Bivacco e spaccio a Viterbo: bene il Daspo ma serve la reale applicazione delle norme

Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Il Daspo è realtà a Viterbo. Ieri il consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’applicazione del decreto Minniti, inerente misure specifiche per tutelare il decoro pubblico e la libera circolazione in aree pubbliche, alla luce delle segnalazioni fatte da mesi sia sui social che sui giornali per fatti come il bivacco e lo spaccio in zone sensibili di Viterbo. In primis Pratogiardino.disastro_pratogiardino1_201601301130836_mbnnsu9debn359bmfrbqywxg8

In zone precise di Viterbo, quindi, da oggi chi verrà sorpreso a impedire la libera fruzione degli spazi aperti e a comportarsi in modo non decoroso, valutato dalle forze di Polizia locale, sarà allontanato coattivamente dal posto in questione per 48 ore e, se reitererà l’azione, per tempi maggiori. Per arrivare all’ampliamento delle zone previste nel provvedimento nell’ambito della modifica del regolamento di Polizia locale è servito un emendamento, perché l’applicazione del  decreto Minniti le escludeva alcune passate sulle cronache dei giornali per i motivi stessi dell’atto comunale.

Alla fine sono stati contemplati punti pubblici sottoposti all’eventuale Daspo: tutti i centri storici di Viterbo e delle frazioni di San Martino al Cimino e Bagnaia; chiese, scuole, sedi universitarie e strutture scolastiche fino a 100 metri dal loro ingresso; il museo di piazza Crispi; le adiacenze delle stazioni ferroviarie e di Cotral, Francigena e Atac; giardini e parchi pubblici comunali. Il tutto è stato possibile grazie a un emendamento presentato da Volpi (Pd).

Certamente si tratta di un importante risultato che, a nostro avviso, però, deve essere concepito come un primo passo verso un cambio di passo per una situazione che, a Viterbo, sta assumendo dimensioni preoccupanti. Di questo avviso sono stati anche gli interventi di Chiara Frontini (Viterbo2020) e Gianmaria Santucci (Fondazione), che hanno puntato l’indice sulla necessità di altre azioni, insieme al Daspo, per rendere stabile il miglioramento della sicurezza nei luoghi pubblici. Santucci ha ricordato la quotidianità di Pratogiardino, in cui l’azione delle forze dell’ordine è efficace solo per poche ore ma, una volta scoperto lo spaccio o demotivato il bivacco, tutto torna come prima. Le parole d’ordine, quindi, dovranno essere applicazione puntuale del Daspo ma anche discpolizia pratogiardinoussione su altri provvedimenti per garantire h24 la piena sicurezza dei cittadini nei luoghi di pubblico interesse.

Critico anche De Dominicis (M5s) per il quale soffermarsi sulle norme del solo decreto Minniti significherebbe non garantire la sicurezza pubblica: serve anche, per il pentastellato, una ridiscussione generale delle politiche del Comune di Viterbo in materia di prevenzione e repressione di bivacco, spaccio, violenza e malcostume nei luoghi pubblici.

Come NewTuscia.it abbiamo denunciato decine di volte la situazione al limite del non ritorno a Pratogiardino, cui si sommeranno, ora, i provvedimenti specifici presi su di esso e il Daspo. Nel primo caso verranno tagliate le siepi dove sono state trovate dosi abbandonate e persone dedite allo spaccio e ampliato il controllo delle forze dell’ordine, nel secondo ciò che abbiamo descritto sopra nelle competenze della Polizia locale. Una generale riqualificazione di Pratogiardino, però, che è stata comunque annunciata, siamo certi che dovrà prevedere un cambio di passo vero e duraturo: in primis un custode o cho per lui, come una volta, che vigili sempre sulla reale situazione del parco pubblico. Le forze dell’ordine devono servire per reprimere e prevenire l’illegalità, ma urge avere di nuovo personale interno che garantisca a famiglie e anziani la tranquillità in ogni momento della giornata.

Pratogiardino è stato devastato. Il verde non esiste praticamente più: i giardini che, una volta, erano delimitati ed erano decorosi, ora sono un ammasso di terriccio per le partite quotidiane di pallone che fanno i ragazzi stranieri stabilmente fissi in questa zona. Non si tratta di vietare il pubblico divertimento ma di regolamentarlo e, se non vengono rispettate tali norme, il sistema sanzionatorio deve essere immediato. Quindi le “colpe” del Comune di Viterbo: non è possibile abbandonare a se stesso l’unico polmone verde di Viterbo. Abbiamo documentato l’assenza o quasi della manutenzione del verde con aiuole diventate cespugli incolore e alberi mai controllati nel tempo che si sono malati.

Dopo i due provvedimenti su Pratogiardino e il Daspo vedremo se si invertirà il trend: nella certezza che conta fare rispettare le norme più che farle a titolo di spot.

 

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21