Crescono i risparmi degli italiani: impennata del 44% negli ultimi dieci anni, a dispetto della crisi

NewTuscia – Sembra incredibile ma è vero: i conti correnti degli italiani sono ogni anno più ricchi. Questa è la fotografia che ci viene consegnata dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, il consorzio che raccoglie tutte le maggiori banche e si pone come strumento di tutela nei confronti dei depositi fino a 100.000 Euro sui conti degli italiani.

A dire il vero la crescita è stata pressoché costante a partire dal 2007, anno che in qualche modo rappresenta l’inizio della feroce crisi economica da cui sembra stiamo lentamente uscendo; solo tra il 2010 e il 2011 si è registrato un lieve calo, ma, conti alla mano, i depositi sono aumentati del 44% nell’ultimo decennio, passando da 402,32 miliardi di euro a 578,26 miliardi di euro. E stiamo parlando solo dei depositi tutelati, ovvero quelli al di sotto dei 100.000 Euro, che rappresentano solo il 68% della ricchezza totale dei correntisti nostrani.

Sono anni che sentiamo parlare, e parliamo, di crisi, di miseria, di soglia di povertà che si alza, di lavoro che non c’è e di come, più in generale, si stava meglio prima, eppure queste cifre sono vere.

Come è possibile?

Prima di tutto va detto che il nostro è un popolo di risparmiatori che detiene da sempre il primato in tutta Europa per patrimonio immobiliare e entità di investimenti pro capite e, quindi, si tratta di un’abitudine connaturata.

Questo, però, non basta per spiegare questi dati.

La nota dolente è che questo patrimonio di risparmi è un capitale fermo, che non produce interessi, o ne produce molto pochi, e rappresenta il classico “gruzzoletto” che l’italiano si tiene in serbo per affrontare imprevisti o, nel migliore dei casi, la vecchiaia; ciò significa che i consumi sono fondamentalmente fermi, anche se dagli ultimi dati che arrivano dal settore del credito al consumo emerge che la richiesta di prestiti personali sta crescendo in un clima di rinnovata fiducia.

Un’altra variabile che ha contribuito ad avvicinare gli italiani e le banche, relazione che non è mai stata di grande amore, è rappresentata dal Web e dalla sostanziale liberalizzazione del mercato bancario, grazie al decreto Bersani del 2006 che ha introdotto delle misure normative a tutela del correntista e ha depotenziato i grandi gruppi bancari che prima erano inattaccabili.

Oggi, ad esempio, è possibile cambiare il conto corrente, portare il mutuo in un’altra banca senza costi, chiudere il conto corrente senza spese aggiuntive se l’istituto di credito cambia le condizioni che regolano il rapporto e tante altre cose che prima il povero correntista non si sognava neanche. Come quando a inizio anno le banche cominciarono ad aumentare il canone ai propri correntisti e questi emigrarono senza troppi problemi verso altri istituti di credito, appellandosi appunto alla Legge Bersani.

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21