Perugia

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NewTuscia – PERUGIA – Approvato dall’assemblea -con 22 voti favorevoli, un contrario e 6 astenuti- il nuovo regolamento dei contratti del Comune di Perugia (Preconsiliare n. 77 del 4/10/2017) che, come è stato ricordato, aveva già avuto il voto favorevole della I commissione consiliare, lo scorso 19 gennaio, con 6 voti a favore, un contrario e 3 astenuti.

Il nuovo regolamento, che si compone di 6 parti (Disposizioni generali e Soggetti, Procedure di affidamento, Il contratto, La Gestione del contratto, Disciplina relativa a specifici contratti e Disposizioni finali), per un  totale di 73 articoli, prevede una serie di procedure che porteranno a diminuire la burocrazia, velocizzando i tempi di affidamento e, al tempo stesso, garantendo la qualità dei lavori.

Compatibilmente con la normativa dell’Unione europea e con i principi di parità di trattamento, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, il Comune tenderà a valorizzare modalità di esecuzione degli affidamenti a “chilometri zero”, mediante la previsione di criteri premiali (non di accesso) per le offerte concernenti beni o prodotti da filiera corta o a chilometri zero e “valorizzando” le imprese locali.

Particolare attenzione è posta anche al tema della tutela del lavoro e del rispetto dell’ambiente, così come alla digitalizzazione e dematerializzazione dello svolgimento delle gare e della stipula e perfezionamento dei contratti, nonché degli acquisti.

Tra gli obiettivi fondamentali del nuovo regolamento anche la semplificazione delle procedure di affidamento, una maggiore trasparenza e legalità da raggiungere anche con il ricorso al mercato elettronico, la qualità delle prestazioni, in un’ottica di tempestività delle procedura, correttezza e congruità delle risorse.

Per un consigliere di opposizione, intervenuto nel dibattito, si tratta senza dubbio di un contratto importantissimo per le ricadute sul contesto economico locale, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. Pur ritenendo positivo l’accoglimento di sei degli otto emendamenti presentati e discussi già nella stessa seduta della I commissione del 19 gennaio scorso, lo stesso consigliere ha comunque riproposto i due emendamenti respinti, ovvero quello all’art. 17 con cui si chiede di far si che il Comune debba acquisire le informazioni preventive per i contratti entro i 40mila euro (attualmente non c’è obbligo) e la proposta di inserire un articolo ex novo sulla digitalizzazione, per cui “tutti i procedimenti descritti nel presente regolamento devono essere digitalizzati. Laddove, il procedimento non venga digitalizzato, ne va indicata la causa con apposito atto”.

Da parte della Giunta è stato ribadito come questa amministrazione abbia impartito una forte spinta alla digitalizzazione, che comunque ha delle tappe e delle scadenze precise. Prevedere di fare un atto per spiegare la mancata digitalizzazione di un altro atto è ritenuto un appesantimento inutile della procedura stessa. Per quanto riguarda l’emendamento all’art. 17, è stato specificato da parte dell’esecutivo come già oggi il regolamento garantisca la trasparenza e l’economicità della spesa, mentre il principio di rotazione è assolutamente cogente. Anche in questo caso, quindi, l’obbligo potrebbe comportare un appesantimento dell’azione amministrativa che invece si vorrebbe snellire.

I due emendamenti sono stati, quindi, messi in votazione e respinti dall’assemblea rispettivamente con 4 voti a favore, 16 contrari e 4 astensioni per l’emendamento all’art. 17 e con 3 voti a favore, 17 contrari e 5 astensioni per l’emendamento inerente la digitalizzazione.

Prima della votazione finale, un consigliere di maggioranza ha dichiarato di non votare a favore del regolamento, ricordando come sarebbe stato opportuno abbassare la soglia dei 40mila euro, secondo una proposta già presentata a suo tempo, ma che poi è stata oscurata a suo avviso dalla Giunta stessa.

Al termine, il regolamento nel suo complesso è stato approvato come già indicato.

CONSIGLIO COMUNALE/ RESPINTO LODG DI UN CONSIGLIERE DI OPPOSIZIONE SULLA VALORIZZAZIONE DI MADONNA ALTA

Il Consiglio ha oggi respinto l’odg di un consigliere di opposizione sulla valorizzazione del quartiere di Madonna Alta, per il quale, nell’ultima seduta, era caduto il numero legale al momento della votazione.

L’atto intende impegnare l’Amministrazione a sviluppare, con metodo partecipativo, una progettualità per la valorizzazione del quartiere di Madonna Alta, considerato uno dei quartieri più popolosi di Perugia, con un livello di urbanizzazione molto consistente e significativi problemi legati al traffico e quindi alla salute dei cittadini.

Si invita, in particolare l’amministrazione a potenziare l’area verde adiacente Via del Cantone, piantumando ulteriori alberi e creando un’area inclusiva, accessibile anche ai disabili e ad abbandonare qualsiasi progettazione infrastrutturale, quale la c.d. “rotatoria di quartiere”, in quanto dannosa per il quartiere stesso e contraria a qualsiasi politica moderna in termini di mobilità, tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Al termine dell’illustrazione, dato che il dibattito era stato esaurito nella passata seduta del consiglio, l’atto è stato posto in votazione ed è stato respinto con 9 voti a favore, 13 voti contrari e 3 astenuti.

CONSIGLIO COMUNALE/APPROVATO LODG SULLA DISTRIBUZIONE DA PARTE DEL COMUNE DI RACCOGLITORI E POSACENERE PER LA RACCOLTA DI PRODOTTI DA FUMO

Approvato dal Consiglio con 20 voti a favore e 4 astensioni, l’ordine del giorno si un consigliere di opposizione che chiede all’amministrazione di dare attuazione all’art. 40 della L. 221/2015, installando sulle strade, nei parchi, e, in particolare, nei luoghi di maggiore aggregazione sociale, appositi raccoglitori finalizzati alla raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo, avviando anche una campagna di sensibilizzazione affinchè gli utenti si dotino di appositi astucci tascabili, coinvolgendo nella distribuzione tabacchi e/o esercizi commerciali.

Come è stato ricordato nel corso dell’illustrazione, il consiglio comunale stesso ha approvato una modifica dell’art. 8 del Regolamento di Polizia Urbana, con cui si vieta l’abbandono di mozziconi dei prodotti da fumo e gomme da masticare sul suolo pubblico e nelle acque, in linea con quanto previsto dallo stesso art. 40 della L. 221/2015. Con l’articolo 232-bis, inoltre, il cd Codice dell’Ambiente impone ai Comuni di dotarsi sul proprio territorio, sulle strade, nei parchi, e, in particolare, nei luoghi di maggiore aggregazione sociale, di appositi raccoglitori e posacenere, finalizzati alla raccolta dei mozziconi dei prodotti da fumo. A tal fine, lo stesso art. 40 della L. 221/2015 ha previsto uno speciale regime di ripartizione delle risorse derivanti dalla irrogazione delle sanzioni amministrative ambientali secondo il quale la metà degli incassi derivanti dalle sanzioni elevate sarà incassata dal bilancio dello Stato in un apposito fondo speciale, mentre la restante metà sarà attribuita direttamente ai Comuni nel cui territorio sono state accertate le relative violazioni, da impiegare obbligatoriamente per l’acquisto dei previsti contenitori ma anche per finanziare apposite campagne di informazione e sensibilizzazione.

In alcuni comuni –è stato riportato- misure analoghe sono state già attivate con successo.

Nel dibattito che è seguito all’illustrazione, un consigliere di opposizione è intervenuto a sottolineare il proprio sostegno alla proposta, dal momento che mozziconi di sigarette e gomme buttate per strada rappresentano non solo un danno ambientale non indifferente, ma anche un danno alla pavimentazione pubblica della città, particolarmente significativa in centro storico.