Confindustria e sindacati: chiuso l’accordo sulle nuove regole per la contrattazione e per le relazioni sindacali

di Stefano Stefanini (*)

NewTuscia – Questa notte è stato concluso un importante Accordo sindacale, nella settimana che precede le elezioni,  i sindacati confederali hanno chiuso l’accordo sulle nuove regole per la contrattazione e per le relazioni sindacali.

Il presidente degli industriali, Vincenzo Boccia, e i leader delle confederazioni sindacali hanno dato via libera a un testo che è stato messo a punto in una lunga trattativa riservata fra i tecnici delle due parti e che verrà sottoscritto il 9 marzo prossimo, dopo una breve consultazione dei lavoratori.

Il nuovo modello contrattuale rappresenta in un certo qual modo un’evoluzione di quello attuale, con la conferma dei due livelli, il Contratto nazionale di categoria e quello decentrato (aziendale o territoriale), ma con significativi elementi di flessibilità.

Come riportato dall’Agenzia giornalistica ADN CRONOS e da fonti confindustriali e sindacali, viene attribuita autonomia alle varie categorie di individuare gli aggiustamenti tra le voci retributive nei due livelli che meglio si attagliano alle caratteristiche del settore, con la sola condizione  che si muovano all’interno di due parametri nuovi, entrambi individuati nel Contratto nazionale: il Tem, «Trattamento economico minimo» e il Tec, «Trattamento economico complessivo», comprese le «eventuali forme di welfare».

I minimi, come definiti dalle categorie, si adegueranno all’indice di inflazione Ipca  Indice IPCA.Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’Unione Monetaria Europea.

Indice l’IPCA è stato sviluppato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile a livello europeo. Infatti viene assunto come indicatore per verificare la convergenza delle economie dei paesi membri dell’Unione Europea, ai fini dell’accesso e della permanenza nell’Unione monetaria.

Ciò al netto dei prezzi importati dei carburanti, ma come precisato dall’Agenzia ADN CRONOS e da fonti confindustriali e sindacali, ciascun contratto sceglierà il meccanismo, cioè aumenti in base alle previsioni (come fanno per esempio i chimici, salvo conguaglio) o a consuntivo (i metalmeccanici). Questo sistema viene però inserito in una cornice potenzialmente molto innovativa.

Si punta infatti a realizzare lefficacia erga omnes dei contratti con una legge di sostegno sulla rappresentatività delle organizzazioni sindacali e – novità importante – di quelle imprenditoriali.

Viene sottolineato come Cgil, Cisl e Uil abbiano  già sottoscritto Accordi dello stesso tenore con altre organizzazioni come la Confcommercio e quindi secondo molti attori delle relazioni industriali  il terreno sarebbe pronto per compiere questo salto alytamente innovativo, tenendo conto che storicamente sia la Cisl sia la Confindustria sono state tradizionalmente contrarie a una “legge sulla rappresentanza.”

A convincere tutti della necessità di questo salto è stato il moltiplicarsi di contratti definibili pirata”, stipulati da associazioni imprenditoriali e sindacali poco rappresentative,  ma grazie ai quali molte aziende, soprattutto nel terziario e nel Sud, hanno potuto applicare minimi retributivi inferiori a quelli dei contratti stipulati dalle organizzazioni più rappresentative, cosa che non sarebbe più possibile una volta fatta la legge. Come risulta dal censimento del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro, i contratti nazionali sono arrivati a quota 868, dei quali 213 solo nel commercio, ma ce ne sono per esempio 31 nella metalmeccanica e altrettanti nel tessile.

Nel testo messo a punto dai “mediatori”  si legge: «Confindustria e Cgil, Cisl, Uil ritengono che lefficacia generalizzata dei contratti collettivi di lavoro costituisca un elemento qualificante del sistema di relazioni industriali e che le intese in materia di rappresentanza possano costituire, attraverso il loro recepimento, il presupposto per la definizione di un quadro normativo in materia».

La conclusione dellaccordo di oggi 28 febbraio, qualche giorno prima delle elezioni, consegnerebbe al Parlamento e al Governo eletti lindicazione di una precisa volontà delle parti di intervenire con decisione contro il così detto “dumping salariale”, frutto dellindeterminatezza delle regole. La materiale sottoscrizione  delle parti sociali è programmata per  il 9 marzo prossimo.

Un’indicazione fondamentale per le parti sociali per mantenere nella contrattazione la loro ragion d’essere, altrimenti minacciata anche dalle proposte di salario minimo per legge.

Come la proposta di alcune parti politiche  che, pur muovendo dall’obiettivo di tutelare le figure deboli prive di contratto (tipo i ragazzi che per pochi euro fanno le consegne), potrebbe finire per restringere il potere contrattuale delle parti.

L’ Accordo siglato la notte del 28 febbraio contiene poi altre importanti novità. Dalla valorizzazione del welfare aziendale alla promozione di «modalità di partecipazione più efficaci ed incisive con particolare riferimento agli aspetti di natura organizzativa» dellimpresa.

(*) stefano stefanini è vice segretario di Rappresentanza Sindacale Aziendale Autostrade per l’Italia S.p.A. – Direzione  Generale Roma –  Sindacato Lavoratori Autostradali.