L’amministratore delegato dell’Interporto di Orte entra nel direttivo dell’UIR Unione Interporti Riuniti

di Stefano Stefanini

NewTuscia – ORTE – E’ stato recentemente rinnovato il direttivo dell’Unione Interporti Riuniti. Nel triennio 2017-2020 il consiglio direttivo Uir sarà presieduto da Matteo Gasparato (Consorzio Zai, Verona) con i vicepresidenti Luigi Capitani (Vicario, Cepim Interporto Parma), Salvatore De Biasio (Interporto Sud Europa) e Lorenzo Cardo (Orte Interporto Centro Italia), Mosè Renzi (Interporto Val Pescara) è stato nominato segretario generale, revisore unico è Stefano La Placa (Cim Novara).

In un comunicato si specifica che l’UIR  associa tutti gli interporti italiani per consolidare e sviluppare l’intermodalità nel trasporto e nella logistica attraverso un rapporto stabile tra interporti, porti, società ed enti intesi quali sistemi d’interscambio merci nel settore del traporto terra-mare.

Ricordiamo che l’8 settembre scorso  èstato siglato un accordo tra il Presidente del Consorzio ZAI, Matteo Gasparato, e l’Amministratore Delegato dell’Interporto Centro Italia Orte S.p.A., Lorenzo Cardo, per lo sviluppo del trasporto merci ferroviario e della logistica integrata.

Immagine2 7Il Protocollo si propone le finalità di dare vita ad una collaborazione per promuovere attività congiunte tra le due infrastrutture da cui far derivare un contributo al miglioramento della competitività del sistema logistico intermodale nazionale.

“Un importante segnale” afferma il Presidente Matteo Gasparato “che pone chiaro l’obiettivo di sviluppare il mercato del trasporto intermodale in coerenza con le linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.”

Le parti si impegneranno a promuovere il vettore ferroviario lungo la dorsale tirrenica, in particolare modo tra il Quadrante Europa Verona e Orte Interporto Centro Italia, sia sul piano istituzionale sia operativo.

“L’impegno è di sensibilizzare” prosegue l’Amministratore Delegato Lorenzo Cardo “operatori, tecnici e le istituzioni in ogni contesto sull’opportunità del trasporto ferroviario nella catena logistica del trasporto delle merci e di predisporre azioni di promozione che abbiano per oggetto la valorizzazione del sistema logistico integrato vedendo come prioritario le connessioni tra i nodi intermodali”.

Sul piano istituzionale ed operativo, lo scopo dell’accordo è di aumentare l’efficienza complessiva del sistema ed in particolare:

  • promuovere la direttrice di trasporto Orte – Verona e viceversa per il collegamento di nodi logistici in connessione ai Corridoi TEN-T;
  • implementare il ricorso al vettore ferroviario nel trasporto delle merci, per favorire il rapido inoltro di grandi volumi di merce ed alleggerire la pressione sulla rete di trasporto stradale, ciò in linea con il trend di altri Paesi europei nell’abbattimento delle emissioni di Co2 nel settore dei trasporti stradali;
  • operare nell’ambito di una stretta collaborazione istituzionale e tecnica per promuovere forme di cooperazione e sinergia al fine di conseguire una reciproca interconnessione con il sistema logistico nazionale ed europeo.

In particolare si sono definite due prime aree strategiche di sviluppo: a) area della logistica al servizio ed in connessione con i porti, gli operatori ferroviari e i grandi operatori mercantili; b) area della Green Logistics, logistica sostenibile, alternative fuels.

Per coordinare le azioni previste nell’accordo verrà istituito un gruppo di lavoro con lo scopo di pervenire a una concreta applicazione degli obiettivi.

La creazione del terminal ferroviario  programmato per i prossimi mesi aprirà nuove prospettive di sviluppo per l’infrastruttura di Orte. 

ImmagineLa società Interporto Centro Italia di Orte ha ottenuto fin dal gennaio 2014 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti l’approvazione del progetto di ampliamento dei servizi ferroviari, con la previsione di  ulteriori cinque binari al fine di decongestionare tutto il traffico delle merci del Centro Italia.

Le strutture intermodali su gomma in sinergia con la realizzazione dell’ hub ferroviario ed il collegamento strategico con il porto di Civitavecchia.

Le strutture intermodali sono ultimate per accogliere nella prima fase nel piazzale lato autostrada le merci trasportate su gomma per poi, nel  medio periodo, operare anche nel piazzare rilevato a distanza dell’ansa del Tevere per ricevere e scambiare le merci anche su ferro, tramite un Terminal ferroviario interno all’Interporto, raccordato alla rete nazionale di Rete Ferroviaria Italiana. Questo hub ferroviario si sta realizzando in prossimità del nodo che vede incontrarsi da un lato la linea Orte-Falconara e dall’altra la linea AV e AC (alta velocità e alta capacità) Napoli-Milano che coincide con l’asse viario europeo TEN-T1 Berlino-Palermo.

Ci scrive coglie l’occasione per porre in rilievo un’esigenza molto sentita dai cittadini.  Per dare concretezza e razionalità all’impatto della prossima piena funzionalità dell’Interporto di Orte, da più parti viene auspicata l’esigenza di realizzazione operativa della variante stradale di collegamento dal parcheggio di Interscambio della stazione ferroviaria di Orte all’area dell’intersezione tra la superstrada Orte-Viterbo-Civitavecchia e la stazione autostradale A1, per cui una fattiva collaborazione tra comune di Orte, Interporto Centro Italia, regione Lazio e Ministero delle Infrastrutture e Trasporti potrebbe portare a soluzioni realizzabili in tempi ragionevolmente brevi.

Il progetto della variante stradale, comprensivo di una pista ciclo-pedonabile, dovrebbe essere in una fase avanzata di elaborazione operativa, occorrerebbe una maggiore intraprendenza per il reperimento delle risorse economiche di finanziamento dell’opera, essenziale per la riduzione dell’inquinamento legato alla concentrazione del traffico pendolare su alcuni punti nevralgici, per la vivibilità della citta di Orte e per la riduzione dei disagi e dei tempi di viaggio delle centinaia di viaggiatori pendolari provenienti dai centri del comprensorio, sia del Lazio che dell’Umbria.   A tale proposito i cittadini gradirebbero avere informazioni chiare sullo stato di elaborazione del progetto che giace da troppi anni nel “cassetto” dei documenti programmatici.

La rete degli Interporti italiani – UIR.

Molto articolata è la rete interportuale italiana UIR. Sono 24 gli interporti aderenti all’Uir-Unione Interporti Riuniti, dei 29 totali previsti. Di questi 18 sono operativi mentre 11 sono in fase di realizzazione o di completamento. (*)   Le 24 strutture di UIR sono: l’Interporto Quadrante Europa Verona, l’Interporto Merci di Padova, l’Interporto di Bologna, l’Interporto Sito di Torino-Orbassano, l’Interporto di Rivalta Scrivia, l’Interporto Cim Novara, l’Interporto di Trento, l’Interporto Alpe Adria di Cervignano del Friuli, l’Interporto di Venezia, l’Interporto di Vado Ligure, l’Interporto di Rovigo, l’Interporto Cepim di Parma, l’Interporto di Prato, l’Interporto di Livorno, l’Interporto Val Pescara, l’Interporto delle Marche (Jesi), l’Interporto Centro Italia di Orte, l’Interporto di Frosinone, l’Interporto Sud Europa Maddaloni Marcianise, l’Interporto di Nola, l’Interporto Regionale della Puglia (Bari), l’Interporto di Cerignola, l’Interporto della Piana di Gioia Tauro, l’Interporto di Catania.

(*) Fonte: Uir-Unione Interporti Riuniti