Piano commercio Comune di Viterbo, Legacoop Lazio auspica un’approvazione lampo per il bene del sistema delle imprese associate

NewTuscia – VITERBO – Il Comune di Viterbo si appresta ad approvare il Piano del Commercio, si tratta di un’importante strumento di regolamentazione del settore in una città dove da sempre le regole per l’insediamento delle strutture commerciali sono state dettate dagli speculatori immobiliari.

Condividiamo, come Legacoop Lazio, l’impianto e la filosofia del documento proposto dall’amministrazione comunale ed in particolare frutto del lavoro dell’assessore Sonia Perà. Il documento scaturisce dalla necessità di normare gli insediamenti commerciali in una fase di vuoto legislativo regionale. La Regione Lazio infatti non ha ancora provveduto ad aggiornare la propria normativa di settore che risale al 1999 ed è ormai superata da altre norme nazionali promulgate anche recentemente.

Massimo Pelosi

Apprezziamo gli obiettivi che il Comune di Viterbo si pone con il piano ad esempio valorizzare il centro storico e le attività economiche presenti, definendo per queste ultime standard qualitativi. Inoltre il comune ritiene attraverso il piano mettere in atto azioni tese a mitigare l’impatto degli insediamenti commerciali, soprattutto di grandi dimensioni, fuori dal centro storico visto che negli anni hanno creato problematicità di ogni tipo alla fruizione della città. Il documento individua a tal proposito delle arterie viarie critiche e delle soluzioni di mitigazione dei nuovi insediamenti cercando di ampliare la dotazione di parcheggi rispetto agli standard e richiedendo a tal proposito uno studio d’impatto centrato soprattutto sugli aspetti viari de i nuovi insediamenti.

Non neghiamo che ci saremmo aspettati un passo ulteriore visto che attualmente vige in Italia il principio generale per il quale la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali non può essere sottoposta a contingenti, limiti territoriali o vincoli di qualsiasi altra natura, fatta eccezione appunto solo per quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente, ivi incluso l’ambiente urbano e dei beni culturali. Pertanto anche il piano dovrebbe prendere in considerazione una pluralità di aspetti  per decidere una nuova apertura. In questa stesura invece considera come criticità per i nuovi insediamenti commerciali quasi esclusivamente gli aspetti viari e questo ci sembra piuttosto riduttivo anche se allo stesso  tempo non neghiamo che a Viterbo una regolamentazione del settore sia indispensabile. Il piano prevede la richiesta  di uno studio d’impatto e l’indizione, per il rilascio dell’autorizzazione, di una conferenza di servizi interna, elementi,  questi, condivisibili in quanto permettono un  approfondimento dell’impatto della nuova struttura commerciale media o grande sul territorio.

È da ritenere inoltre positivo che il piano fornisca, successivamente all’analisi e allo studio della situazione in essere, degli indirizzi per la programmazione urbanistica commerciale. Infatti dal documento che ci è stato presentato emerge la necessità, visti i repentini cambiamenti della società, delle esigenze dei cittadini e dell’uso corretto del suolo, di una modifica del prg soprattutto per gli aspetti di urbanistica commerciale. L’attuale destinazione commerciale di parti consistenti del territorio comunale  porterà in futuro, come già avvenuto in passato a speculazioni immobiliari su porzioni importanti del Comune. Il prg e il piano del commercio dovranno assolutamente contribuire a mitigare gli impatti degli immobili commerciali e prevedere in modo più efficiente che in passato opere di attenuazione dell’impatto di tipo viario e non solo.

Il Piano prevede una segmentazione  delle medie superfici individuando in particolare la tipologia delle superfici medie minori con area di vendita tra 250 e 400 mq. Relativamente a  queste strutture si prevedono  delle deroghe rispetto ad alcuni parametri che ne faciliterebbero  l’insediamento soprattutto nel centro storico. La scelta è da ritenere apprezzabile perché sia nel settore alimentare che in quello extra alimentare dobbiamo vedere le attività commerciali nel centro storico quali attività di servizio non solo per i turisti ma soprattutto per la popolazione residente. Questa norma permette ad esempio l’insediamento di piccole superette di 400 mq che costituiscono un elemento di servizio al cittadino fornendo una completezza di assortimento dei generi alimentari. La critica che viene fatta a questa norma è relativa al fatto che faciliterebbe  l’insediamento di attività commerciali di prodotti cinesi o di dubbia qualità. Riteniamo che trattasi di un falso problema da risolvere con l’intervento congiunto di  tutti gli organismi di vigilanza e controllo delle attività commerciali (nas, finanza, comune,  ispettorato del lavoro ecc). E’ necessario che concorrano insieme a verificare provenienza,  salubrità e sicurezza dei prodotti  oppure legalità dei rapporti di lavoro ecc. Questo può essere fatto già ora anche in assenza del piano,  sarebbe sufficiente esclusivamente  un coordinamento tra le forze di polizia.

Il piano dedica ampio spazio alla salvaguardia e valorizzazione delle attività del centro storico.  Come più volte indicato nelle riunioni preparatorie vorremmo far rilevare che aspetto fondamentale per lo sviluppo delle attività commerciali del centro storico siano anche la presenza di parcheggi e l’accessibilità. È chiaro che trattasi di aspetti che possono essere risolti solo da politiche strutturali dell’amministrazione. In modo particolare l’accessibilità dalla cassia nord (rete viaria giustamente considerata critica) ha bisogno di interventi strutturali molto importanti che comunque, se realizzati, permetterebbero un accesso migliore soprattutto nei periodi di picco di traffico come  le festività. Comunque le difficoltà di accesso coinvolgono sia le attività commerciali posizionate lungo l’asse viario che le attività presenti nel centro storico.

Riteniamo altresì condivisibili l’insieme delle norme del piano incentivanti le attività commerciali e di miglioramento della qualità degli insediamenti nel centro storico. È chiaro che in futuro sarà necessario ragionare su come migliorare anche la qualità della vita dei residenti , pensando anche ad un sistema di incentivi e al miglioramento dei servizi necessari soprattutto a invertire la tendenza che sta portando negli ultimi anni al decremento dei residenti nel centro storico in controtendenza con l’aumento della popolazione nel resto del comune.

Comunque  Legacoop Lazio  in linea generale condivide il piano del commercio presentato e si auspica per il bene delle imprese associate che venga approvato entro il termine del mandato di questa amministrazione, in quanto riteniamo che per troppi anni nel Comune di Viterbo l’insediamento delle attività commerciali sia stato guidato quasi esclusivamente dagli interessi di speculatori immobiliari.

 

 

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21