“Terra, solchi di verità e giustizia” è il tema 2018 della Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie

Simone  Stefanini Conti

NewTuscia – VITERBO – Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, l’Associazione “Libera”, fondata da don Luigi Ciotti,  celebra la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. L’iniziativa nasce dal dolore di una mamma che ha perso il figlio nella strage di Capaci e non sente pronunciare mai il suo nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome.

Dal 1996, ogni anno, una città diversa, un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile, per farli vivere ancora e non dimenticarli.

Il 21 marzo in tanti luoghi del nostro Paese per un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, non dimenticando le vittime delle stragi, del terrorismo e del dovere.

Il 1° marzo 2017, con voto unanime alla Camera dei Deputati, è stata approvata  la proposta di legge che istituisce e riconosce il 21 marzo quale “Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”.

Libera si prepara a celebrare in Puglia la Giornata della Memoria e dellImpegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Dieci anni fa a Bari, il prossimo 21 marzo a Foggia. Una regione, una terra colpita da gravissimi fatti di sangue. Tornare in Puglia e aver scelto in particolare quel territorio, non è una decisione casuale. Terra, solchi di verità e giustizia è il tema della XXIII edizione. Replicando la “formula” adottata negli ultimi due anni, Foggia sarà il 21 marzo la piazza principale, ma simultaneamente, in migliaia di luoghi dItalia, dellEuropa e dellAmerica Latina, la Giornata della Memoria e dellImpegno verrà vissuta attraverso la lettura dei nomi delle vittime e, di seguito, con momenti di riflessione e approfondimento. Libera va a Foggia perché quella terra ha bisogno di essere raccontata. Libera va a Foggia perché le mafie del foggiano sono organizzazioni criminali molto pericolose che facciamo una tragica fatica a leggere. Perché, malgrado l’evidenza, la percezione della cittadinanza è ancora bassa.

Le proposte Libera Formazione per le scuole in preparazione della Giornata del 21 marzo 2018. Libera propone alle scuole alcune tracce di lavoro e materiali di approfondimento per accompagnare studenti e docenti nell’approfondire il tema della terra, della giustizia e dei diritti.

A partire dalla parola chiave e dallo slogan della XXIII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, “Terra, solchi di verità e giustizia”, Libera propone alle scuole alcune tracce di lavoro e materiali di approfondimento per accompagnare studenti e docenti nell’approfondire il tema della terra, della giustizia e dei diritti verso il 21 marzo prossimo.

La proposta si articola in 4 aree tematiche, di seguito elencate con i possibili percorsi da sviluppare

  1. 1. Diritti delle persone: diritto al lavoro, alla mobilità, all’amore, alla conoscenza, al gioco, diritto al futuro;
  2. 2. Mafie: approfondimento e conoscenza dei fenomeni mafiosi in Puglia, mafie, violenza mafiosa e controllo del territorio, legami mafiosi in contrapposizione  ai legami civili e di comunità;
  3. Ambiente: ecomafie, agromafie e filiera alimentare, diritto alla salute e a un ambiente sano;
  4. 4. La memoria La memoria rappresenta l’elemento comune e trasversale alle aree proposte.Come per l’anno passato utilizzeremo la formula di far adottare una storia alle classi aderenti che sia in qualche modo collegata al tema scelto e aiuti i ragazzi ad approfondirlo e a rielaborarlo partendo dall’incontro con la vita della vittima innocente.

Libera chiede agli studenti di realizzare un segno materiale che rappresenti il percorso di memoria intrapreso verso il 21 marzo, coerente con lo slogan. Abbiamo pensato di proporre la realizzazione di una pianta (vera e propria da coltivare/curare a scuola, in particolare per i più piccoli, oppure realizzata e rappresentata con altri materiali).

La scelta è dovuta a quanto di positivo questo simbolo evoca: le radici, l’appartenenza a un territorio, le sue culture, le sue storie, l’identità, tra dimensione individuale e collettiva: la vita, la crescita e la necessità di curare ciò che è prezioso, con un parallelo con l’idea di memoria che stiamo sempre più coltivando. Il legame e l’armonia tra le parti, la pianta come simbolo di una comunità nella quale tutti gli individui si sentano parte attiva, di un unico NOI.

 

 

 

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21