Sulle tavole di Pasqua il carciofo viene riscoperto nella cucina tradizionale ortana

Simone Stefanini Conti

NewTuscia – ORTE – Nel rispetto della migliore cucina tradizionale della città di Orte, il carciofo sarà una delle prelibatezze della tavole di queste festività pasquali. Il carciofo ortano come prelibata produzione tipica del territorio della città del fiume sta riacquisendo da qualche anno una posizione dominante, sia come produzione agricola che nella versione di dolce tipico.

In questo contesto, la Pro Loco di Orte, con la collaborazione dell’Associazione The Grove, dell’Ente Ottava Medievale ed il patrocinio del Comune di Orte e della Regione Lazio ha allestito due edizioni della manifestazione : “C’È CARCIOFO E CARCIOFO ! Festa de’ carciofo de Orte”.

Un prodotto da recuperare  e rivalutare: il “carciofo ortano” come produzione tipica del territorio.

Alcuni operatori economici e produttori locali, con il  comune di Orte hanno  lanciato da qualche anno il progetto di recupero e rivalutazione del “carciofo ortano”, una varietà del carciofo romanesco (Cynara cardunculus scolymus) che cresceva lungo il tratto del fiume Tevere che lambisce la cittadina e che negli anni si è differenziata grazie alle particolari caratteristiche climatiche diverse da quelle della zona romana.

Il carciofo ortano si è mantenuto per molti anni negli orti del paese dove gli anziani hanno continuato a coltivare la varietà per tramandarla alle nuove generazioni,affinché la valorizzassero adeguatamente. Questa “antica” coltura ben adattata all’ambiente dove si era diffusa si sta però perdendo a causa del fatto che la tradizione si è tramandata attraverso gli anziani senza una vera base scientifica e molto probabilmente la varietà di carciofo ortano si è imbastardita perché ibridata con cultivar commerciali più diffuse e diverse dalla locale.

Nonostante tutto, la tradizione del carciofo ortano è rimasta e non è raro trovare in alcuni mercati del Lazio e dell’Umbria varietà di carciofo vendute come “carciofo ortano” che non provengono più dalla città sul Tevere, ma che testimoniano, altresì, l’interesse per questa varietà e l’esistenza di possibili filiere di commercializzazione.  A tal fine l’Amministrazione Comunale di Orte e alcune aziende agricole, esperti del settore e privati cittadini ortani ha deciso negli ultimi anni  di lanciare il “Progetto di recupero e rivalutazione del carciofo ortano” volto alla individuazione di ciò che rimane della cultivar locale per selezionarla, rafforzarla geneticamente e introdurla di nuovo nel territorio della nostro comune.

Il progetto ha un approccio scientifico – specificano i promotori dell’iniziativa –  che prevede diverse fasi: 1) l’indagine di campo per individuare le cultivar sopravvissute; 2) la caratterizzazione morfologica e genetica; 3) la propagazione; 4) l’iscrizione al Registro Volontario Regionale delle risorse genetiche animali e vegetali d’interesse agrario e zootecnico autoctone del Lazio 5) la reintroduzione e diffusione della cultivar sul territorio ortano per favorirne la commercializzazione. Il progetto si avvale della collaborazione dell’ufficio Biodiversità dell’ARSIAL della regione Lazio, del Dipartimento per l’Innovazione nei sistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF) dell’Università della Tuscia, di alcune Aziende Agricole locali e di esperti e professionisti locali .

Al momento dell’avvio del progetto,  si è chiesta  la collaborazione  di tutti coloro che fossero interessati a collaborare incluse le associazioni locali, le piccole e medie aziende agricole, gli esperti di settore, le scuole e tutti i potenziali soggetti interessati. La prima fase del progetto, infatti prevedeva l’individuazione degli orti dove queste varietà sono rimaste e la collaborazione dei proprietari degli orti con i tecnici per effettuare rilievi sulle piante. Il progetto del carciofo è prerogativa del territorio ortano e la sua rivalutazione oltre che essere una opportunità di recupero delle radici e della storia della nostra comunità mira a contribuire allo sviluppo di indotti economici legati alle filiere agricole e anche alla cultura gastronomica e al turismo del comune di Orte. L’edizione 2018 di C’È CARCIOFO E CARCIOFO confermerà la qualità del prodotto e la validità delle strategìe di rilancio e valorizzazione della produzione tipica locale.