NewTuscia – VITERBO – “Non è un terrorista islamico”. A precisare la posizione di Dennis Illarionovs, il 24enne italiano di origini lettone arrestato lunedì  a Viterbo, dopo intense indagini della Digos di Viterbo e del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno, sono il Questore Lorenzo Suraci, la dirigente della Digos Monia Morelli e Fabio Berrilli, primo dirigente dello stesso Servizio contro il terrorismo.

In casa del 24enne è stato trovato un vero e proprio arsenale e materiale chimico che è al vaglio degli inquirenti e che sembra idoneo per la produzione di ordigni esplosivi. Le indagini sono partite per una segnalazione dell’Fbi americano che, dai controlli incrociati a livello internazionale, aveva segnalato frasi e foto postate da  Illarionovs su Facebook e Instagram: tra queste frasi assurde come “E’ ora di ammazzare i bambini dell’asilo” e sue foto con pistola in pugno. Elementi che hanno fatto immediatamente fatto partire le indagini della Digos di Viterbo e del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno.

In particolare, però, la segnalazione dell’Fbi era scaturita dalle frasi di Dennis Illarionovs inneggianti al terrorista islamico, Sayfullo Saipov, che, il 31 ottobre 2017, ha ucciso, travolgendoli guidando un Tir, 8 persone sulla pista ciclabile di New York.

Il blitz nella casa del ragazzo di origini lettoni, da parte della Digos e dei poliziotti di Viterbo, lunedì scorso. Un team composto da unità cinofile antiterrorismo ed esperti in reati legati alle telecomunicazioni. Dentro l’abitazione di Dennis Illarionovs non solo armi come un fucile, una mitraglietta, due postole ad aria compressa, un’accetta, strumenti elettronici e un tirapugni. Insieme a ciò della polverina che, per stessa ammissione di Illarionovs, potrebbe essere nitrato di potassio, componente chimico per realizzare ordigni in grado di esplodere.

Quello che si sa del ragazzo è che era un solitario, non aveva amicizie e passava il suo tempo davanti i social e la televisione. Era a Viterbo con i soldi che gli arrivavano dalla famiglia, residente in Germania. Era disoccupato. Forse una mente disturbata che, nella simpatia verso l’Isis e l’estremismo islamico, aveva trovato una motivazione per identificarsi. Ma è solo un’ipotesi al vaglio degli inquirenti.

Quello che il Questore Suraci, il Capo della Digos Morelli e il primo dirigente del Servizio per il contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno, Berrilli, hanno detto più volte durante la conferenza stampa, però, è che l’arresto non è stato effettuato per motivi di terrorismo internazionale ma per i reati di fabbricazione e detenzione di materie esplodenti.

Nelle prossime ore Dennis Illarionovs sarà interrogato e si cercherà di capire i retroscena di un arresto che è andato immediatamente sulle pagine nazionali e, probabilmente, finirà anche sulla stampa internazionale.