L’invito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella  “Nell’agire  quotidiano vanno praticati  i principi di giustizia e di legalità per assicurare un avvenire di libertà e progresso”

di Stefano Stefanini

1200px-Presidente_Sergio_MattarellaNewTuscia – ROMA – Nel commemorare i servitori dello Stato e martiri della democrazie e delle legalità  Antonino “Ninni” Cassarà, vice questore, strettissimo collaboratore del giudice Giovanni Falcone e del pool antimafia di Palermo, l’agente di Polizia  Roberto Antiochia ed il procuratore capo di Palermo Gaetano Costa,   il presidente della Repubblica Sergio Mattarella  affermò  che  “è un anniversario che interpella le coscienze di quanti hanno a cuore la difesa della nostra convivenza civile”.

E il capo dello Stato aveva aggiunto: “Onorare nel modo più concreto la memoria loro e dei tanti magistrati, appartenenti alle forze dell’ordine e singoli cittadini che hanno perso la vita per assicurare l’affermazione dei diritti e il rispetto delle regole, richiede l’impegno di tutti nel contrastare, rifiutare e denunciare ogni forma di infiltrazione e di ricatto criminale, di malaffare e di corruzione”.

Sergio Mattarella, primo presidente palermitano nella storia della Repubblica, ha sottolineato più volte  che “nell’agire quotidiano ciascuno deve saper rinnovare la propria ferma adesione ai principi di giustizia e di legalità, quale condizione essenziale per garantire la vita della nostra comunità e costruire un avvenire di libertà e di progresso”.

Mattarella ricorda poi i profili dei tre uomini uccisi dalla mafia : “Il procuratore Costa era un magistrato di alta preparazione professionale, di riconosciuta indipendenza e di grande equilibrio, tenacemente impegnato nella sfida contro il sistema mafioso, contro i suoi metodi di intimidazione e di condizionamento e i suoi pervasivi interessi economico-finanziari.

Con la medesima determinazione e tensione morale, e lo stesso coraggio, si opponeva alla violenza mafiosa il vice questore Antonino Cassarà, investigatore di eccezionali capacità  e con lui l’agente Roberto Antiochia, entrambi barbaramente uccisi qualche giorno dopo il vile assassinio del commissario Giuseppe Montana. Servitori dello Stato che, consapevoli dell’altissimo rischio cui si esponevano, hanno tuttavia compiuto fino in fondo il loro dovere, portando avanti un’intensa azione investigativa contro le cosche”.

Nella vita pubblica deve prevalere il recupero di valori di onestà, solidarietà, di  concordia civile e di vigilanza popolare  sulla Legalità. 

Per onorare adeguatamente la memoria di tanti “martiri della legalità” che hanno combattuto la buona battaglia contro i contropoteri mafiosi occorre ripartire, attraverso  una duplice azione,  con il recupero di “pratiche virtuose” dall’alto e dal basso. Dall’alto da parte delle Istituzioni rappresentative, dagli organi centrali dello Stato, sino ai Comuni, alla scuola, all’apparato produttivo ed alla famiglia.

Gli organi istituzionali, fondati sull’elettività dei loro componenti dovranno attuare una esigente selezione dei candidati: basta con gli amici degli amici, con le consorterie di spartizione degli incarichi degli appalti edilizi o sanitari pilotati da comitati di affari, che con le pratiche  corruttive varie e sempre più sofisticate  aggravano le casse dello Stato e conseguentemente fanno pagare più tasse ai soliti contribuenti onesti.

 

Diffuse  pratiche “corruttive” si sono  riscontrate oltre che nei servizi sociali anche nella pianificazione urbanistica del territorio,  alla vendita del suolo, passando  per  le speculazioni edilizie, il lavoro nero e poco sicuro e il degrado idrogeologico.

Dal basso, qualora la classe politica dia reali segni di cambiamento e di recupero di onestà e servizio disinteressato alla collettività,  i singoli cittadini, specie se giovani, dovranno curare, aiutati dai vari  enti di formazione ed educazione sociale quali la scuola, la chiesa, le fedi  religiose e le famiglie, i piccoli gesti di cura delle cose pubbliche, dei beni culturali, del verde pubblico, di buone pratiche civiche, con una lotta al degrado, alle sporcizia ed alle cattive abitudini, alla maleducazione ed al menefreghismo.  Solo recuperando il rispetto e la correttezza nella gestione delle “piccole cose” attueremo un giusto recupero della civiltà e della legalità che determinano la vera libertà dei singoli ed il progresso generale del nostro Paese.

Lotta generalizzata alla corruzione e al malaffare quantificabile in  60 miliardi all’anno, con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali.

Purtroppo la dimensione della corruzione, spesso legata alla malavita ed alla criminalità organizzata che intimidisce con metodi mafiosi, sembra insormontabile, si parla di un costo della corruzione quantificabile in  60 miliardi all’anno, con forniture e appalti  pubblici gonfiati sino al 40 % dei costi reali. In questo senso la punizione effettiva ed esemplare dei corrotti e dei dilapidatori delle risorse pubbliche, scoperti e giudicati in tempi ragionevoli,  deve essere la giusta condizione per recuperare la fiducia del Popolo nello Stato.

Altro capitolo da curare è l’effettivo e scrupoloso controllo  della Qualificazione delle spese per le Opere Pubbliche necessarie ad un nuovo sviluppo del Paese  e di compatibilità di bilancio delle spese delle regioni e dei comuni: i Gruppi consiliari di  opposizione  e di maggioranza  regionali e comunali devono poter sottoporre oltre al controllo delle aule consiliari,  al vaglio della Corte dei Conti Regionale – o di un organismo di controllo dotato di poteri forti di controllo e repressione degli sperperi –  spese abnormi, arbitrarie e di difficile sostenibilità con l’equilibrio di Bilancio.

Oltre alla lotta senza quartiere contro la corruzione, l’evasione fiscale  ed i veri sperperi di risorse, occorre un indirizzo chiaro dell’Unione Europea e degli Stati ad un migliore  accesso al credito per la produzione, alle imprese, specie se piccolo-artigianali (contro il così detto “latifondismo finanziario”) ,  ed alle  famiglie per l’acquisizione della casa e dei beni durevoli e per il consumo, ciò che concretamente sta facendo al Banca Centrale Europea del governatore, Mario Draghi.

In questo frangente di sempre più consolidata ripresa economica, il recupero di una rinnovata fiducia nello sviluppo, credendo nelle proprie potenzialità, specie nei giovani, deve poter superare anche la diffusa quanto deleteria “miseria etico-morale e spirituale”, che crea egoismi delle classe più agiate, consumismo e materialismo sterili ed effimeri, spesso  rendite parassitarie non fondate su un lavoro produttivo per il singolo e con valenza sociale per  la collettività,  nello spirito della Costituzione economica dell’Italia,

Sulla rinnovata educazione e recupero della legalità e del senso della comunità l’Italia può ripartire sulla strada dello sviluppo.

Dal rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese si possono trarre alcune indicazioni per il futuro, in quanto sono  quattro le attenzioni mostrate degli italiani:  la coesione nazionale, la famiglia, l’impresa e la formazione diventano i quattro nuclei da sostenere e incentivare,  su cui investire perché l’Italia possa ripartire sulla strada dello sviluppo .

Nelle scuole di ogni ordine e grado vanno incentivati  incontri formativi di dibattito sulla gestione  rispettosa della Legalità dello Stato, anche con la presenza delle forse dell’Ordine in materia economic e dell’ordine pubblico, per allenare i giovani ad appassionarsi alla cura della Repubblica  a livello locale come nella dimensione centrale.

Su questi principi dobbiamo trovare ciascuno nel proprio ambito di azione – cittadini sovrani nell’espressione del Voto, autorità centrali e locali al servizio dei cittadini, politici, mondo dell’informazione, associazioni e movimenti, responsabili ed esponenti della produzione, del volontariato e del mondo dell’educazione  –  la forza di  sensibilizzare il Popolo, specie i nostri giovani, su un nuovo Rinascimento morale, culturale  e socio-economico,  per  riappropriare ai cittadini quella sovranità e quel protagonismo che la  Costituzione repubblicana conferisce loro, come doveri e come diritti fondamentali.