Presentazione del romanzo “La trappola del fuorigioco” di Carlo Miccio

Sabato 7 aprile, alle ore 18 la libreria il Gorilla e l’Alligatore di Orte

Simone Stefanini Conti

NewTuscia – ORTE – Sabato 7 aprile, alle ore 18 la libreria il Gorilla e l’Alligatore di Orte  ospiterà  Carlo MICCIO,  che presenterà il suo romanzo “La trappola del fuorigioco”. Un romanzo che, come una sorta di cartina al tornasole, ci accompagna all’interno delle dinamiche di un ambiente familiare in cui si annida ed esplode un disagio mentale.

Giugno 1975: la travolgente avanzata elettorale del PCI di Berlinguer minaccia di sconvolgere l’ordine politico e sociale dell’intero paese. Per Sebastiano La Rosa, 40 anni e una diagnosi di Depressione Bipolare Schizoaffettiva, si profila il peggiore degli incubi: un paese in mano a barbari che bruciano chiese e sequestrano case. Una paura capace di spingerlo nel baratro psicotico sotto gli occhi di suo figlio Marcello, dieci anni, che la realtà la decifra solo attraverso il gioco del calcio. E che al significato della parola comunismo, e al senso vero delle paure di suo padre, ci arriverà scoprendo le meraviglie del “calcio totale”: un modulo perfetto praticato dalla nazionale olandese sotto la guida del suo rivoluzionario condottiero, il compagno Johan Cruyff.

Inizia sul campo di calcio un cammino di trasformazione che porterà negli anni quel ragazzino a trovare la maniera per gestire l’ingombrante presenza della malattia paterna e le sue stesse reazioni emotive davanti alla paura e al pericolo.

“Anni dopo, quando chiesi a mia madre di quella notte, lei raccontò che mio padre aveva iniziato a urlare che c’era il demonio nascosto in casa da qualche parte, e andava scovato e cacciato, come aveva fatto San Michele Arcangelo con la sua stramaledetta spada di fuoco.

Io avevo quattro anni, lei era incinta di mia sorella e, fino a quel momento, della malattia di mio padre non ne aveva mai avuto sentore. E forse neanche lui. In genere, a sentire i medici queste patologie insorgono entro i trent’anni. Lui ne aveva ventinove, quella sera. La sera che per la prima volta ebbi paura di lui. Pensavo che volesse farmi del male. […]”

Carlo Miccio  ha 51 anni, vive a Latina dove lavora come mediatore culturale con profughi e richiedenti asilo politico. Ha pubblicato racconti per la collana Toilet, della 80144edizioni, di cui è stato uno dei fondatori.

Appassionato di creatività digitale, ha al suo attivo mostre personali e collettive (Roma, Torino, Londra, Latina, Paola) e nel 2014 è stato incluso in un’antologia della Taschen tra i 150 più interessanti illustratori al mondo. Il suo sito è microcolica.it

L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Associazione COMIP la cui presidente, Stefania Buoni, interverrà all’evento per spiegare ai presenti gli obiettivi dell’associazione.

COMIP, CHILDREN OF MENTALLY ILL PARENTS, è la prima associazione italiana creata da e per i Figli di Genitori che soffrono di disturbi mentali come depressione, disturbo bipolare e schizofrenia. Nasce nel 2017 su iniziativa di Stefania Buoni per promuovere una cultura della prevenzione nella salute mentale che tuteli i giovani caregiver e le loro famiglie, costruendo e rinsaldando reti con enti, persone e realtà attive in Italia, Europa e nel resto del mondo.

All’evento di sabato seguirà un APERICENA SOLIDALE al costo di 5 euro per raccogliere fondi per l’associazione. Stefania Cima, proprietaria della libreria,  informa che parte del ricavato dalla vendita del romanzo sarà devoluto dalla libreria a COMIP per proseguire il percorso di aiuto, sostegno e informazione.