La ferrovia dei Due Mari Civitavecchia-Orte Ancona per un nuovo modello di sviluppo del Territorio

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – Nel corso del Convegno programmato per venerdi 23 febbraio  presso il palazzo Comunale di Orte veranno illustrati – oltre alle linee operative per la cantierizzazione dei lavori e la riattivazione dell’infrastruttura ferroviaria dichiarata di valore storico con legge nazionale – gli strumenti legislativi attuali per elaborare e finanziare i progetti integrati di sviluppo locale, che comprendono anche ferrovie e treni turistici, attraverso strategie di turismo sostenibile e rilancio dei territori cosi detti meno conosciuti attraverso l’ utilizzo e il ripristino di immobili pubblici come anche le stazioni dismesse, utilizzando risorse già previste in bandi regionali, nazionali ed europei, che nel piano straordinario della mobilità turistica e nel Protocollo Fondazione Ferrovie dello Stato e Ministero delle Attività e Beni Culturali e del Turismo.

ImmagineIl presidente Raimondo  Chiricozzi, a nome del Comitato per la riapertura della Linea storica Civitavecchia capranicaSutri-Orte ha sostenuto come il Convegno si riproponga di dare centralità alle questioni che interessano i cittadini e cioè la creazione di posti di lavoro e una migliore qualità della vita. Con lo sguardo attento al territorio e a ciò che offre, emerge netta la necessità di chiedere il suo riequilibrio, nei confronti di Roma metropolitana e quindi mettere in atto iniziative legislative, per la creazione di un’AREA di cui faccia parte il viterbese, la parte alta della provincia di Roma con Civitavecchia e il suo Porto, Grosseto, Rieti e l’Umbria (Terni, Orvieto, Perugia).  

E’ stato messo in risalto come alcune iniziative prese negli ultimi tempi vanno verso questa realizzazione: La creazione del distretto turistico dell’Etruria meridionale, l’alleanza tra territori CIVITER (Civitavecchia-Viterbo-Terni-Rieti). Perché non rimangono asfittiche e non propulsive di sviluppo, vanno  accompagnate da un Progetto integrato che favorisca la creazione di occupazione in loco,  nel Centro Italia e con le infrastrutture necessarie.

La tratta ferroviaria Civitavecchia Capranica Orte della ferrovia dei Due Mari è parte fondamentale di questo progetto. Con questa infrastruttura è possibile dare impulso all’economia e quindi in primis alla creazione di posti di lavoro, prima nei cantieri necessari alla riattivazione e successivamente all’indotto economico dell’infrastruttura ferroviaria storica, ma anche per il successivo utilizzo per il trasporto delle merci, nella dimensione interregionale di collegamento tra i Porti di Civitavecchia e di Ancona e degli Interporti di Orte, Jesi e Verona e dell’area metropolitana di Roma.  

La linea storica dei Due Mari esalta la valorizzazione dei Centri storici e le loro tipicità ambientali, culturali, ed eno-gastronomiche, un patrimonio da tutelare e valorizzare”…con  il Distretto Culturale della Tuscia.

Il collegamento e l’integrazione  realizzabile con la riattivazione della Linea ferroviaria Orte Il collegamento inscindibile tra Agricoltura, Ambiente, Paesaggio ed insediamenti urbani, intesa nel senso di una coerenza con il “genius loci” – con il quale si indica l’insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un ambiente, un territorio,  una città – dovrà essere concretamente declinato come tutela delle peculiarità della Tuscia, nella sua  varietà di unicità ambientali. I nostri Centri storici sono caratteristici poiché sorti nei secoli dal mare ai laghi, dalle colline  alla valle del Tevere, dall’archeologia ai luoghi suggestivi, di valore religioso e storico-ambientale che attraversano praticamente tutti i periodi storici, con testimonianze architettonico-monumentali e artistiche che spaziano dagli Etruschi e Romani, al Medioevo, sino al Rinascimento e all’archeologia agricolo-industriale (penso alle Stazioni dismesse delle linee ferroviarie o le Case cantoniere sorte sulle vie stradali)  di interessanti siti della produzione, delle reti viarie, dei trasporti e delle dimore storiche, realizzati  dal XVII al XX secolo.

Chi vuole il vero sviluppo della Tuscia deve essere cosciente che tutto questo patrimonio è a disposizione di privati, volontariato e istituzioni per coniugare la tradizione di mestieri con il lavoro agricolo, artigianale e piccolo-industriale, con le eccellenze delle tipicità enogastronomiche e la presenza agrituristica e termale, l’innovazione e la ricerca dell’Università della Tuscia, i Turismi di qualità, esclusività e di innovazione.

 “Le priorità infrastrutturale ed intermodali per uscire dall’isolamento”.

E’ determinante rivedere il quadro della mobilità e dei trasporti in questo tratto di Italia centrale. Da qui l’idea di realizzare un collegamento ferroviario in grado di collegare grandi realtà come Civitavecchia e Orvieto con Viterbo, attraverso il nodo intermodale di Orte, strategicamente rilevante per l’intero Paese (i lavori della superstrada recentemente avviati ne sono un esempio chiaro che andrebbe esteso per completare il quadro alle Vie Consolari ed alle ferrovie così dette  minori, in particolare la Linea Storica Orte- Capranica Sutri- Civitavecchia e lo sviluppo territoriale, a cui sarà dedicato il Convegno di Orte Palazzo Comunale, venerdi 23 febbraio alle 16 – anche con qualche decisione coraggiosa orientata alla finanza di progetto ed alle concessioni di costruzione e gestione delle infrastrutture ai privati operatori ). Senza un sistema infrastrutturale significativo questa provincia ci è stato ripetuto sino all’inverosimile è destinata a un declino irreversibile, perdendo la possibilità di sfruttare le grandi risorse di cui dispone, come le bellezze storico-ambientali, la vocazione agricola, gli impianti termali.

“Il termalismo, l’artigianato artistico, il turismo congressuale, formativo-professionale in collegamento con la Ricerca Universitaria e la sua rete diffusa nel territorio, i percorsi ciclo-pedonabili e a cavallo come volani di crescita per la Tuscia”, 

Vari e altamente qualificati sono gli ambiti  economici che beneficerebbero di uno straordinario  volano di sviluppo come una linea ferroviaria turistico-culturale dei Due Mari: convogli storici dedicati al raggiungimento dei siti legati al termalismo di Viterbo, ma anche di altre acque salubri di cui è ricchissimo il territorio, l’artigianato artistico legato alle secolari tradizioni di laboriosità  delle comunità dell’area falisca di Civita Castellana, della Valle del Tevere, della costa e maremma Laziale, del comprensorio montano dei Cimini, dell’Alto Lazio legato alla Via Francigena e al percorso degli Etruschi, oltre alla città di Viterbo e dei suoi incantevoli dintorni con siti archeologici e dimore storiche,  il turismo congressuale, le città ed i Poli del Teatro, dei Musei e della Musica degli Strumenti Antichi con stagioni concertistiche già di successo,  la diffusione di Caffeina oltre Viterbo,  i supporti delle Leggi regionali – Spettacoli dal vivo Reti commerciali di Strada – con la fattiva collaborazione di Enti regionali e comunali, le Città sedi delle Rievocazioni Storiche Medievali e Rinascimentali, lo sviluppo del trekking, del turismo eno-gastronomico, il sistema agrituristico e la produzione agricola a chilometro zero, dell’artigianato artistico e dei percorsi naturalistici percorribili a piedi, a cavallo, o attraverso piste ciclo-pedonabili sul Tevere), con le stazioni ferroviarie concepite come Porte di accesso alle Peculiarità del territorio… anche le regioni dell’Umbria e della Marche potrebbero trarne benefici effetti.