“La storia del feudo di Vetralla”, precisazioni del consigliere Giulio Menegali Zelli Iacobuzi

NewTuscia – VETRALLA – Alcune settimane fa è stato presentato nei locali della Biblioteca Comunale “A. Pistella” il volume edito dalla casa editrice locale Ghaleb “La storia del feudo di Vetralla”, alla presenza dell’autore Andrea Natali e di Caterina Presciutti (in luogo dell’altra autrice Maria Antonietta Pasqualetti, scomparsa prima della pubblicazione), oltre ad una pletora di rappresentanti del Comune: dall’assessore alla cultura Palombi (da non confondere con il delegato alla cultura, Ghaleb) all’assessore al turismo Pasquinelli.

Presente anche la presidente della ProLoco Ida Brama. Nulla di strano, se non fosse che l’iter della pubblicazione ha dei risvolti misteriosi. Il volume nasce da una serie di documenti e ricerche della scomparsa Maria Antonietta Pasqualetti, ereditati dalla nipote che decide di renderli pubblici, facendosi affiancare nella revisione e finalizzazione del lavoro da figure competenti.

La casa editrice locale Ghaleb interpellata infatti, nel rispetto della propria missione, chiama in causa lo storico di solida formazione Andrea Natali. E qui la questione si fa meno chiara. Il materiale viene proposto alla casa editrice Ghaleb che in effetti individua sul proprio sito Caterina Presciutti come “promotrice finanziaria” del volume. Il volume appare in tempi rapidissimi (a riconferma che il materiale preesistente era consistente e quasi pronto) e accanto alla ProLoco, in copertina viene ricordato il Comune di Vetralla.

Sul materiale pubblicitario, presente sul sito della casa editrice Ghaleb e presso la biblioteca, viene esplicitata la collaborazione del Comune di Vetralla (oltre a quella evidentemente della ProLoco). Il che contribuisce a spiegare la folta presenza di interventi degli amministratori tra i saluti in testa al volume e in sala durante la presentazione.

Negli atti ufficiali dell’Ente tuttavia, tale “collaborazione” non viene formalizzata. La possibilità che il Comune collabori a iniziative del genere sarebbe del resto in linea con lo Statuto, che all’articolo 3 comma 3 prevede appunto questa possibilità. Ma quali canali abbiano seguito editore e amministrazione comunale per avviare tale “collaborazione” appare poco chiaro.

Gli uffici, interpellati sulla questione hanno fornito questa risposta:

“Da alcuni riscontri sembra che i Quaderni di Vetralla, al quale si riferisce il libro in oggetto, siano prodotti da tanti anni dall’Editore sempre con la medesima dicitura Comune di Vetralla che potrebbe essere inteso come territorio e non come Amministrazione Comunale”.

Lasciamo giudicare alla cittadinanza la sostanza di questa spiegazione. Il pensiero corre all’autrice principale del testo, storica disinteressata e ricercatrice per amore -vero- del territorio, che certo non avrebbe potuto immaginare l’esito dei suoi sforzi. Ma mai come oggi a Vetralla appare attuale il vecchio proverbio: impara l’arte e mettila da parte. Magari porterà lustro
ad altri.

Giulio Menegali Zelli Iacobuzi
Consigliere Comunale