Graforubrica. Le mille sfumature della lettera “a”

Tiziana Agnitelli

NewTuscia – Cari/e “Newtusciani/e”, in questo nostro nuovo incontro grafologico, voglio farvi “riflettere” sulle tante sfumature “affettive” della lettera “a”.

Lettera “a” che individua l’arte di amare, ve ne voglio parlare mettendo a confronto due generazioni e due generi: maschile e femminile, maturo e giovane.

La “a” parla dell’amore, il sentimento che inseguiamo tutti, quello che rende felici quando ricambiato e che ci fa sentire capaci “di rivoltare il mondo” con entusiasmo, ma anche quel sentimento che quando non ricambiato fa soffrire e non resta che dimenticarlo e spingerlo nei recessi della mente, rimuovendolo andando oltre, ma ovviamente, e spesso, è frutto dei nostri errori e delle nostre scelte, pertanto è anche una nostra responsabilità per cui necessita fare autocritica per riuscire a migliorare la nostra vita.

Nel nostro modello calligrafico la lettera “a” è formata dal cerchio, quindi simbolo di calore e affettuosità e dalla stanghetta che può accogliere quando vi è un gesto arrotondato che abbraccia, ma che può anche respingere con un gesto che si lancia a punta o difendersi quando pone delle barriere.

I quattro soggetti scriventi hanno una caratteristica in comune che riguarda la qualità del tratto (vi ricordo che il tratto e la sua pressione è l’espressione della vitalità e dell’energia psichica, delle esigenze pulsionali e delle strutture mentali e corporee): sono presenti nei bordi del tratto degli infangamenti e/o sbavature per un eccesso di inchiostro, rilevando una spiccata sensibilità e una gestione delle emozioni che viene affrontata con difficoltà.

le 4 a

Il genere maschile maturo verga una lettera “a” personalizzata: è ovoidale, tagliata in due con un gesto acuminato, indica equilibrio, buon senso e rispetto della libertà altrui, ma allo stesso tempo divide in due l’ovale, pertanto la vita affettiva tra ciò che si deve e quello che si vorrebbe, con un gesto acuminato finale che allontana e che può ferire. Mentre il genere maschile giovane esegue una “a” quasi a triangolo, ma sospesa ed incompiuta, ci si presenta al mondo forti, sicuri di sé, l’amore è soprattutto coerenza e serietà, ove però si nasconde la timidezza e un po’ di inibizione.

Il genere femminile invece “ricalca” il modello calligrafico, vi è quest’ovale che si arrotola un po’, ma che è pieno. L’amore in entrambe è vissuto in maniera un po’ possessiva negli affetti, si nutre il desiderio di un amore perfetto, frutto di selezione ed esigenza, si vuole essere al centro dell’amato. Difficile da realizzare. Infatti, le stesse “chiudono” la lettera “a” con un gesto che si difende, la scrivente matura “mette distanza”, è un gesto lungo e dritto, mentre la scrivente giovane crea una curva regressiva tendente verso l’alto, si nasconde mostrando diffidenza.

Qualunque sia il vostro modo di scrivere la lettera “a”, l’amore è la forza e l’energia vitale per eccellenza che dà senso profondo alla vita di ognuno; in sancrito “a-more” è ciò che non muore. Ne vale la pena. Sempre. E comunque. Nonostante tutto.