Pratogiardino, il grande abbandonato

Gaetano Alaimo

NewTuscia – VITERBO – Ormai è diventato uno dei punti all’ordine del giorno della cronaca cittadina a provinciale. Il degrado di Pratogiardino a Viterbo è una costante da anni e anni. Prima lo stato fatiscente della aiuole, del prato e delle siepi, quindi, con la mancanza di un progetto di riqualificazione, un parco pubblico diventato meta di stranieri, soprattutto giovani, per lo più ospiti delle strutture di accoglienza, e sempre meno di anziani e bambini con mamme al seguito. L’evoluzione “al contrario” dell’unpolizia pratogiardinoico polmone verde di Viterbo è stata, negli ultimi mesi, l’attività di spaccio messa in atto da stranieri e italiani all’interno del parco con varie tecniche: da quelle classiche al nascondere la roba in angoli nascosti, fino a quella singolare del fischio per avvisare i consumatori della disponibilità dello stupefacente.

Di tutto di più. Ne avevamo parlato anche noi con due video della rubrica “Tutto in 300 secondi” che riproponiamo sotto. Avevamo invitato Ruspantino che, da anni, ironicamente ma con concretezza parla quotidianamente di questi temi. Nei due video abbiamo riportato l’attenzione, prima della cronaca di queste settimane che parla di criminalità vera e propria all’interno di Pratogiardino, sia al degrado più completo del parco che alla presenza di tanta gente che rovina in modo quasi irreparabile le siepi e il verde pubblico. Abbiamo segnalato, insieme a Ruspantino, non solo l’assenza di qualsiasi controllo continuativo perché manca un custode ma, fatti alla mano, piccoli gesti di vandalismo come pietre divelte che fungono da palo per i tanti che giocano a pallone calpestando quelli che furono pratini curati e delimitati. Tutto ciò, però, cede il passo a ciò che stiamo sentendo sulle cronache di questi ultimi tempi: lo spaccio è la triste realtà di un parco pubblico che ha le carenze appena sottolineate.

Il lavoro di monitoraggio delle forze dell’ordine riesce ad arginare, quando i sistemi di controllo hanno successo, i reati di spaccio quando si verificano. Quello che risulta del tutto da impostare, però, è un serio lavoro di riqualificazione e monitoraggio 24 ore su 24 di Pratogiardino. I fatti criminosi legati a spaccio e bivacco dentro il parco comunale nascono dall’assenza di un progetto di riqualificazione e programmazione: l’assenza di eventi, manutenzione e controllo continuo della struttura hanno provocato ciò che i social documentano quotidianamente.

L’obiettività dice che non è solo questa maggioranza ad avere preso in poca considerazione il rilancio di Pratogiardino ma anche le precedenti: almeno non si è pensato a investire su questo fronte che fa rima con tempo libero delle mamme con i propri figli piccoli o momenti di relax per gli anziani. Il degrado di questi ultimi anni, però, sempre obiettivamente parlando, non si era mai visto. Fanno sorridere le vie interne, intestate al pur grande Lucio Battisti, nell’ambito dell’assenza più totale di un progetto di risanamento del parco verde.

Finché dalle chiacchiere non si passerà alla programmazione e progettazione, iniziando da un custode ad hoc che vigili tutto il giorno, la situazione non potrà che restare come quella attuale.

 

TUTTO IN 300 SECONDI DEL 29/05/2017. Pratogiardino, finirà come per il Campo Scuola?

Gaetano Alaimo

Giornalista iscritto all'Albo dal 2002. Ha collaborato al Messaggero di Viterbo per 4 anni. Ha diretto prima Ontuscia.it e dal 2008 dirige NewTuscia.it. A Tele Lazio Nord conduce "Luce Nuova sui fatti", trasmissione settimanale di approfondimento tematico in onda il giovedì alle 21