di Stefano Stefanini

NewTuscia – Nel quadro del programma di conferenze mensili organizzate dal Rotary Club Sabina Tevere si è tenuto, in una affollata sala presso l’Hotel-Ristorante “La Pergola” di Magliano Sabina, un incontro organizzato dal presidente del Club Sabina Tevere, ambasciatore dott. Giovanni Polizzi,  dal prefetto del Club avv. Antonio Falcetta e dal proprietario della location, Mauro Massoli.

Il Presidente del Rotary Club Sabina Tevere Giovanni Polizzi, nel presentare l’ospite, ha ricordato il suo impegno a fianco dei giudici Falcone e Borsellino per combattere la mafia in Sicilia e nel mondo.

L’alto magistrato  Giusto Sciacchitano, già Procuratore Nazionale Antimafia Aggiunto ha tenuto un’appassionante e approfondita  prolusione,  con scrupolo  professionale e squisita sensibilità umana, che lo ha portato anche a commuoversi nel descrivere eventi relativi a bambini coinvolti nel mondo  e nelle “logiche omertose “ della malavita.  Il tema  vastissimo de “Il contrasto alle attività delle mafie in Italia e all’estero” , ha portato il magistrato inquirente a tracciare un quadro completo, con le sue logiche secolari, ma anche con le tecnologie poste in essere… Le Mafie nigeriane, cinesi, colombiane, magrebine del Bangladesh, che 9infestano le nazioni di origine e operano anche nel nostro Paese.

L’attività investigativa condotta dalla magistratura italiana con i primi viaggi “di lavoro “  in particolare negli USA, in Colombia nei Paesi Africani ha permesso  di infliggere colpi  decisivi alle Mafie che affiancano “cosa nostra” nei vari territori nazionali, in particolare con  la lungimiranza, la testimonianza ed il Sacrificio di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, oltre ai tanti martiri servitori dello Stato.

Sono stati scoperti  traffici clandestini di essere umani, laboratori di raffinazione di droga, attività produttive, edificatorie e commerciali  apparentemente lecite, traffici illeciti  di armi e di rifiuti, reati ambientali., oltre ai tradizionali efferati delitti di regolamento di conti tra bande concorrenti.

Il giudice ha anche parlato della grande umanità sempre praticata dalle Forze dell’Ordine, dai medici, dagli assistenti sociali e organizzazioni umanitarie e volontari cittadini nei confronti dei minori non accompagnati, vittime di tratta umana  (fenomeno associato  molto  spesso a donne minori avviate a sfruttamento lavorativo o prostituzione) .

Il giudice Sciacchitano, ha illustrato, proprio nel giorno della morte del boss Totò Riina – con coincidenza del tutto casuale – le principali caratteristiche della mafia, ed i metodi per contrastarla.

Pentitismo, rottura del muro di omertà, collaborazione con gli organi di  Polizia e di Giustizia, sequestro e utilizzazione a scopo sociale dei beni delle mafie, analisi del fenomeno mafioso sono stati gli argomenti oggetto  delle numerosissime domande rivolte all’ospite sempre disponibile ad ogni sollecitazione.

Nel ricordare, con un velo di emozione e rammarico, le tante storie umane e professionali che lo hanno visto protagonista, Giusto Sciacchitano ha voluto sottolineare come la mafia, grazie ad una nuova presa di coscienza da parte delle nuove generazioni e ad una volontà politica di arginare il fenomeno, sta progressivamente perdendo forza e consenso, auspicando una sempre maggiore collaborazione tra Stati e organi inquirenti.

Tra gli ospiti della serata di Magliano Sabina erano presenti  Francesco Baglio, assistente del Governatore del Distretto 2080, Désirée Ragazzi, coordinatore e direttore de “La Nuova Voce del Rotary”, Massimo Bordignon, Presidente del Rotary Club Roma Quirinale, oltre a chi scrive e consorte, membri del Rotary Club Roma Quirinale che sono stati salutati affettuosamente dal presidente  Polizzi, a nome di tutti i presenti, con l’auspicio di programmare ulteriori appuntamenti aperti al servizio del Territorio e delle finalità istituzionali del Rotary International.

Riportiamo un profilo biografico del dott. Giusto Sciacchitano, palermitano, Procuratore Nazionale Antimafia Aggiunto. Entrato in Magistratura nel 1969, nel 1972 è stato assegnato alla Procura della Repubblica di Palermo, e ha fatto parte del “pool antimafia” creato all’interno di quella Procura; in quell’ Ufficio ha sviluppato le indagini contro gli esponenti di “Cosa nostra” e contro il traffico di stupefacenti da essi gestito su scala mondiale.

In particolare ha iniziato i procedimenti sulla scoperta dei laboratori di eroina a Palermo e sull’invio di questo stupefacente negli Stati Uniti.  Dal 1993 al 1998 ha lavorato presso il Ministero degli Affari Esteri in un Ufficio che elabora la politica estera italiana nel campo del contrasto al crimine organizzato transnazionale e al terrorismo.In questo contesto ha partecipato a numerose Conferenze internazionali e preparato testi di nuovi Trattati bi e multilaterali  e Convenzioni internazionali.

Nel 1998 è stato assegnato alla Procura Nazionale Antimafia.  Ha fatto parte della Delegazione italiana che ha preparato il testo della Convenzione delle Nazioni Unite contro il crimine organizzato che è stata firmata a Palermo il 15 dicembre 2000.

Ha rappresentato il Ministero della Giustizia nel Gruppo Orizzontale Droga istituito a Bruxelles nell’ambito delle istituzioni comunitarie e presso l’OSCE per la materia concernente la tratta di persone.   In data 6/11/2012 è stato designato Procuratore Nazionale Antimafia Aggiunto. In data 19/12/2012, è stato indicato dal Consiglio Superiore della Magistratura  come Procuratore Nazionale Antimafia facente funzioni, avendo lasciato l’ufficio il precedente Procuratore Nazionale, sen. Pietro Grasso, attuale Presidente del Senato.