Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e “Newtusciani/e”, in questo nuovo incontro con la Grafologia vorrei, sempre in punta di piedi, farvi osservare le assonanze grafologiche di due grandi uomini/santi che abbiamo avuto la fortuna di avere nel nostro secolo. Uomini speciali che hanno lasciato un segno. Nel Bene.

Ho reperito su Internet due loro firme, purtroppo senza riuscire ad individuarne il periodo temporale, che rispecchiano alcune concordanze nel loro modo di essere ed esistere, e scegliere. Il Bene.

Due firme due volti: Padre Pio e Don Puglisi.

Due Uomini Santi che si sono “spesi” per la Comunità e per l’Altro, senza risparmiarsi. Due esempi.

Sono due firme rapide, vergate in velocità, con un tracciato disinvolto, progressivo e fermo (vivacità, dinamismo, capacità di astrazione con rapida associazione d’idee – quest’ultima molto spiccata in Padre Pio), il movimento è à barré con filo grafico curvilineo e grafia pendente a destra e presenza di gonfi (spontaneità, socievolezza, ascolto ed accoglienza degli altri, combattività, ricerca dell’essenzialità e gioia di vivere); la punteggiatura è presente in entrambe le firme come anche delle sopraelevazioni (espansione della personalità, fiducia nelle proprie capacità ed attenzione al mondo esterno e all’altro, all’ascolto dell’altro e di se stessi).

Alcuni individui possono “somigliarsi” nel modo di porsi e di essere, negli atteggiamenti e nel carattere, ma ogni individuo è speciale ed unico.

Ognuno a suo modo.

Ma chi “segue” un cammino con valori radicati e sentiti si “somiglia” più di altri. Mi ha colpito la presenza nelle due firme, oltre alle specie grafologiche già delineate, di un “annerimento”: nella firma di Padre Pio alla fine del tracciato, mentre per Don Puglisi si ha alla base della formazione della lettera “l”, ebbene, come già sapete, estrinsecando la grafia si formano dei segni ed ogni segno ha un significato.

Il bianco e il nero sono, in grafologia, ma anche nella vita e nel sentire comune, simboli di bene e di male – di luce e di oscurità, ebbene questi due grandi uomini hanno “circoscritto” il “nero”, inglobandolo nell’essere, integrandolo e tenendolo perfettamente a bada, scegliendo consapevolmente il miglior cammino per loro stessi, l’elevazione nonostante l’imperfezione umana.

Una lotta vinta. Nella consapevole scelta del Bene.