I dati del rapporto 2017 dell’Economia della Tuscia

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – In questa campagna ellettorale regionale e nazionale dobbiamo riportare il dibattitdomenico merlani2o sulle cose da fare, sul modello di sviluppo fattibile con risorse che ogni coalizione o forza politica deve esplicitare all’elettore in modo chiaro e comprensibile.   Diamo uno sguardo alla situazione economica.

In occasione della XV Giornata dell’Economia è stato presentato  presso la Camera di Commercio di Viterbo,  il Rapporto 2017 sull’Economia della Tuscia. Questi i temi di maggior interesse:  stato dell’economia provinciale e nuove progettualità.

Nel presentare il 17° Rapporto sull’Economia Francesco Monzillo, segretario generale dell’Ente camerale ha spiegato che “Gli indicatori economici del 2016 ci disegnano una provincia che sta lentamente uscendo dalla crisi, con alcune situazioni ancora di disagio e alcuni segnali invece di miglioramento. Si stanno comunque presentando alcune opportunità di crescita e di riposizionamento in alcuni settori strategici del territorio che stanno contribuendo ad evidenziare un inizio d’anno molto più ottimista con diversi segni più, dall’export, alla crescita delle imprese e del valore aggiunto”.   Il presidente della camera di Commercio di Viterbo Domenico Merlani ha dichiarato che l’’impresa è sempre più al centro della nuova progettualità e obiettivo dell’Ente camerale è quello di fornire un supporto sempre più concreto ed efficiente allo sviluppo della competitività”.

Infine Merlani ha fatto riferimento alla questione delle infrastrutture: “Per il completamento del tratto della superstrada Orte-Civitavecchia i lavori procedono a ritmi sostenuti e spero che superate rapidamente le incertezze sul tragitto si rendano cantierabili gli ultimi chilometri in modo da dare finalmente alla nostra provincia una connessione stradale veloce con la direttrice costiera. Al tempo stesso bisogna concentrare l’attenzione sulle  reti digitali ad alta velocità su cui possano transitare i dati delle imprese”.

Questi i dati salienti del 17° Rapporto sull’economia della Tuscia Viterbese. 

Nel corso del 2016 la provincia di Viterbo ha evidenziato un andamento in chiaro scuro, con qualche indicatore con un timido segno più, ed altri in calo, una dinamica lievemente migliore rispetto allo scorso anno che in parte ha beneficiato dell’andamento dell’economia italiana, anch’essa positiva, anche se con ritmi meno sostenuti rispetto a molti altri Paesi europei e non solo.

Il principale indicatore in grado di sintetizzare l’andamento economico, il valore aggiunto, che rappresenta la capacità del sistema locale di produrre ricchezza, si attesta nel 2016 nella provincia di Viterbo a +1 % in termini correnti, leggermente superiore allo 0,8% dello scorso anno, a fronte di un +1,5 % per l’economia nazionale, che in termini reali è dello 0,9%, inferiore all’1,7% fatto registrare in media nell’Area Euro.

Va evidenziato, in proiezione, che il 2017 è iniziato bene sul fronte delle esportazioni, con un primo trimestre che fa segnare una variazione tendenziale del +14,6%.  Dato caratteristico nella provincia di Viterbo la presenza di piccole imprese dell’industria e del terziario che rappresentano in termini di addetti oltre il 90% circa del sistema produttivo a fronte di un dato nazionale più contenuto.

Sul fronte del  mercato del lavoro, nel corso dell’ultimo anno è nuovamente diminuito il numero degli occupati (-1,8%), ed è aumentato quello dei disoccupati (+8,7%), con un tasso di disoccupazione che ha ripreso forza e ha segnato un dato di oltre 3 punti superiore alla media nazionale.

Il dato più preoccupante riguarda sempre le componenti più deboli delle imprese in provincia di Viterbo per settore nel 2016 questo versante, la componente femminile e i giovani.

Anche il mercato del credito segna un andamento non troppo favorevole, il volume degli impieghi bancari dopo 3 anni di crescita subisce una battuta d’arresto e segna una flessione, anche se lieve, del -0,8%. Flessione che riguarda le imprese (-1,9%) ma non le famiglie che hanno invece aumentato i loro impieghi dell’1,7%.

Partendo dal tradizionale settore primario troviamo le produzioni di qualità della filiera agro-alimentare, L’altro aspetto sicuramente rilevante da evidenziare è la crescente vocazione turistica, testimoniata dalla dinamica positiva degli arrivi e delle presenze e da un sistema in grado di intercettare una crescente domanda di turismo naturalistico e del “benessere”.  Non è da trascurare il rilevante patrimonio storico e culturale, religioso e civico, grazie alle numerose risorse presenti, ma anche la possibilità di disporre di un’ottima offerta enogastronomica che si sta strutturando per essere in grado di andare incontro alle diverse tipologie di domanda turistica.

Sicuramente un altro tema provinciale da non trascurare è la buona congiuntura dell’industria ceramica prevalentemente concentrata nel Distretto di Civita Castellana. Ormai da due anni il segno più in termini di fatturato e di export in attesa di una buona ripresa della domanda interna.