Graforubrica. La gestione dello stress

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e “Newtusciani/e”, in questa nuova occasione grafologica, valuteremo insieme la gestione dello “stress” da parte di una agguerrita broker assicurativa tramite la sua firma apposta in diversi periodi.

La morfologia grafica delle lettere varia un pochino negli anni, ma le caratteristiche dominanti rimangono inalterate: il procedere sul rigo di base in modo progressivo, la verticalità, i distacchi del filo grafico, la grandezza del calibro, gli arrotolamenti, gli occhielli, i lacci, le acuminazioni e la ricombinazione finale che individuano l’essenza che la scrivente vuole mostrare al mondo esterno.

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Indubbiamente un “osso duro” a livello professionale, tenace e decisa, ma caratterizzata da prudenza (trattenuta, arrotolata e stretta) e da una rigidità (movimento grafico lento, rellinea e appoggiata) che negli anni va scemando; infatti nell’ultima firma circola più “aria” tra le lettere, i collegamenti interletterali sono più fluidi e c’è più spazio con meno resistenze.

Lo stress lavorativo è gestito dalla disciplina che esercita su se stessa, dal senso del dovere e dal raggiungigraforubricamento degli obiettivi, cercando sempre nelle varie situazioni un “ombrello” che possa ripararla dal peggio che può sempre accadere (tratto allungato iniziale, puntello); la sensibilità viene nascosta dietro la razionalità. Si è sempre pronti alla “battaglia”, la ricombinazione finale lo “mostra”, il bilittero “ti” viene eseguito come uno schermidore. Si protegge. E così combatte lo stress, valutando anticipatamente ogni eventualità prospettandone le probabili soluzioni. E stando come il soldato sull’attenti.

Il peggior nemico della scrivente è lei stessa, ma negli anni ha imparato ad avere più fiducia nel mondo esterno e nelle proprie capacità, gestendo anche meglio l’ansia e lo stress che ora viene “espresso” e buttato fuori, trovando così sfogo.

Ognuno di noi può reagire in molti modi alle varie difficoltà che la vita, il lavoro e gli affetti ci presentano, e la grafia li registra tutti, cristallizzando gli stessi nei nostri periodi di vita vissuta; allo stress e all’ansia da “prestazione” nessuno è immune, l’ideale sarebbe essere come la canna di bambù, flessibile e ferma insieme, si piega, ma non si spezza. La scrivente nell’ultima firma è riuscita a diventarlo, come il bambù, “fuori duro e compatto dentro morbido e cavo”.