Faisa Cisal: Piano Industriale di Atac carente di progetti esigibili

NewTuscia – ROMA –  Gli articoli di stampa apparsi oggi sulle maggiori testate relativamente alle opinioni dei Giudici fallimentari in merito al piano concordatario per la salvezza di ATAC S.p.A. sono fortemente preoccupanti.

Gli stessi, infatti,  ritengono che le linee guida del Piano presentato, siano approssimative e generiche.

FAISA CISAL ha in più sedi rimarcato in modo critico che un Piano Industriale come quello sul quale stava lavorando la dirigenza di ATAC S.p.A. risultava carente di progetti esigibili che avessero effettivamente potuto risanare la Società, non poteva infatti essere solamente l’aumento dei carichi di lavoro l’unica soluzione certa.

Le stesse impressioni di dubbio espresse da questa Organizzazione erano condivise da una gran parte dei lavoratori e quindi da Noi recepite e riportate in un documento, che si allega, approvato all’unanimità in occasione del 12° Congresso FAISA – CISAL ed inviato alle Istituzioni.

Oggi, leggere della posizione dubitativa di chi è chiamato ad approvare la sopravvivenza di ATAC  allarma tutte le parti coinvolte in questo contesto, sia i lavoratori del settore che l’utenza stessa.

Alla luce di quanto sopra esposto e dei risultati messi in discussione, è da chiedersi i motivi per i quali sono stati proposti e presentati in modo palesemente fumoso dai Responsabili.

Se i chiarimenti/correttivi richiesti entro 70 giorni dai Giudici fallimentari risultassero nuovamente insufficienti, la sorte della partecipata più grande di Europa sarebbe segnata?

Il rischio di default è troppo alto come è altrettanto alta la possibilità che 12.000 dipendenti più tutto il personale delle aziende dell’indotto, rimangano senza posto di lavoro .

Questo scenario deve essere scongiurato.

Ribadiamo il quesito sopra posto e cioè, saranno questi stessi soggetti, e con quale mandato, a gestire questa critica fase che ci aspetta?

Invitiamo le Istituzioni a prescindere dal loro ruolo istituzionale e di schieramento, ad essere vigili ed eventualmente intervenire per quanto di propria competenza affinché l’immagine di ATAC S.p.A. e conseguentemente di Roma e dell’ Italia stessa non siano danneggiate  da questo evento che ingesserebbe una città già enormemente provata.