Appello dei sindaci italiani al senato per rapida approvazione della legge sulle Piste Ciclabili

Appello dei sindaci italiani al senato per rapida approvazione della legge sulle Piste Ciclabili con programmi di biciplan comunali, provinciali e regionali, stazioni di bike sharing presso le stazioni ferroviarie e dei bus extraurbani

Simone  Stefanini Conti

pista-ciclabile-600x400NewTuscia – ROMA – “Sarebbe una svolta epocale per questo Paese: per il 65 per cento delle persone fa spostamenti in automobile inferiori ai cinque chilometri, spostamenti che si possono fare comodamente in bicicletta”.  Il Senato approvi la legge sulle Piste ciclabili, già approvata dalla Camera il 14 novembre, sarebbe una svolta epocale per il nostro Pese. “Siamo qui, con le associazioni che l’hanno ispirata e sostenuta, per sollecitare il Senato ad approvare prima del termine della legislatura la legge sulla mobilità ciclistica, di cui mi onoro di essere stato, da parlamentare, il primo firmatario.

Queste le dichiarazioni di  Antonio Decaro, presidente dell’Anci e sindaco di Bari, partecipando alla passeggiata a due ruote organizzata dalla Fiab, federazione italiana amici della bicicletta.

 La legge quadro sulla mobilità ciclistica è stata approvata all’unanimità dalla Camera il 14 novembre scorso . Decaro ne ha ricordato i punti qualificanti. “Il testo promuove l’uso delle bici attraverso l’obbligo di realizzazione di biciplan comunali, provinciali e regionali, con appositi incentivi, con la realizzazione di stazioni di bike sharing presso le stazioni ferroviarie e dei bus extraurbani. Vanno nella stessa direzione l’obbligo di introdurre nel regolamento comunale spazi e parcheggi per le biciclette, la possibilità di utilizzare case cantoniere e stazioni ferroviarie abbandonate come punti di scambio per chi usa le due ruote o fa cicloturismo, la conversione in piste ciclabili dei sedimi ferroviari o di corsie che fiancheggiano gli acquedotti non più usate per i loro scopi originari”.

Il presidente dell’Anci ha sottolineato anche le prescrizioni che possono rendere le città e anche il territorio extraurbano davvero a misura di bici. “L’introduzione dell’obbligo, ogni volta che si realizza una infrastruttura stradale, di progettare una ciclabile, pur già previsto dal Codice della strada, viene dalla nuova legge rafforzato introducendo come penalità la perdita del finanziamento per l’intera opera”.

 “Le piste ciclabili sono da considerare vere e proprie infrastrutture del benessere per i nostri cittadini e, per questo, non possono essere pensate come pezzi estemporanei di un piano complessivo. Ma proprio perché il benessere della comunità non è solo economico, la vera sfida che, da vicepresidente Anci, tutti i sindaci italiani hanno davanti è di tarare i piani di sviluppo delle nostre città sull’indicatore di benessere equo e sostenibile, inserito nell’ultimo Documento di Economia e Finanza”.

Lo ha sottolineato Matteo Ricci, vice presidente di Anci e sindaco di Pesaro, portando la testimonianza di uno dei Comuni più bike friendly in Italia alla presentazione del primo Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città, realizzato da Legambiente in collaborazione con VeloLove e GRAB+.

Ma il successo dell’esperienza pesarese – come rileva il rapporto – è legato soprattutto ad un approccio integrato alla mobilità ed alla vivibilità complessiva. “Una volta che abbiamo raggiunto tutti i quartieri  anche i più periferici abbiamo pensato di stabilire una moderazione a 30 o 20 km ora della velocità dei veicoli a motore, per rendere più fruibile l’accesso alla via principale della Bicipolitana”, ha sottolineato il sindaco.

Infine, il vice presidente Anci si è augurato che l’esperienza pesarese venga replicata in altre città, anche se meno pianeggianti o più grandi. “Sappiamo che il segmento della bici elettrica e della pedalata assistita è in forte sviluppo, non è detto che il nostro progetto non possa attuarsi in altre realtà con tutti i dovuti accorgimenti”.

Il ministro per le Infrastrutture e Trasporti Graziano Delrio ha precisato: “Il tema della ciclabilità va affrontato con un diverso approccio culturale, partendo innanzitutto dalla consapevolezza che le ciclovie vanno considerate una parte integrante del sistema nazionale delle infrastrutture.

Negli ultimi due anni ne sono state realizzate ben 10  nuove  ciclovie ed il governo ha messo a disposizione 270 milioni da integrare poi con risorse regionali”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio intervenendo alla presentazione di A BI CI”, il primo Rapporto sull’economia della bici in Italia e sulla ciclabilità nelle città, realizzato da Legambiente insieme con VeloLove e GRAB+.

Delrio ha sottolineato come sulla mobilità a due ruote i cittadini e la società “sono forse più avanti della politica, come avviene anche sulla questione del trasporto pubblico locale. Il nostro problema – ha affermato – non è stimolare la domanda degli utenti, quanto quello di aumentare l’offerta”.

Il responsabile delle Infrastrutture ha poi auspicato anche un cambiamento di approccio da parte di tutte le amministrazioni comunali. “Non basta disegnare le strisce per rendere ciclabile la città, bisogna avere un piano e delle direttive precise ed organiche.

Purtroppo – ha detto il ministro ciclista – nelle città c’è una gerarchia inversa, le auto comandano e gli altri, bici in testa, si adattano, il nostro obiettivo è invertire questo teorema portando le auto in secondo piano”.

Da questo punto di vista Delrio ha fatto cenno ad alcuni incentivi previsti dal Documento Economia e  a sostegno dei sindaci che vorranno sposare una linea di mobilità sostenibile. “Nel piano nazionale dei trasporti allegato al Def, ci sono risorse mirate destinate alle amministrazioni comunali che presenteranno piani di mobilità urbana, secondo una logica globale e sostenibile per le proprie comunità”.