NewTuscia – MONTEFIASCONE –  L’ordinanza del Sindaco di Montefiascone Massimo Paolini di vietare l’utilizzo dell’acqua a uso potabile su tutto il territorio riporta in auge la questione sulla cattiva gestione del bacino idrico regionale da parte della giunta Zingaretti.

LIBERI-E-UGUALINonostante la legge 5/2014, la giunta regionale a cavallo delle elezioni approva con un atto unilaterale l’istituzione di 6 Ambiti Territoriali, i cosiddetti ATO, noncurante delle proposte avanzate negli anni dai comitati nati a favore della gestione dell’acqua pubblica, nati dopo il famoso referendum del 2011 (che oggi anche la Corte di Stato contrasta con la formula “full recovery cost”, scavalcando la democrazia  e gli strumenti per salvaguardarla), che chiedono a gran voce una gestione più trasparente e un controllo capillare per il raggiungimento di uno stato di qualità vicino a quello naturale, come previsto dalla direttiva del 2000/60/CE, e quindi la possibilità per i diversi comuni di scegliere rispetto a privatizzazione o gestione pubblica.

La politica attuata da Zingaretti di questi anni ha deluso le aspettative dei cittadini e di coloro che in questi anni hanno lottato per il diritto all’uso pubblico dell’acqua, spingendo al contrario verso la totale privatizzazione che non garantisce la qualità delle acque, ma aumenta i proventi della società Talete, gestore unico del servizio idrico integrato.  L’affermazione è subito dimostrabile andando ad analizzare la situazione di isolamento nella quale alcuni amministratori comunali, come quelli di Vitorchiano, si sono ritrovati, non vedendosi riconosciuti i finanziamenti utili per l’istallazione di dearsenificatori per migliorare il servizio idrico.

Durante gli ultimi anni, per far abbassare il tasso dell’arsenico e fluoruri presenti si è opzionato per la miscelazione delle acque, che nonostante abbia portato il livello a 10 mlg a litro legali, non attestano automaticamente la potabilità dell’acqua, dovute ad altri fattori. Questo è dimostrabile confrontando i principali dati che sono pubblicati periodicamente e che lanciano un serio allarme per la qualità dell’acqua e quindi per la vita stessa delle persone.

A riprova della fallimentare e inefficiente gestione privatistica di Talete, l’annuncio dell’aumento delle tariffe non riflette dei nuovi finanziamenti per migliorare la qualità dell’acqua, che non dovrebbe andare a carico delle utenze già fortemente aggravate in questi ultimi anni.

Liberi e Uguali chiede al Presidente Zingaretti e alla giunta regionale di far luce sulla questione acqua, aprendo un dibattito e un confronto serio con i soggetti coinvolti e cittadinanza, garantendo trasparenza e efficienza del servizio idrico, per tutela della salute, come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, come previsto dall’art. 32 della Costituzione.

 

Dott.ssa Rosella Chiusaroli,

Candidata al Consiglio Regionale del Lazio