Codacons, esposto alla Corte dei Conti: “A Viterbo ordinanza chiusura uffici pubblici appresa dai giornali”

NewTuscia – VITERBO – I Comuni, in completo caos organizzativo, anzichè affrontare l’emergenza neve – ampiamente annunciata – con i mezzi a loro disposizione quali utilizzo intensivo fin dalle prime ore di lunedì di mezzi spargisale, trattori, risorse della protezione civile, Arma ed Esercito, finanche alla messa in campo di tutti gli operatori delle partecipate addette alla pulizia delle strade e del verde, risorse il cui utilizzo intensivo sarebbe dovuto continuare anche per tutta la notte di lunedì al fine di assicurare la normale fruibilità delle strutture pubbliche  e delle scuole,  hanno invece preferito chiudere le scuole e,  a Viterbo e Civitavecchia, addirittura gli uffici pubblici.

Inoltre, la chiusura degli uffici pubblici di Viterbo, prorogata per il 27 e il 28 dalla Prefettura, si può apprendere solo dai giornali, perchè l’ordinanza n° 23 del Comune non è neanche caricata sul sito istituzionale.

Nel capoluogo viterbese, come a Civitavecchia, per tutta la giornata di lunedì, non si sono visti mezzi né operatori a liberare le strade e spargere il sale, e il risultato è che oggi la neve è diventata ghiaccio. E solo nella giornata di lunedì a Belcolle si sono registrati 34 ricoveri con fratture multiple.

Relativamente a Civitavecchia, dove anche oggi splende un bel sole e tutti i cittadini riescono a circolare, i negozi e gli uffici privati sono aperti, mentre – e non si capisce dove sia l’emergenza –  gli uffici pubblici restano chiusi.

Tutto ciò rappresenta una resa totale delle Amministrazioni a fenomeni ampiamente previsti (affrontati invece da altri Comuni con prontezza e conseguente minimizzazione degli inconvenienti per i cittadini), che si tradurrà in ingenti danni sia all’erario che al portafoglio di migliaia di famiglie.

Per tale motivo il Codacons presenterà un esposto alla Corte dei Conti, affinchè verifichi la correttezza delle Ordinanze che chiudono le scuole, e ne vengano accertati i danni alla collettività, oltre alla verifica dell’interruzione ed omissione di pubblico servizio laddove non sussistono – certamente nella giornata odierna di martedì a Civitavecchia – le condizioni climatiche emergenziali tali da giustificare questi gravi provvedimenti di chiusura degli uffici comunali, ed invita contestualmente Comuni e Prefetture alla revoca di tali ordinanze.

Sabrina de Paolis
Codacons Lazio