Simonetta Badini (Noi con l’Italia): “Il ruolo irrinunciabile della famiglia per la società di oggi”

NewTuscia – VITERBO – Viviamo in una società che muta nel più totale nichilismo, degenerando spesso verso derive intollerabili.

Eppure nelle nostre radici, nelle nostre essenze valoriali che sono parte integrante del nostro dna, vi sono diritti inalienabili e non negoziabili che appartengono alla nostra visione dell a vita, che non accetta di conformarsi alla omologazione standardizzata di una modernità imposta, pervasa da un arido e sterile individualismo imperante.

La società fluida di cui parla il sociologo Zygmunt Baumann è una società in continuo divenire, in perenne adeguamento a un’accelerazione di stili, costumi e modelli labili, usa e getta, che ci fanno dimenticare le verità essenziali della vita.

Una vita sempre più frenetica, impalpabile, rarefatta.

Un’esistenza basata sull’effimero, sull’apparire.

Un presente da passerella che ci viene offerto ogni giorno dai media, dai social network, fatto di immagini, frame, spot.

Le giovani generazioni sono subissate da un’esistenza ingannevole fatta di stereotipi costruiti, confezionati ad hoc per trasmettere il concetto di perfezione indiscussa, di facili successi, del “tutto e subito”, di maternità surrogate, di false plasticità.

Un archetipo di arrivismo atomistico suggellato e coadiuvato da una parallela esistenza virtuale che relega sempre più nell’isolamento e nel distanziamento dalla vita reale e dai valori essenziali che la determinano.

E allora questa falsa libertà di illimitatezza nelle scelte in realtà cela un disegno ben più subdolo e allarmante: vuole costituire una globalità digitale sempre più facilmente plasmabile e macdonaldizzata nel sentire, non più tesa a vivere secondo prospetti sostenibili e nel rispetto di regole che impongono rigore, progettualità condivise, sacrifici, rinunce.

Ed ecco che in un contesto così debordato e debordante, smisurato e senza più limiti, nell’accezione positiva del termine, non vi è più spazio per la famiglia, per le responsabilità, per la solidarietà, per la sofferenza, per il dolore.

Tutto diviene godimento tout court ed a ogni costo.

E i mezzi diventano fini, come nel caso dell’uso/abuso dei nuovi strumenti digitali.

Le fragilità di un’umanità strumentalizzata e strumentalizzabile trasmutano in qualità da esaltare in un mondo di precarietà e fugacità irrefrenabile che vive solo di immediatezza e di presente, rifiutando il passato ma soprattutto rinunciando alla programmazione del futuro.

 

Il prezzo di questo rifiuto del futuro è pagato dai giovani: in Italia il 25,7% dei ragazzi tra i 15 e i 29 anni non è iscritto a scuola né all’università, non lavora e tantomeno progetta di farlo attraverso corsi di formazione professionale.

Sono la “Neet generation” (not engaged in education, employment or training) e il nostro ruolo deve essere arginare la loro deriva, che non rappresenta il progresso ma un regresso indotto.

Noi vogliamo una società che rivaluti il senso più alto del ruolo della partecipazione, dell’interazione, della condivisione, non asettica e virtuale, ma reale.

Serve ritornare alla tangibilità del reale con le sue debolezze, le sue imperfezioni, le sue paure e criticità che vanno gestite attraverso i ruoli regolatori essenziali che nella società spettano alla famiglia, alla scuola, ad una visione equilibrata del mondo.

Dove i valori della moderazione tornino centrali, come freno e argine rispetto ad uno smarrimento sociale dilagante.

Serve riqualificare la centralità irrinunciabile della famiglia, con politiche che ne sostengano e facilitino il ruolo, la centralità della scuola, come istituto sociale che torni a dare i buoni esempi e indirizzi i ragazzi al valore della socialità e della responsabilità, non sia solo palestra di indottrinamento nozionistico ideologico come attualmente accade.

Servono punti fermi e retti che possano reindirizzare verso un percorso evolutivo sano, equilibrato, resiliente ma ancorato a radici salde, alla visione prospettica valoriale che contraddistingue “Noi con l’Italia – Udc”.

Simonetta Badini