Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – “Dio è giovane”, il nuovo libro intervista con papa Francesco, uscirà il 20 marzo 2018, due anni dopo “Il nome di Dio è Misericordia”.

Dalle anticipazioni apparse su Avvenire di oggi traiamo alcuni tratti salienti del libro di papa Francesco…. “Dio è giovane” (pagg. 132, euro 15, ebook euro 9,99) sarà pubblicato in tutto il mondo in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù che, nella ricorrenza della Domenica delle Palme domenica 25 marzo , si celebra in Vaticano e nelle diocesi dei cinque continenti. Il Papa ha voluto vergare di suo pugno il titolo del libro sulle copertine delle sei principali lingue.

In Italia è pubblicato da Piemme, casa editrice del Gruppo Mondadori © 2018 Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano – Pubblicato per PIEMME da Mondadori Libri S.p.A. © 2018 Mondadori Libri S.p.A., Milano.

Nella conversazione con Thomas Leoncini, giornalista e scrittore di 33 anni, papa Francesco si rivolge ai giovani di tutto il mondo, dentro e fuori la Chiesa, in un dialogo intimo, analizzando i grandi temi della contemporaneità. Il libro anticipa e prepara il grande Sinodo dei Giovani che si celebrerà in Vaticano nell’ottobre 2018.

Quando ero a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù un giovane universitario mi ha chiesto: «Come posso parlare con un coetaneo ateo? Che cosa posso dire a un giovane ateo che non ha alcun rapporto con Dio?».

Ho risposto: «Perché hai l’esigenza di dire? Dobbiamo sempre fare, non dire. Tu fai. Se cominci a parlare farai proselitismo e fare proselitismo significa usare la gente. I giovani sono molto sensibili alle testimonianze, hanno bisogno di uomini e donne che siano esempi, che facciano senza pretendere nulla dagli altri, che si mostrino per ciò che sono e basta. Saranno loro, gli altri giovani, a farti domande e così arriverà anche il momento di parlare, di dire».

[…] Dio ci ha partoriti tutti, senza distinzioni. Dio è anche nostra madre. Anche papa Giovanni Paolo I insistette sull’immagine di Dio come madre dell’umanità. […]

Sono molto ricorrenti i sentimenti di tenerezza nelle Scritture, l’amore di Dio è anche “viscerale”, per dirlo con una parola umana. Trovo molto significativo il passo di Luca, 13, 34, che dice: «Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che sono mandati a te, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come una gallina la sua covata sotto le ali e voi non avete voluto!».

Quando Gesù disse queste parole pianse su Gerusalemme… Vorrei però aggiungere qualcosa di più riguardo a Dio. Nel libro dell’Apocalisse (21, 5) c’è questa frase: «E Colui che sedeva sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose».

Dio quindi è Colui che rinnova sempre, perché Lui è sempre nuovo: Dio è giovane! Dio è l’Eterno che non ha tempo, ma è capace di rinnovare, ringiovanirsi continuamente e ringiovanire tutto.

Le caratteristiche più peculiari dei giovani sono anche le Sue.

È giovane perché «fa nuove tutte le cose» e ama le novità; perché stupisce e ama lo stupore; perché sa sognare e ha desiderio dei nostri sogni; perché è forte ed entusiasta; perché costruisce relazioni e chiede a noi di fare altrettanto, è social.

Prosegue papa Francesco Penso all’immagine di un giovane e vedo che anche lui ha la possibilità di essere “eterno”, mettendo in gioco tutta la sua purezza, la sua creatività, il suo coraggio, la sua energia, accompagnato dai sogni e dalla saggezza degli anziani. È un ciclo che si chiude, che crea una nuova continuità e mi ricorda l’immagine dell’eternità. […]

Il Sinodo è dei vescovi, ma deve essere al servizio di tutti i giovani, credenti e non credenti. Non bisogna fare differenze che portano a una chiusura del dialogo: quando dico tutti, intendo tutti. Sei giovane? Puoi parlare, siamo qui per ascoltarti.

Prima del Sinodo c’è la possibilità che ci sia anche un’assemblea dei giovani, dove i giovani si dovranno confrontare tra loro su diversi temi e poi portare ai vescovi i loro risultati: credo che questo sia lo spirito giusto per stimolare il dialogo e il confronto positivo.


La Lettera Pastorale per la Quaresima 2018, dedicata  ed in qualche modo indirizzata  dal vescovo di Civita Castellana, mons. Romano Rossi, a tutti i giovani: “Godi o giovane della tua giovinezza, i giovani, la fede e la gioia di vivere: il sogno di una Chiesa che non si rassegna a sentirsi vecchia e sterile”,  descrive oggettivamente e brutalmente la situazione attuale dei giovani e si tratteggiano delle proposte operative di recupero del dialogo tra giovani e chiesa.

Il titolo di questa lettera sorprende sicuramente più di un lettore, stupito e forse spiazzato da un invito così esplicito e perentorio da parte del Vescovo Romano Rossi  alla gioia, anzi al godimento della vita e della giovinezza.    Verso una Chiesa senza gioia? Non si può negare la dimensione faticosa e drammatica, talvolta perfino tragica, dell’esistenza. In particolare, sarebbe da incoscienti ignorare o trascurare le difficoltà e le strozzature che ostacolano oggi i giovani al momento dell’ingresso nella vita adulta e, soprattutto, lavorativa…

   Tutta la rivelazione cristiana è invito permanente alla gioia, è l’annuncio della sua possibilità, la garanzia che questo dono sarà sempre disponibile per gli uomini amati dal Signore…

Verso una Chiesa senza giovani? In effetti, il titolo di questa lettera possiede sicuramente almeno un valido motivo per apparire discutibile. Non tanto per il contenuto dell’invito alla gioia, quanto per i destinatari a cui si rivolge. I giovani di oggi si possono considerare ancora interlocutori raggiunti o, almeno, raggiungibili da parte della Chiesa? …

Nell’attuale stato di cose, il nostro appello alla gioia rischia di apparire fuori misura e privo di efficacia perché rischia di non interfacciarsi che con un’esigua minoranza.

La grande maggioranza dei giovani non ci vede, non ci ascolta.

Arrendersi o ripartire? Sono riflessioni scomode, considerazioni inquietanti ma, temo, tutt’altro che infondate, prosegue mons. Romano,  sono provocazioni solo apparentemente inopportune… Eppure di giovani in giro per le strade ce ne sono tanti ancora…

L’invito di mons. Romano Rossi: “ prendiamo atto della realtà, guardiamoci negli occhi, tiriamoci su le maniche, ascoltiamo il Signore e… ripartiamo.”

Da dove ripartire? In questa domanda la parte più importante e decisiva non è costituita dall’avverbio di luogo (da dove?) ma dal verbo impiegato: “ripartire”. La determinazione di ripartire è preliminare e indispensabile rispetto all’individuazione delle modalità e delle strategie con cui farlo…

Ripartire dalla comunità parrocchiale. Prima di progettare qualsiasi strategia pastorale che ci aiuti ad essere “Chiesa in uscita” alla ricerca delle pecorelle smarrite, si tratta di ridiventare la Chiesa di Gesù Cristo nella sua autenticità e pienezza. La priorità non sta nel rincorrere e riportare a casa i fuggiaschi, ma nel brillare della verità del Vangelo e dell’esperienza del Risorto così da stupire, interessare e attrarre… I ragazzi e i giovani ci guardano e ci pesano più di quanto ci immaginiamo.

Ripartire dagli adulti. Per diventare significativa e intrigante agli occhi dei giovani, la comunità cristiana deve ripartire dagli adulti, anzi deve mettere al primo posto da subito la cura degli adulti. È la proposta che la diocesi sta portando avanti, umilmente e pervicacemente, da anni con il progetto “Mosaico di Pietre Vive”…

Ripartire dagli adolescenti. La preparazione organica e strutturata alla Cresima riprende allora con la terza media. I ragazzi sono ormai più grandi e più maturi e si cerca di creare un gruppo prima della “dispersione” scolastica per le scuole superiori.  È un’età in cui si possono cominciare ad affrontare in modo più diretto e cosciente le problematiche della fede e della vita dell’adolescente…

Ripartire dalla Diocesi. Il cantiere in cui progettare e costruire questo edificio spirituale è inevitabilmente la Parrocchia, la casa dei figli di Dio, prossima e accessibile a tutti. Al suo servizio si pone la Diocesi, con le sue varie iniziative e la sua capillare rete di collegamenti…

Ma gli educatori ci saranno? Saranno adeguati? Sentiranno di avere alle spalle il sostegno di tutta la parrocchia, impegnata a informare e incoraggiare ragazzi e famiglie per la partecipazione a questa nuova opportunità?… È tempo di attivarsi e di provvedere! …

Ripartire dai preti Potete avere l’impressione che, rispetto al tema di cui stiamo trattando, abbiamo parlato un po’ poco dei preti, i primi, anche se non gli unici, operatori della pastorale giovanile delle parrocchie…

Ripartire dal Signore Nonostante le pagine scritte finora, abbiamo appena avviato un discorso prioritario e delicato… Lasciamoci con questo specifico impegno, affidandolo all’intercessione materna di Maria.

La lettera pastorale di mons. Romano Rossi richiama e sviluppa concretamente  i contenuti che Papa Francesco enuncia nella lettera indirizzata ai giovani di tutto il mondo, con cui accompagna il Documento preparatorio del Sinodo sui giovani in programma per  il prossimo mesi di ottobre 2018 e afferma il desiderio della Chiesa di “mettersi in ascolto” della  voce dei giovani, per questo li invita a  “far sentire il loro grido”.

“Un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità”. “Non abbiate paura” di fare “scelte audaci”, “non indugiate quando la coscienza vi chiede di rischiare”. L’impegno di ascolto e di attenzione dell’equipe di Pastorale Giovanile.  L’annuncio del Sinodo dei Giovani impegnerà nei mesi futuri  i responsabili della Pastorale giovanile delle chiese locali e della Diocesi, che nelle varie iniziative stanno concentrando il loro impegno prioritario verso l’attenzione, il dialogo e l’ascolto delle problematiche giovanili.