“I grandi centri commerciali hanno portato alla devastazione del territorio” la denuncia dell’Usb Viterbo

NewTuscia – VITERBO – Le vicende di Marica Ricutti, la mamma lavoratrice licenziata da Ikea, che, recentemente, ha visto confermato il proprio licenziamento dal Tribunale di Milano perché definito “non discriminatorio” e la decisione di Auchan di chiudere subito due centri vendita a Napoli e Catania, gettando sul lastrico centinaia di lavoratori, rappresentano gli ennesimi buchi neri nell’universo della grande distribuzione. Il sindacato torna a denunciare con forza il ruolo negativo dei grandi centri commerciali: la grande distribuzione ha, negli anni, stravolto le relazioni sociali, le condizioni di lavoro e l’assetto urbano delle città. Le piazze, punto di incontro e scambio, sono state svuotate, lasciandole al degrado.

“Nella città di Viterbo -ha denunciato l’Usb- sono stati costruiti ecomostri in cemento lungo la direttrice della Cassia nord, abbandonando allo sfacelo e al saccheggio edifici artistici e di rilevanza storica per la città. Ricordiamo, solo per fare un esempio, la chiusura di cinema e teatri, Metropolitan, Azzurro e Genio, poli nevralgici della cultura viterbese. Allo stesso modo, il centro cittadino è ormai deserto, lasciato nel degrado più totale. I centri commerciali avallano relazioni umane solo mediate dal denaro e dalla concorrenza. Il nostro vicino diventa colui che ci ruba il parcheggio o ci mette fretta alla cassa”.

Sotto il velo delle mastodontiche e continue inaugurazioni di nuovi ipermercati si nascondono gli interessi speculativi dei grandi gruppi finanziari, che speculano sui terreni e sulle aree commerciali, grazie, anche, al silenzio delle istituzioni. Le strutture vengono aperte, con estrema facilità, e altrettanto facilmente, richiuse, solo per guadagnare sulle compravendite, a discapito dei lavoratori e dell’intera struttura sociale. In proposito, una recente indagine della Corte dei Conti ha dimostrato che le case e i centri commerciali sono la nuova frontiera di investimenti malavitosi.

“L’aumento delle grandi superfici commerciali e le aperture incontrollate, 24 ore al giorno, per tutto l’anno, non sono sostenibili per le piccole e medie imprese -ha continuato l’Usb- Queste sono destinate inevitabilmente alla chiusura. Inoltre, i prezzi, apparentemente più convenienti della grande distribuzione, vengono interamente scaricati sui lavoratori in termini di salario, diritti e sicurezza”.

Rispetto alle false notizie diffuse, la completa deregolamentazione delle aperture non ha portato a maggiori assunzioni, ma solo a precarietà, basso salario e mancanza di sicurezza. A Viterbo, nella grande e media distribuzione, il 60% dei luoghi di lavoro controllati sono risultati privi del rappresentante per la sicurezza. Il sindacato, insieme a lavoratori e cittadini, si mobilita per ripensare completamente, non solo la concezione del lavoro, ma il territorio nella sua totalità.

Tutti coloro che sono vittime di sfruttamento possono rivolgersi al sindacato Usb, anche in modo completamente anonimo, tramite il questionario:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSc2I12HtT04sw3n4p7wluyGW6rZs3CpMEWKufNs7-QvOZ7pYA/viewform

Usb Viterbo

Elisa Bianchini