NewTuscia – ROMA – Lunedì 20 novembre 2017 presso la Libreria Feltrinelli (Piazza Colonna, Roma), si svolgerà la presentazione del libro “Storia di Roma. Dalle origini alla caduta dell’Impero”, (Edizioni Biblioteca dell’Immagine) di Paolo Scandaletti.
Nella storia dell’umanità non c’è esempio di pari grandezza, splendore e decadenza come gli undici secoli della Roma antica. Al di là del mito felice, su quei sette colli è stata scritta la storia di una Città-Stato del tutto inedita e lungimirante, capace di aggregare i Popoli conquistati per farli concittadini nel nome del suo diritto.
Nel I secolo a.C. è già una Metropoli, interlocutrice di Alessandria e Cartagine, di Antiochia e Atene; la pace di Augusto viene salutata con gioia in Occidente come in Oriente. Roma è la capitale politica e culturale del mondo di allora. Qui giungono i potenti e gli uomini d’affari, i filosofi e i letterati. Qui approdano Paolo e Pietro, si radica e fiorisce quel Cristianesimo che, con la sua visione dell’uomo e del mondo, promuove l’altruismo e la buona vita. Roma avveduta, con Costantino unifica i due mondi.
Agostino, Ambrogio e Girolamo delineano la nuova fede e la città dell’uomo. Così a tanti e diversi popoli offre una nuova patria, l’Urbe diventa Orbe. Crescita territoriale e romanizzazione fatta in punta di lancia, ma anche estendendo i vantaggi di un’ambita cittadinanza o della sua amicizia. Mette a capo delle legioni personaggi dell’élite cittadina, spesso educati in casa da precettori greci e attivi nei circoli culturali, ma senza la pretesa di possedere e imporre una cultura. Tito Livio, nella sua storia dell’epopea romana, ammonirà: l’Impero dura finché i sudditi vi si trovano bene. Oltre le grandi vie, gli eserciti e le leggi, per unificare i territori e diventare caput mundi, Roma ha usato la lingua latina e la cultura che esprimeva. Con queste intuizioni è stata il cuore e il crogiolo dell’Europa che viviamo. Questa cultura è diventata patrimonio dell’umanità.
L’assetto politico statuale dell’Impero venne spazzato via dalla discesa dei barbari. Ma Roma ci aveva già messo tanto di suo per accelerare il declino: il mancato inserimento dei Popoli germanici, la corruzione interna, il prevaricante egoismo di un’aristocrazia esanime, le famiglie senza figli, l’esercito in mano agli stranieri, il trasferimento della leadership con Costantino a Bisanzio (oggi Istanbul), l’ultimo tentativo di Diocleziano. È la fine dell’Impero. E di quella Roma davvero grande.
Viviamo tempi complessi, frenetici e confusi; spesso ci dimentichiamo da dove arriviamo e come eravamo, ora, con questa collana gli Autori ambiscono a raccontarci le storie più significative ed interessanti delle città, grandi e piccole ma conosciute e ben frequentate. Storie che partono dalle origini e giungono ai nostri giorni, indicando le prospettive di ulteriore sviluppo. Questo volume è dedicato alla storia di Roma dalle origini fino alla fine dell’Impero e ci racconta le vicende istituzionali e politiche, delle migrazioni e delle battaglie, l’economia e i commerci; ma anche la cultura e l’arte, la musica e il bel vivere, i palazzi e i musei della città. Racconti focalizzati però sugli attori di quelle storie, facendoli rivivere coi loro pregi e difetti; uomini sul proscenio e donne in seconda fila (spesso soltanto apparente), usi costumi e cibi, burocrazia, associazionismo e solidarietà, prepotenze e terrorismi.
Paolo Scandaletti ha pubblicato una trentina di libri, alcuni tradotti e premiati. Comprese le biografie di Antonio da Padova, Galileo Galilei, Gaspara Stampa, Chiara d’Assisi e Ottavio Missoni. Da giornalista ha lavorato nei quotidiani e alla Rai, ha avviato “Pordenonelegge” e curato il progetto “Rileggiamo la Grande Guerra”. Ha insegnato Storia del giornalismo e della comunicazione nelle Università di Chieti, Napoli e Roma; fondato e diretto la rivista “DESK”. Con la stessa casa editrice sono uscite Storia dell’Istria e della Dalmazia, Storia di Aquileia e di Grado, Storia di Venezia e Storia del Vaticano.













