“D.N.A. (Dove nasce l’arte)”. La bellezza salverà il mondo

Elisa Anzellotti

NewTuscia – “La bellezza salverà il mondo”. Questa frase famosissima di Dostoevskij oggi risuona come una speranza cui aggrapparsi fortemente (e aggiungerei disperatamente).

In una rubrica dedicata all’arte non potevo di certo esimermi dal parlare di questo bellezzaconcetto che muta in parte nel tempo, perché segue le mode, ma nei suoi principi cardine rimane invariato.

Tanti vi hanno scritto in merito, interessante il libro di Eco sulla storia della bellezza dove analizza come questa sia mutata nel corso dei secoli prendendo come es. diverse opere d’arte. Ma in base a cosa stabiliamo cosa è bello? A molti verrà in mente il detto “non è bello ciò che è bello, ma è bello ciò che piace”. Di sicuro la formazione culturale influisce sul giudizio, ma quello che possiamo affermare con certezza è il dover guardare all’antichità classica per cominciare a capire a fondo questo concetto.

Nel percorso di studi di storia dell’arte questa è una domanda che ricorre spesso: perché una statua greca piace ai più e un quadro di Picasso non può suscitare lo stesso fervore alla moltitudine?

Perché nell’arte classica si seguiva quella che veniva definita la divina proporzione, per raggiungere l’armonia e dunque il bello. Il concetto è molto più complicato di quanto si possa credere e spiegare tutto ciò in poche righe è da folli, ma quante cose sono da folli oggi?

Ed è da folli forse sperare che qualcosa possa migliorare… è un periodo molto duro, dove ogni cosa va al contrario, dove non si fa tesoro della storia, dove si banalizza tutto e gran parte della nuova generazione non ha sete di conoscenza, stimoli (forse perché ne hanno troppi e sbagliati) né tantomeno educazione (in tutti i sensi). Eppure il nostro Paese, è conosciuto in tutto il mondo proprio con l’aggettivo di “Bel”. Siamo circondati di bellezza, la grande bellezza, ma proprio per questo non l’apprezziamo, la diamo per scontata. In realtà anche lo sguardo va allenato, al pari delle braccia e delle gambe, va allenato all’immagine.

Il brutto lo sentiamo e lo vediamo troppo ed è bene non abituarsi a questo…

E allora andiamo nei musei – che ricordo sono gratuiti la prima domenica di ogni mese – nei teatri, ma apriamo anche gli occhi durante una passeggiata, sviluppiamo il nostro senso critico cercando di capire veramente dove è il bello e lasciandoci la possibilità di essere stupiti dalle piccole cose.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21