Viterbo, Casapound sfila in silenzio per ricordare le foibe

di Serena Biancherini

NewTuscia – VITERBO – Il silenzio ha caratterizzato la sfilata di fiaccole per le vie di Viterbo che Casapound ha organizzato per ricordare i morti nel massacro delle foibe.

“Onore ai martiri delle foibe”, reca lo striscione d’apertura del corteo.

Verso la fine della seconda guerra mondiale, con lo sfaldamento del Partito Fascista e delle truppe armate e la conseguente resa italiana, i partigiani jugoslavi del maresciallo Tito, il cui vero nome era Josip Broz, precipitarono nelle aperture carsiche circa 20 mila italiani. Dato che dall’8 settembre 1943, il giorno dell’armistizio, fascisti ed italiani non propriamente comunisti erano considerati nemici in conseguenza del processo di italianizzazione subito dai territori slavi occuparti sotto il regime di Benito Mussolini, la brutalità non tardò ad esprimersi nei confronti di chi era rimasto. Legati uno all’altro con filo di ferro ai polsi e poi sommariamente fucilati, la maggior parte di questi uomini moriva lentamente in mezzo ai corpi dei compagni in fondo a quelle fosse. Altri sono stati costretti ad abbandonare le loro case o ad essere deportati in campi di concentramento.

“Per difendere la nostra storia dagli sciacalli della memoria” recita lo slogan alla fine della sfilata, perché è solo dal 2005 che gli italiani hanno cominciato a celebrare il Giorno del ricordo. Le bandiere dell’Istria, della Dalmazia e di Fiume si sono unite a quelle del partito scortando il corteo in un silenzio rispettoso privo di slogan lanciati da megafoni.

Partiti da Piazza del Teatro alle 18,30, in fila di sei hanno sfilato il responsabile Casapound della sezione viterbese, Alessandro Mereu, Caudio Taglia, Noelle Boi, Umberto Ciucciarelli e Gabriele Caropeso (i candidati del movimento a Camera, Senato e regione), insieme a molti studenti delle superiori e diversi cittadini. Il corteo si è concluso davanti al monumento di Carlo Celestini, cittadino di Viterbo ucciso dagli uomini del “maresciallo”, e dei martiri delle foibe, lasciando in dono una corona di fiori e dieci minuti di silenzio.