Nuovo presidente della Provincia di Viterbo Pietro Nocchi: le priorità in agenda

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Quali strumenti operativi potrà attuare il neo presidente Pi

Pietro Nocchi
Il presidente della Provincia, Pietro Nocchi

etro Nocchi per dare concretezza alla sua azione di governo del territorio, nella competenze proprie della nuova provincia ?     Alcuni  punti programmatici per lo sviluppo ed il lavoro:meno tasse e più lavoro, meno sprechi e più servizi, avendo un rapporto strettissimo con la regione Lazio del presidente Zingaretti.   In tal senso Andrebbe sottoscritto con la regione Lazio e le  associazioni di categoria un vero e proprio   “ Patto per lo sviluppo ed il lavoro”, sul modello di quello che il presidente Zingaretti  ha stipulato subito dopo la sua elezione a Governatore del Lazio.

Vale la pena ripercorre e adeguare i contenuti tematici del “Patto per lo sviluppo ed il lavoro”  della regione e le associazioni di categoria, da integrare – a nostro modo di vedere –  con la partecipazione attiva  dei  sessanta sindaci dei comuni della Tuscia.  

  1. Misure per facilitare l’accesso al credito.

– Misure di sostegno alle imprese con due grandi linee di finanziamento: una prima  con risorse regionali e fondi europei, una seconda tramite accordi  per finanziare i prestiti e sostenere gli investimenti delle imprese.

  1. Più forza al sistema delle imprese. Per affrontare l’emergenza produttiva e occupazionale della Tuscia vanno colte le opportunità delle varie iniziative proposte dalla Regione con l’obiettivo di costruire una nuova economia, far crescere le imprese, creare lavoro e migliorare la qualità della vita delle persone. Le misure adottate sono:
  • stimolare la creazione di nuove imprese con Startup lazio! , il programma della Regione per favorire la nascita di nuove realtà economiche e produttive..
  • Internazionalizzazione delle imprese.. L’obiettivo è arrivare a uno stanziamento che utilizzi risorse del bilancio regionale e fondi europei. E’ stata anche approvata la nuova legge regionale per il riconoscimento e il rafforzamento delle reti di impresa.
  1. Più forza al lavoro e all’occupazione dei giovani, con una serie di misure concrete per incidere sul dramma della disoccupazione. Il Lazio è stata la prima regione italiana a attivare il programma “Garanzia giovani”, si tratta di 137 milioni di euro per accompagnare i ragazzi e le ragazze e introdurli al mondo del lavoro.

Ecco gli altri interventi:

  • La nuova disciplina sui tirocini, che pone limiti di tempo e stabilisce una indennità mensile minima di 400 euro. E poi la nuova disciplina dell’apprendistato, che dà il via al contratto di apprendistato per l’alta formazione.
  • La consulta dei lavoratori autonomi, per dare rappresentanza a chi non ce l’ha.
  • Attuazione del progetto “Torno subito” con cui la Regione finanzia esperienze di lavoro o di formazione all’estero dei giovani a patto che poi tornino in Italia. Non sarà un vantaggio solo per loro ma anche per le imprese del Lazio, che potranno contare su professionisti più preparati.
  • Il contratto di ricollocazione e la sperimentazione del reddito minimo. La Regione si sta muovendo nell’ambito della programmazione dei fondi europei 2014 – 2020.
  1. Più forza alla green economy, per risolvere le situazioni più critiche e voltare pagina con una nuova stagione di pianificazione, che sarà avviata presto
  • Il nuovo piano energetico,
  • la gestione del nuovo piano rifiuti, per sostenere investimenti sulle rinnovabili, sull’efficientamento, sulla rigenerazione edilizia.
  • Una nuova stagione dell’urbanistica e del recupero urbano, con l’approvazione del nuovo testo unico che accorpa 72 leggi.
  • Sostegno all’economia del mare, una risorsa che la Regione intende valorizzare. Attualmente la Regione sta sbloccando e destinando circa 30 milioni di euro ai comuni per la riqualificazione del litorale.
  1. Più forza al sistema della conoscenza, una grande risorsa per il Lazio, che è sede di 6 università pubbliche, con oltre 200mila iscritti; quasi 300 fra laboratori ed enti di ricerca, parchi scientifici, distretti tecnologici.
  • Innovare il mondo della formazione, con la creazione di nuove scuole di alta formazione e la sperimentazione di nuove esperienze di formazione “on the job”.
  • Garantire il diritto allo studio. Dopo aver risolto l’emergenza delle borse di studio saldandole tutte, la Regione è al lavoro per trasformare Laziodisu in una nuova agenzia per il diritto alla conoscenza.
  • Sostenere la ricerca. La regione ha già sbloccato 120 milioni di euro con la nuova programmazione del Fesr, il Fondo europeo di sviluppo regionale.
  1. Più forza all’integrazione sociale, con la costruzione di una nuova rete di assistenza sul territorio, anche attraverso le Case della Salute. Portare la sanità del Lazio fuori dal commissariamento è un grande obiettivo della Regione non solo al fine di tutelare diritto alla salute dei cittadini ma anche per sbloccare risorse e avviare la riduzione della curva fiscale.
  2. Più forza al sistema della mobilità e infrastrutture. Nel Piano regionale dei trasporti della mobilità e della logistica
  • Servizio ferroviario più efficiente, confermando l’impegno alla consegna dei 26 nuovi treni.
  • Completamento delle infrastrutture strategiche, a cominciare dalla trasversale Orte – Civitavecchia
  1. Più forza all’agricoltura. La Regione intende sostenere il ritorno alla terra, che è un’opportunità non solo per la crescita ma anche per la cura e la salvaguardia del nostro territorio. Nella nuova programmazione la Regione continuerà a sostenere l’innovazione e la nascita e crescita delle imprese. A questa filosofia si ispirano le Case dell’Agricoltura, quali centri dell’innovazione e della semplificazione amministrativa e le porte d’accesso unitarie alla regione per il mondo agricolo.
  2. Più forza all’agenda digitale, con l’impegno a portare la banda larghissima in tutti i comuni del Lazio, a estendere il wi-fi pubblico, a rafforzare l’open-data e a promuovere nuovi servizi telematici.
  3. Più forza alla cultura e al turismo. Il presidente, Nicola Zingaretti ha così riassunto le finalità del “ Patto per lo sviluppo ed il lavoro”,: finalmente torniamo ad avere una visione, ed un modello di sviluppo, importante perché condiviso da artigiani, commercianti, imprenditori, forze del lavoro e del sindacato, in una regione che sta cambiando e vuole essere molto più vicina alle persone”.