Valentino Cesarini

NewTuscia – VITERBO – Ci pensa Jefferson ad archiviare la pratica Arezzo e regalare tre punti pesantissimi alla Viterbese, in virtù dei risultati dagli altri campi. Il sabato calcistico per i gialloblu era iniziato nel migliore dei modi: gli scivoloni inaspettati di Siena e Livorno e il pari casalingo del Pisa.

Dopo un clamoroso palo di Jefferson (13’) con una bella conclusione di prima, il match è rimasto in equilibrio con le due squadre che si son combattute ogni pallone in mezzo al campo. Prima del riposo, la gioia del goal viterbese è rimasta strozzata in gola ai tifosi, perché al 38’ il tocco da posizione ravvicinata di Celiento è stato annullato per fuorigioco su segnalazione dell’assistente Carrelli, mentre pochi istanti dopo Calderini da ottima posizione di testa ha mandato incredibilmente a lato. Negli spogliatoi evidentemente mister Sottili ha chiesto ulteriore grinta e vivacità di gioco ai propri ragazzi, che hanno subito recepito il messaggio.

Proprio così, perché al 51’ su una disattenzione difensiva è stato lestissimo Jefferson con una conclusione di prima intenzione a sbloccare il match. Gara che si è virtualmente chiusa due minuti più tardi, quando un ingenuo Sabatino ha steso in area Vandeputte. Dal dischetto si è presentato Jefferson che non ha sbagliato e ha portato sul doppio vantaggio la Viterbese. L’Arezzo sospinto da circa 200 tifosi ha provato a tornare in corsa con l’ingresso dell’attaccante Cellini per il centrocampista Cenetti, ma la Viterbese ha controllato senza grandi affanni. Oltretutto, nel finale si è fatto male anche Moscardelli che nel tentativo di calciare unapunizione ha abbandonato il campo, scuotendo la testa. E proprio nel tragitto che lo stava portando in panchina, dalla tribuna del Rocchi sono partiti applausi per il capitano degli amaranto, che è stato a lungo un obiettivo dei gialloblu. Finisce con le due squadre rispettivamente sotto le proprie curve a prendere gli applausi dei tifosi. A Viterbo sognare non costa nulla e quindi la speranza è che il risveglio (dolce) avvenga il più tardi possibile.