processo come “imputate” e non come parte offesa. Inoltre, la vittima che decide di denunciare non è ispirata dalla volontà sanzionatoria, chiede tutela, protezione, la certezza che quell’intervento sia efficace. E il vuoto dello Stato alimenta la paura. La risposta delle Istituzioni non è all’altezza della gravità del fenomeno”.

 

 

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21