“Amici di Beppe Grillo” Ronciglione sulla Cittadella della Salute di Vetralla

NewTuscia – VETRALLA – Abituati a sentir parlare di incompetenza di amministratori e attivisti del M5S, quasi quasi cominciamo a crederci anche noi. Peccato che poi ci si imbatta in fatti (realtà testarda!) che ci fanno cambiare idea. L’ultimo fatto è del 18 gennaio 2018,  quattro giorni  fa: la lettera della ASL VT- Direzione Generale prot. n. 4868 del 18/08/2018 che richiama la deliberazione n.35 del 12 gennaio 2018 a firma del Direttore Generale della ASL di Viterbo, Dott.ssa Daniela Donetti, che ha come oggetto: “Revoca avviso e relativa procedura per la ricerca di locali in Vetralla ad uso uffici ed ambulatori”. Dietro questa terminologia asettica (in Sanità l’asepsi è necessaria!) si cela un tema niente affatto asettico: quello della distribuzione dei servizi sanitari sul territorio della provincia di Viterbo e la relativa disposizione di fondi pubblici per provvedere agli stessi.

Nel 2016 (17 ottobre) lo stesso Ente aveva pubblicato un avviso di “indagine di mercato” per trovare un immobile ad uso uffici ed ambulatori da prendere in affitto (sic!) per poterne fare una “Cittadella della Salute di Vetralla”, in ossequio alla filosofia sanitaria laziale del competente Nicola Zingaretti, la stessa che i cittadini del Lazio soffrono con la chiusura di servizi essenziali e le vergognose liste di attesa. Detto in soldoni si doveva cercare (nel mercato libero) un immobile per metterci la ASL di Vetralla. Si puo’ essere d’accordo o no, pero’ ha una sua logica.  Pero’ l’immobile non si trova. E allora cosa fa la ASL? Individua, tra le proposte presentate, quella della Soc. F.R. Gentili Franco riguardante un immobile DA COSTRUIRE “…come la più idonea (proposta) a soddisfare le esigenze dell’Azienda (ASL)”. E naturalmente inoltra all’Agenzia del Demanio la richiesta di valutazione del CANONE DI LOCAZIONE proposto.

Vediamo:: 1) esiste una necessita’; 2) si cerca la soluzione (un immobile); 3) l’immobile non esiste: 4) si affitta un immobile che deve ANCORA essere costruito (!!!). Se la cosa non fosse molto seria, ci sarebbe da ridere. Nel delirio generale Zingarettiano rappresentato da Case e Cittadelle della Salute osserviamo un impulso al privato, che la fa da padrone in ogni ambito, ma, soprattutto, allo smantellamento delle strutture pubbliche esistenti che sono già una soluzione alle necessità del territorio se, semplicemente, le cose fossero pensate e pianificate con un po’ di raziocinio. Se invece di mettere un compasso e fare un circolo su un punto della mappa, senza considerare le caratteristiche geografiche, demografiche e sociologiche dell’area interessata, ci si fosse interrogati sulle necessità della popolazione e le risorse disponibili sul territorio, si sarebbe potuti arrivare ad altre soluzioni, senza cadere nel ridicolo.

Infatti l’Agenzia del Demanio risponde con una nota di chiarimenti del 21 giugno del 2017 (prot.2017/8564/DGP, per essere esatti) in cui afferma di non poter rilasciare il NULLA OSTA per questa operazione (locazione passiva di immobili da costruire) dal momento che il bene è INESISTENTE. E a maggior chiarimento “L’Agenzia precisa che “tale indirizzo si pone in linea con l’orientamento assunto da RECENTI e autorevoli pronunce giurisprudenziali (Corte di Giustizia Europea, 10.07.2014, causa C-213/13, Consiglio di Stato-Adunanza Plenaria, 09.06.2016, n.11) che hanno rilevato come un negozio giuridico avente ad oggetto una locazione di “cosa futura” tra una PA ed un soggetto privato debba essere qualificato come APPALTO DI LAVORI””. L’Agenzia conclude quindi ricordando che la conclusione di un contratto di locazione al di fuori delle procedure relative all’affidamento degli appalti di lavori “…deve considerarsi posta in essere in ELUSIONE delle norme comunitarie che regolano la materia”.

Il risultato grottesco di tutta questa storia è che, ovviamente, l’ASL di Viterbo dovrà rimettersi unicamente alle procedure di affidamento di lavori pubblici che il nuovo codice dei contratti D.Lgs 50/2016 individua all’art. 188 (contratto di disponibilità) come procedura più idonea a cui attenersi in caso di una nuova costruzione da mettere a disposizione dell’amministrazione che aggiudica il contratto, lasciando da parte “l’indagine di mercato” (operazione la cui discrezionalità e’ patente). Orbene: non c’è bisogno di “competenti” per riconoscere la differenza tra un bando ad evidenza pubblica e secondo norme europee e un’operazione discrezionale. E senza applicare il principio “a pensar male si fa peccato, ma qualche volta ci si azzecca”’ diciamo che nel frattempo si è perso un anno e mezzo di tempo per arrivare a capo di questa problematica.

E non è poco. Ma c’è un altro aspetto, che come assoluti incompetenti, ci permettiamo mettere in evidenza: la ricerca dell’immobile è del 2016, la Sentenza dell’Alta Corte di Giustizia (le cui deliberazioni sono vincolanti per tutti i paesi dell’UE) è del 2014. A una ricerca più approfondita si può osservare che la sentenza dell’Alta Corte Europea riposa su norme e sentenze che coprono un periodo che va dal 1993 al 2009 solo per citare le principali fonti del diritto implicate. Sorprende che i “competenti” abbiano realizzato una operazione in evidente ELUSIONE di norme (europee) di obbligata applicazione a questi contratti. Non dispongono di un ufficio giuridico per dirimere in modo preventivo una questione come questa? E se questo fosse poco (e non lo è!) poniamo una semplice domanda: per quale ragione si sono persi altri sei mesi di tempo (dal 21/06/2017 al 18/01/2018) per riconoscere che questa operazione “non s’ha da fare”? Un anno e mezzo di tempo perso pagato dai cittadini, una struttura di cui non si vede la realizzazione, la permanenza di un modello sbagliato e inconsistente di servizi sanitari sul territorio sono il risultato finale.

Alla faccia della competenza!

Il 4 marzo i cittadini del Lazio possono mettere fine a questa situazione scegliendo rappresentanti che (non cosi’ competenti come i responsabili di questa operazione) sicuramente, umilmente e responsabilmente, saranno capaci di prendere in carico le esigenze di un territorio e della sua popolazione. Roberta Lombardi tanto per essere chiari.

A riveder le stelle.

Meet Up “Amici di Beppe Grillo” Ronciglione