NewTuscia – MONTEFIASCONE – Porti illegali, piste ciclabili circumlacuali  piuttosto che l’anello di depurazione, voci di porto/città galleggiante in gomma, taglio di alberi secolari e canneti in cui nidificano gli ultimi uccelli lacustri, fogne a cielo aperto che sversano nel lago, impianti  di depurazione fatiscenti, depuratore sul fiume Marta completamente fuori uso; questa è  l’attuale fotografia che ci da’ la politica non partecipata, degli ultimi vent’anni scelta dai cittadini per proteggere i nostri ambienti naturali e la preziosa acqua del lago di Bolsena.

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Più passa il tempo e più notiamo una scarsa attenzione ad un problema cosi’ importante, da parte delle istituzioni.

La conservazione del lago, oltre ad essere una grande risorsa di acqua potabile quindi di vita, diventa determinante anche per l’economia dei paesi intorno ad esso, basata sul turismo e culture tradizionali.

Il fallimento ecologico del lago, è legato alla non applicazione della legge sulla conservazione che si basa sul  rispetto dell’ambiente in cui viviamo e l’obbligo  della  consegna di quest’ultimo alle generazione future.

il lago di Bolsena è Sito d’interesse Comunitario (SIC) classificato inoltre come area sensibile e vulnerabile (Direttiva 2000/60/CE, Decreto Legislativo del 3 aprile 2006, n. 152) a causa del lento ricambio delle acque; nulla è valso appellarsi alle leggi europee e regionali ricordando loro che il nostro lago è “ambiente protetto”.

Questa attuale situazione fa riflettere sulla grave miopia dei sindaci lacustri che sembrerebbe affrontino il problema dell’inquinamento del lago come problema secondario.

Come insegna Shakespeare, “se vuoi nascondere un misfatto devi compierne un altro e un altro ancora, fino ad intrecciare una tela assurda e confusa”.

Come se tutti i problemi riguardanti l’ambiente  non bastassero, qualche giorno fa, si è consumato sul fiume Marta, emissario del lago, l’ennesimo disastro ambientale con inquinamento di quest’ultimo e dei terreni limitrofi  causando una moria di pesci.

Di questa ultima tragedia che si è consumata sul fiume Marta stanno indagando i carabinieri forestali, sperando che venga trovato al più presto il responsabile.

A dieci giorni dalle elezioni politiche e regionali scendono  in campo, a difesa del lago, candidati sconosciuti. Fino a qualche anno fa eravamo abituati ad assistere “all’asfalto elettorale” o convegni alla Rocca dei Papi con autorevoli esponenti della sinistra regionale, l’ultima promessa risale alle elezioni europee con il “lago da bere”  – e non è la sola – del Consigliere Panunzi sullo stanziamento di due milioni di euro per i lavori sul depuratore che vengono rimandati da anni come “ cause perse” e non ancora iniziate.

Attualmente sono diventati ecologisti anche i Sindaci sulle montagne dei calanchi limitrofi che non sanno neanche che cos’è una “ stazione di sollevamento”, ma insomma tutto fa brodo anche perché, ultimamente, è meglio puntare sul “lago elettorale” dove non si vedono le buche, che sull’asfalto elettorale dove le buche si sentono e si vedono.

Matteo Simoncini attivista M5S Montefiascone

Candidato alla Camera dei deputati

  1. Sono Matteo Simoncini attivista e candidato alla Camera dei deputati per il Movimento 5 Stelle. Nel mio percorso di attivista del meetup di Montefiascone mi sono occupato di molte problematiche come: trasparenza nella pubblica amministrazione, canile comunale e ambiente e, nello specifico proprio della situazione del lago di Bolsena.

Come ormai è noto le 5 stelle raffigurate sul simbolo del Movimento, rappresentano i 5 punti fondamentali che  intendiamo trattare una volta al governo del Paese.

  • Acqua: l’acqua, preziosa e fondamentale risorsa per la vita, deve essre pubblica e non soggetta a mercificazione.
  • Connettività: internet gratuito per i residenti in un comune e investimenti sul potenziamento della rete, che riteniamo sia essenziale per uno sviluppo della conoscenza, dell’informazione e per la nascita di nuove imprese.
  • Sviluppo economico: investimenti in ricerca e sviluppo di nuovi metodi di riciclo delle materie prime, così che vengano rimesse all’interno dei circuiti di produzione, per poterci avvicinare sempre di più ad un economia a rifiuti zero.
  • Trasporti: cambiare il modo di muoversi, abbattendo i consumi di fonti fossili, incoraggiando l’utilizzo di mezzi sostenibili e di condivisione come il car sharing.
  • Ambiente: rispetto dell’ambiente in ogni sua forma, come bene unico e fondamentale per la vita e per le generazioni future.