usb viterboNewTuscia – VITERBO – Dal 17 al 19 aprile si voterà per il rinnovo delle Rsu (Rappresentanze sindacali unitarie) nei comuni, provincie, città metropolitane, regioni, camere di commercio, Ipab e tutti quegli enti che formano il comporto delle Funzioni locali. L’Usb Viterbo si schiera a fianco dei lavoratori contro le speculazioni elettorali e politiche.

In questi anni, grazie anche al silenzio dei sindacati confederali, sono stati ridotti i servizi pubblici in favore delle privatizzazioni ed esternalizzazioni, giustificati con la facciata del patto di stabilità. Il pubblico impiego, insieme all’intero sistema dello stato sociale, viene smantellato attraverso i continui tagli al personale e il blocco delle assunzioni. Il risultato è ben visibile e sotto gli occhi di tutti: una sanità pubblica, privata di personale e posti letto, trasporti lenti e poco sicuri. Poste, acqua ed energia sono, ad oggi, sotto il controllo di privati che li rendono costosi e non accessibili.

“Il triennio trascorso dalla precedente tornata elettorale -ha dichiarato l’Usb Viterbo- ha mostrato chiaramente come Cgil, Cisl e Uil abbiano, intenzionalmente o per incapacità, fallito nel loro ruolo sindacale. Queste sigle, invece di battersi per i lavoratori, hanno puntato al mantenimento dei loro privilegi, evitando qualsiasi contrapposizione con le amministrazioni locali e con lo Stato centrale”.
Le altre sigle sindacali hanno firmato, il 30 novembre 2016, un accordo al ribasso, peggiorativo per i dipendenti della funzione pubblica, che hanno già gli stipendi più bassi di tutto il pubblico impiego e sono costretti a districarsi fra il blocco del turn-over e l’introduzione delle fasce di merito di brunettiana memoria.
Solo l’Usb si è rifiutato di firmare l’accordo vergognoso che è stato presentato. In appena due giorni di trattativa è stato concluso un accordo con l’unico scopo di consentire al governo di farsi pubblicità pre-elettorale. Una manciata di spiccioli in busta paga, dopo 9 anni di blocco, senza tener conto dell’inflazione e delle perdite retributive e contrattuali dei lavoratori. Dopo la finta opposizione alle riforme Brunetta, Cgil, Cisl e Uil hanno accettato delle fasce di merito discrezionali ben peggiori, lasciando in mano ai datori di lavoro, spesso ignari delle mansioni effettivamente svolte dai dipendenti, il giudizio  qualitativo sugli stessi. Inoltre i lavoratori vedranno sempre meno riconosciuti le proprie tutele e i propri diritti, fino all’abbattimento completo di quel poco che resta del Welfare State. Sarà sempre più privativo l’ accesso alla 104, al riposo per malattia e alle visite specialistiche, queste ultime potranno essere effettuate per un massimo di 18 ore l’anno, compresi i tempi di percorrenza.

L’Usb Viterbo, come sindacato conflittuale, non ha gerarchie interne da mantenere, sono gli stessi lavoratori a prendere le decisioni e a scegliere la linea giusta all’interno della specificità del proprio posto di lavoro. A conferma di questi valori, è stata avviata, su tutta la provincia, la consultazione sulla libertà di rappresentanza e sul rinnovo contrattuale. Quest’ultimo, infatti, ha portato con se anche una norma, di stampo ricattatorio, che impedisce l’accesso alla trattazione di secondo livello a chi rifiuta di firmare le regole inique presenti nel contratto nazionale. Una norma illegittima, introdotta con l’unico scopo di colpire chi il sindacato lo pratica veramente e contro la quale Usb sta già avviando un ricorso legale.

Solo con l’Unione Sindacale di Base il lavoratore è davvero protagonista.

 

Usb Viterbo