Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Accuse di molestie al produttore cinematografico americano Harvey Weinstein: dice la sua Elisabetta Lupetti, attrice della Tuscia che ha conosciuto i più importanti attori e registi italiani nel corso della sua lunga carriera. “Hanno scoperto l’acqua calda le colleghe attrici!”. Questa la prima dichiarazione di Elisabetta Lupetti, attrice e show girl, che in qualità di animatrice musicale ha diffuso la musica e cultura italiane in sud America per cinque lunghi anni. Se ne andò dall’Italia perché criticava le modalità con cui si viene presi in considerazione nel mondo dello spettacolo tricolore.

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Elisabetta Lupetti, perché dice che queste attrici che hanno denunciato Weinstein hanno scoperto l’acqua calda?

“Caro direttore, il sistema della moda, del cinema e della televisione funzionava a letto più che in ufficio, ed era sempre necessaria la telefonata del “santino” politico: se non lo avevi era troppo lunga la fila dal basso verso  gli impresari e i produttori cinematografici. Era  ovvio che stava a noi attrici decidere e scegliere se sottostare alle avance o scappare di corsa”.


Nel tuo cammino hai incontrato qualcuno particolarmente insistente?

“Certo che sì. Ricordo che una volta mi chiamò, a seguito di un servizio foelisabetta lupetti paolo settimellitografico su Playmen di Roberto Rocchi, un signore: l’unico vero gentlemen che ho incontrato sul mio cammino, un fotografo di grido, nome altisonante che trovo stupido dopo tutti questi anni menzionare. Questi mi fece entrare in una stanzetta piccola e squallida per fare delle foto da pubblicare su un noto periodico di costume. Mi gelai quando vidi che chiuse a chiave la porta alle sue spalle. Capii subito le sue intenzioni ma, alla fine, sono sempre stata io a decidere cosa fare di me e del mio corpo. Mi stupisco delle colleghe che, in questi giorni, hanno improvvisi ritorni di memoria dopo oltre 20 anni… Insomma, Direttore, se un uomo ti invita in uno studio o camera di albergo di sera, per quale motivo vuoi che ti chiami: per recitare una preghierina insieme? Le cose serie viaggiano di giorno tramite agenzie qualificate e segreterie artistiche!”.


Qualche personaggio famoso ti ha importunato? So che hai un libro pronto da stampare dal titolo “L’Italia in Mutande”. E’ mai uscito?

“No, è sempre in un cassetto. Veramente avevo trovato un editore di Roma interessato ma, poi, una contessa decaduta ci mise lo zampino e l’uomo si tirò indietro”.


Possiamo sapere chi era la decaduta?

“No, le farei pubblicità gratuita e so che ne ha bisogno!”.


Ci regali almeno una pillola del libro rimasto nel cassetto?

“Certamente si, caro Direttore. Ti racconto del gatto e la volpe, due big dello spettacolo degli anni a cavallo fra ’80 e ’90, addirittura uno lo vedo in questi giorni sui social impegnato in concorsi canori. In quel tempo era impegnato in un famoso quiz televisivo, frequentava spesso il ristorante Vanni, noto locale vicino a Piazza Mazzini, sede RAI di Roma, insieme al suo degno amico che, spudoratamente, mi rimorchiò con l’illusione di farmi fare da madrina in un evento importante con ospite. Mi disse che quell’evento, per me, avrebbe significato l’inizio di una tua grande carriera. Prima, però, avrei dovuto incontrarlo la sera nel suo pied à terre per parlarne a fondo. Il finale è facile da capire: uno adesca e l’altro macina. Questa triste storia finì sui settimanali e mi pentii di non aver denunciato il fatto, anche perché un’altra ragazza anni dopo lo fece al posto mio”.


Un’ultima domanda: cosa pensi dei social network?

“Sono eccezionali se si usano con cervello e moderazione, per esempio noi attori della fiction ‘I Ragazzi della terza C’, grazie alla fan page sui social, siamo più famosi adesso che quando andavamo in onda! E’ comunque un mezzo di comunicazione efficace e democratico: l’unica accortezza è leggere bene le regole e usarlo con saggezza, altrimenti si diventa pecore al servizio dei media”.