NewTuscia – In queste ore stiamo assistendo ad un crollo generale delle quotazioni di tutte le criptovalute disponibili sul mercato, dai bitcoin ai Ripple, dagli Ethereum ai Monero. Le motivazioni che hanno portato a questa realtà sono molte, anche se in effetti l’inizio del 2018 non sembra così propizio a questo tipo di investimenti. Almeno non quanto lo è stato l’anno precedente.

Il motivo di un crollo
Spesso quando il valore di un benecriptovalute bitcoin scende in modo vorticoso non esiste una singola motivazione, più una concomitanza di eventi. Del resto il valore di una criptomoneta è correlato esclusivamente alle leggi di mercato: se molti investitori decidono di vendere le monete digitali del loro portafoglio, il valore di questi beni tenderà a calare in modo netto e preciso. Al contrario se i mercati si dimostrano interessati all’acquisto, allora le quotazioni delle criptovalute saliranno, e anche rapidamente. In questi giorni notiamo un vero e proprio crollo delle quotazioni, dovuto ad una sfiducia da parte degli investitori, influenzati dagli eventi che si stanno susseguendo in questo periodo. Alcuni personaggi di spicco infatti si sono dichiarati contrari alle speculazioni sulle criptovalute, in quanto le ritengono troppo pericolose, proprio per come sono state create. Inoltre alcuni Stati si sono detti contrari allo sviluppo dell’economia delle criptovalute, vietandone il trading sul territorio nazionale, come ad esempio la Cina.

I risultati
Quando si tratta di criptovalute i risultati di eventi di questo genere non attendono a farsi sentire. Bastano alcuni grandi investitori che si liberano del loro portafoglio in bitcoin perché l’intera economia in criptovalute crolli rapidamente. Basta guardare le quotazioni criptovalute su Criptovalute.io per notare come il crollo del 16 gennaio sia stato rapido, con diverse valute che hanno perso percentuali a 2 cifre in poche ore. Stiamo assistendo allo scoppio di una bolla finanziaria? Non è ancora possibile saperlo, osservando lo storico delle quotazioni degli anni passati infatti si nota come altre volte i bitcoin abbiano avuto importanti crolli, con perdite di valore superiori al 30% in un singolo giorno.

C’è ancora speranza per le speculazioni
Non è sufficiente un giorno in perdita per decretare la morte delle criptovalute. Si tratta infatti di un tipo di speculazione ad elevata volatilità, che racchiude in sé la possibilità di quotazioni altalenanti. Se si fa una retrospettiva sul valore dei bitcoin, a partire dal 2009, è chiaro che si nota come il valore di un bitcoin sia aumentato a dismisura in pochi anni. Tale valore però non ha avuto un aumento graduale e continuo, si sono verificati diversi periodi di alti e bassi. Ciò che avverrà un domani dipende ampiamente da come i Governi di tutto il mondo vorranno o meno regolamentare l’economia in criptovalute. Ad oggi infatti buona parte dei Governi non si è espressa in alcun modo a riguardo. Del resto fino a pochi anni fa le criptovalute non esistevano, appare chiaro come la loro presenza abbia portato a nuove domande e possibilità, non contemplate dalla legislazione economica oggi presente in Europa o nel nord America.