“Gianfranco Chiti educatore e leader”

NewTuscia – ORVIETO – “Chiti fu un grande comandante, un educatore, un leader che sapeva trascinare i suoi uomini.” Con queste parole, ieri pomeriggio, sabato 25 novembre 2017, presso il convento dei Padri Cappuccini di San Crispino a Orvieto (TR), il Generale Vincenzo Manca ha tratteggiato la figura di Gianfranco Chiti, in una conferenza alla quale hanno partecipato circa 150 da sx il generale manca e padre flaviopersone.

La manifestazione, dal titolo “Gianfranco Chiti educatore e leader”, si è tenuta in occasione del tredicesimo anniversario della morte. “Oggi possiamo leggere i giudizi espressi su Chiti dai suoi comandanti – ha detto Manca – le note caratteristiche redatte su di lui sono piene di elogi e apprezzamenti. Viene definito animatore di uomini in grado di infondere
entusiasmo tra i suoi dipendenti e dotato di una cultura militare superiore al grado rivestito. Una figura carismatica da vero leader.”

Il generale Manca, che in gioventù conobbe Chiti, ne ha ripercorso la carriera militare nei Granatieri sui fronti di guerra croato, greco e russo, ricordando tra l’altro la sua adesione alla Rsi dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, il suo impegno nell’evitare rappresaglie, il frequente scambio di prigionieri con le formazioni partigiane, il salvataggio di circa
duecento ebrei dalla deportazione e l’arruolamento di soldati sbandati e renitenti alla leva nel Reparto da lui comandato. Nel dopoguerra Chiti subì l’umiliazione della prigionia prima  a Coltano, poi a Laterina. Tornato in libertà, venne sottoposto a processo di epurazione, al termine del quale fu assolto. Reintegrato nell’Esercito Italiano, compì una folgorante carriera che terminò con il comando della Scuola Allievi Sottufficiali di Viterbo. Il giorno dopo essere stato posto in congedo, si presentò al convento di noviziato dei frati cappuccini di Rieti e il 12 settembre 1982 fu ordinato sacerdote. Incaricato nel 1990 di restaurare il convento di Orvieto, abbandonato da 60 anni e dove aveva
vissuto San Crispino da Viterbo, lo fece con l’aiuto dei suoi Granatieri.

Morì nell’ospedale militare del Celio di Roma il 20 novembre 2004. L’8 maggio 2015 è stata avviata la procedura per la beatificazione e la canonizzazione di padre Chiti.

Stamattina, domenica 26 novembre 2017, alle ore 11.30, nel Duomo di Orvieto, si è svolta la solenne concelebrazione in memoria di Padre Chiti, presieduta da Monsignor Benedetto Tuzia, vescovo della diocesi di Orvieto e Todi, che ha concluso questi due giorni di ricordo del “Generale arruolato da Dio”.

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21