Emergenza climatica, nucleare e delle migrazioni. Conversazione di Pio Castagna ad Orte il 6 marzo

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Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – E’ programmata per martedì 6 marzo alle ore 21 presso la sala conferenze della parrocchia di sant’Antonio in Orte Scalo la conversazione “Emergenza climatica, nucleare e delle migrazioni”  tenuta da  Pio Castagna di Pax Christi Italia.

L’iniziativa e’ stata inserita dal parroco e direttore della Caritas Diocesana don Giuseppe Aquilanti negli appuntamenti religiosi e culturali di approfondimento del periodo quaresimale.

Un  nostro commento “preparatorio” al  Convegno di Orte. Nella situazione socio politica come quella che stiamo vivendo – secondo noi  ingiustificatamente povera di dibattiti e di concrete prospettive programmatiche sul modello di sviluppo degli anni futuri – e’ quanto mai opportuno che il mondo cattolico e i cittadini sensibili ai valori etico solidaristici affermati  da Papa Francesco  –  forse unico autorevole, lungimirante “statista” di questi anni – nellEnciclica  Laudato Sì” e degli obiettivi dello sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, sullurgenza di una transizione energetica  (cambio di stili di vita nelle città)  sostenuta dalla finanza sostenibile (più attenta alle esigenze di finanziamento di famiglie, imprenditoria giovanile e imprese artigianali), rispetto alle opportunità tecnologiche e finanziare esistenti.

Una realistica strategia di sviluppo sostenibile per una transizione energetica sostenuta dalla finanza sostenibile, creando nuove opportunità occupazionali, tecnologiche e finanziare.

“Numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra [..] emessi soprattutto a causa dell’attività umana. [..]. Ciò viene potenziato specialmente dal modello di sviluppo basato sull’uso intensivo di combustibili fossili, che sta al centro del sistema energetico mondiale”.  Laudato si’, n. 23.

“Sul cambiamento climatico abbiamo un chiaro, definitivo e ineluttabile imperativo etico ad agire”, chiesto a governanti e cittadini da Papa Francesco.

Il cambiamento degli stili di vita, delle strutture tecnologiche, e le scelte finanziare consapevoli sono azioni per modificare le politiche energetiche e di sviluppo a livello globale e locale. Attraverso l’incontro si vuole promuovere il coinvolgimento attivo di diocesi, parrocchie e associazioni in iniziative concrete come il disinvestimento dalle fonti fossili e il reinvestimento nelle fonti rinnovabili utilizzando nuovi strumenti tecnici e finanziari più consapevoli e responsabili ambientalmente e socialmente.

“La crisi finanziaria del 2007-2008 era l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici, e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria speculativa e della ricchezza virtuale. Ma non c’è stata una reazione che abbia portato a ripensare i criteri obsoleti che continuano a governare il mondo.” Laudato Sì”, n. 189.

Limpegno civile, limpegno per i diritti umani, la solidarietà, lecologia sono di stimolo alla ricerca di comportamenti coerenti in finanza e quindi in economia.  Per questo lEnciclica Laudato si di Papa Francesco rappresenta uno stimolo notevole per la finanza etica, per le conferme, per le novità e gli stimoli programmatici che suscita.

Come autorevolmente commentato da più parti, le novità riguardano soprattutto i temi dell’ecologia e dell’uso e distribuzione delle risorse naturali. I temi trattati non sono nuovi al mondo ecologista e come tali noti alla finanza etica.

Clima, acqua, biodiversità, risorse. Con decisione, si trattano i temi ecologici integrandoli con le questioni sociali, con la qualità della vita, con liniquità. Si sottolinea la debolezza delle reazioni politiche e di governo ad una situazione critica.

Le novità  presenti nellEnciclica sono diverse. La prima e più evidente, è il collegamento diretto instaurato dal Pontefice tra lazione ecologia con i riferimenti teologici della chiesa cattolica.  Si sottolinea tra l’altro la necessità di un rapporto armonioso con la creazione (comunione universale e destinazione comune dei beni), riaffermando con forza un principio non certo in voga nell’attuale sistema economico, ossia “la subordinazione della proprietà privata alla destinazione universale dei beni”.

La seconda novità riguarda lattenzione ai temi economici. I termini economico-finanziari compaiono nel testo dell’Enciclica in misura quasi pari ai termini che indicano la natura, il Creato. L’Enciclica affronta in modo deciso le questioni economiche come fortemente legate agli effetti sulle questioni ambientali e sociali e viceversa.

Il terzo fattore di innovazione riguarda una critica decisa alla finanza ed in particolare al fatto che finanza e tecnologia sono alla basa del concetto (sbagliato) di crescita illimitata.

Le parole dellEnciclica sono dure in tal senso, si afferma che il paradigma tecnocratico faccia sì che la finanza sottometta la politica e soffochi leconomia reale. Che la rendita finanziaria minacci la rendita della natura.

Particolarmente  significativo  è il fatto che nell’Enciclica si usino i termini efficienza/efficacia oltre 20 volte, ma è interessante notare come questi termini, che in economia si usano quasi esclusivamente per misurare le performance economiche, vengano invece usati in senso positivo per misurare le performance di equità, giustizia, salvaguardia del creato.

Papa Bergoglio invita a  misurare meglio e identificare i costi occulti rappresentano una sfida per tutti oggi, se vogliamo dare almeno pari dignità alle performance socio-ambientali rispetto a quelle economiche,  esortando a far si che il profitto non sia più l’obbiettivo unico dell’azione economica o finanziaria, ma torni ad essere un vincolo di sostenibilità di lungo periodo.

Le domande e le concrete opzioni programmatiche  che ci pone l’Enciclica, partendo dalla questione ambientale, finiscono per essere ottime domande per provare a costruire una finanza e una ecologia più vicine alleconomia reale,  capace di dare risposte alle sfide ambientali e sociali del nostro tempo.

E’ quanto ci illustrerà Pio Castagna nel Convegno sulle esperienze concrete ispirate e attuate da Pax Christi in Italia e nel mondo e come tutti i cittadini possano contribuire nella loro esperienza personale a riequilibrare il rapporto  tra uomo, città, tutela della Casa Comune, ecologia interiore e ambientale, accoglienza  e gestione ” sostenibile” del fenomeno delle migrazioni.

Lidentità di Pax Christi movimento cattolico internazionale per la pace , non è solo nelle azioni che promuove e nei risultati che talvolta riesce a raggiungere. Il nome stesso rivela un forte radicamento nel Vangelo di Gesù Cristo. Molta parte dell’identità di Pax Christi è nell’incontro tra fede e vita, Vangelo e storia. Di qui lo sforzo di porsi in ascolto del grido soffocato delle vittime delle guerre, dell’ingiustizia, dell’oppressione, dei diritti violati, della dignità non riconosciuta. Leggere la realtà lasciandola illuminare dal Vangelo ci permette di scorgere la filigrana essenziale e nascosta delle cose. In tutto questo ci è stato maestro Giovanni XXIII che ha riscoperto la categoria dei segni dei tempi proprio nell’Enciclica dedicata al tema della Pace. La Pacem in terris fa da sfondo dello statuto di Pax Christi, ne orienta le scelte, ne illumina la riflessione. Per quanto riguarda più propriamente la sezione italiana, sicuramente la figura di don Tonino Bello (Alessano 1935 – Molfetta 1993) che ha guidato come presidente il movimento (dal 1985 al 1993) è stata di grande valore e significato e ha conferito ancora di più un carattere profetico all’identità e allo stile di Pax Christi.

Pio Castagna è coordinatore del gruppo di Taranto di Pax Christi, facilitatore nella comunicazione ecologica, collaboratore della rete nazionale di formazione alla nonviolenza, conduttore del Teatro dell’oppresso, counselour nelle relazioni di aiuto con l’approccio biosistemico.