di Stefano Stefanini

anpi-300x138NewTuscia – ORTE – Riceviamo e pubblichiamo con un nostro commento il Comunicato pervenuto dal Comitato direttivo di Sezione ” Tito Bernardini” dell’ANPI Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Orte.

“Con preoccupazione apprendiamo che il suolo pubblico di Orte è stato concesso sabato 20 gennaio ad attivisti di CasaPound con l’intento di raccogliere firme in vista delle prossime elezioni politiche,  nonché di tesserare cittadini in vista dell’eventuale apertura di una sede in questo Comune.

Anche Orte, che pur vanta tristemente uno dei trucidati delle Fosse Ardeatine, sarà teatro di personaggi che parlano, alla pancia della gente, di italianità e del problema dell’immigrazione. Nessuno nega che esista questo problema, ma le soluzioni non sono né razziste né qualunquiste. Pochi giorni fa qualcuno parlava di difesa della «razza bianca».

Ebbene, gli organizzatori della raccolta di sabato, fascisti del terzo millennio, sono proprio gli eredi diretti di coloro che  promulgarono le vergognose leggi razziali, che per primi ebbero contatti con le popolazioni africane in nome dell’aberrante idea della costruzione dell’impero (trucidandone centinaia di migliaia, molti dei quali con i gas) e che condussero il Paese verso una guerra portatrice di 60 milioni di morti di cui 6 milioni nei campi di sterminio. Evidentemente la politica, la cultura, la scuola, qualche colpa la hanno, se tutto ciò sembra dimenticato.

A una settimana dalla Giornata internazionale della Memoria, questo assembramento assume un significato ancor più grave e provocatorio. «Il fascismo non è un’opinione, è un crimine» diceva Giacomo Matteotti, ucciso nel 1924 dalle squadracce fasciste. Invece, paradossalmente, questa Democrazia, a dispetto della Sua Costituzione e delle Sue leggi successive, consente cittadinanza politica a coloro che della democrazia stessa sono la negazione, e che hanno rappresentato la pagina più buia della storia del nostro Paese.”

Questo il comunicato giunto in redazione. Ora un nostro commento.

I principi che informano da 70 anni la Costituzione repubblicana dovrebbero essere ormai assimilati nella vita personale e sociale di tutti i cittadini.

La Carta fondamentale afferma – a tutela dei diritti e dei doveri dei singoli  cittadini -elettori e delle formazioni sociali come i partiti politici e movimenti alla partecipazione alla  vita politico amministrativa  del Paese –  che la tolleranza, lo spirito democratico, una  concordia a tutela dell’Unita Nazionale,  lealtà e trasparenza, il rispetto delle diversità, la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza, la lingua, le fede religiosa, l ‘orientamento politico siano alla base dell’azione dei partiti e di chi si pone al servizio della collettività, partecipando come candidato alla stagione elettorale che stiamo vivendo.

In particolare pensiamo che  la capacità di dare risposte e soluzioni concrete alla creazione di opportunità di impresa e lavoro, di razionalizzazione dei servizi pubblici e del miglioramento della qualità della vita nella città e nei paesi ove gli elettori pongono con il loro voto -speriamo il più numeroso possibile- chi governa e chi controlla e stimola dall’opposizione  l’attrazione di programmi elettorali realizzabili, che contengano progetti e risorse economico-organizzative per realizzarli.

Il Capo dello Stato ha chiaramente affermato prima dell’avvio della campagna elettorale che la larga partecipazione degli elettori, specie giovani alle elezioni dipendera’ dalla capacità degli attori politici di svolgere una serena e rispettosa campagna elettorale,  ove ogni forza politica che si richiama alla Costituzione ed ai suoi principi fondamentali possa dialogare con la base elettorale e le altre liste in competizione democratica con argomentazioni realistiche e concrete per convincere   alla partecipazione  al voto come strumento primario di scelta di uomini, donne e programmi in grado di ben amministrare la Cosa Pubblica.

Oltre a tutelare la partecipazione democratica di partiti, liste e candidati legati a programmi chiaramente illustrati agli elettori, altrettanto chiaramente la Costituzione e le leggi penali ad essa collegate vietano l’apologia o il tentativo di ricostituzione del partito fascista (la carta parla nelle disposizioni di attuazione  del disciolto partito fascista) dei metodi di azione politica antidemocratica che ormai dovrebbero essere definitivamente abbandonate e ripudiate da forze politiche che agiscono in un ordinamento fondato su solide basi partecipative e repubblicane .

La  domanda che dobbiamo porci è: CasaPound può ricondursi in qualche modo  al tentativo di ricostituzione del disciolto partito fascista? …la risposta la danno gli stessi aderenti al movimento con il loro “stile” e comportamento politico, con  le loro idee.

E qui gli organismi dello Stato – forze dell’Ordine, Magistratura, gli apparati di vigilanza e controllo –  che vigilano sulla tutela dell’ordine democratico siamo sicuri faranno sino in fondo il loro Dovere.

L’Associazione dei Partigiani d’Italia, che fa della tutela della Costituzione l’impegno preponderante della sua azione, ha il diritto, dal suo punto di vista, di invitare gli organi preposti alla vigilanza del rispetto del “metodo democratico e della tolleranza “.

Crediamo,infine,che uno Stato democratico e repubblicano forte e consolidato come il nostro – nonostante le molteplici questioni e incongruenze che sopporta – non possa temere forze politiche, che agiscano nel rispetto delle Leggi elettorali e di ordine pubblico e che affermino diritti politici di partecipazione alla vita democratica, ma lo sottolineiamo ancora con forza, nel pieno e irrinunciabile rispetto del principio democratico e della tolleranza e rispetto assoluto degli avversari politici.

Solo  così avremo una campagna elettorale che avvicinerà i cittadini alle istituzioni e li invoglierà a partecipare in massa  a quello che dovrebbe e deve essere il momento più delicato,  importante e coinvolgente della vita democratica di una democrazia avanzata, quale il nostro Paese aspira a rimanere.