Viterbo, l’associazione “Respirare” ricorda Alfio Pannega

Il 21 settembre ricorre il genetliaco di Alfio Pannega, che ci ha lasciato nel 2010.

viterbo-bando-riqualificazione-730x370NewTuscia – VITERBO – Ricordandone la luminosa figura, lo strenuo impegno per il bene comune dell’umanità e in difesa dell’intero mondo vivente, tra le molte lotte di cui fu protagonista e che con lui condividemmo vogliamo particolarmente ricordare quella per difendere la preziosa area naturalistica, archeologica e termale del Bullicame, minacciata da un dissennato e illecito tentativo di irreversibile devastazione collocando nel suo cuore un mega-aeroporto per voli low cost. Fortunatamente la lotta di Alfio e di tantissimi cittadini viterbesi impedì quella scellerata follia. E di questo, anche di questo, immensamente gliele siamo grati.

L’associazione “Respirare” è stata promossa da associazioni e movimenti ecopacifisti e nonviolenti, per il diritto alla salute e la difesa dell’ambiente.

Una breve notizia su Alfio Pannega

Alfio Pannega nacque a Viterbo il 21 settembre 1925, figlio della Caterina (ma il vero nome era Giovanna), epica figura di popolana di cui ancor oggi in città si narrano i motti e le vicende trasfigurate ormai in leggende omeriche, deceduta a ottantaquattro anni nel 1974. E dopo gli anni di studi in collegio, con la madre visse fino alla sua scomparsa, per molti anni abitando in una grotta nella Valle di Faul, un tratto di campagna entro la cinta muraria cittadina. A scuola da bambino aveva incontrato Dante e l’Ariosto, ma fu lavorando “in mezzo ai butteri della Tolfa” che si appassionò vieppiù di poesia e fiorì come poeta a braccio, arguto e solenne declamatore di impeccabili e sorprendenti ottave di endecasillabi. Una vita travagliata fu la sua, di duro lavoro fin dalla primissima giovinezza. La raccontava lui stesso nell’intervista che costituisce la prima parte del libro che raccoglie le sue poesie che i suoi amici e compagni sono riusciti a pubblicare pochi mesi prima dell’improvvisa scomparsa (Alfio Pannega, Allora ero giovane pure io, Davide Ghaleb Editore, Vetralla 2010): tra innumerevoli altri umili e indispensabili lavori manuali in campagna e in città, per decine di anni ha anche raccolto gli imballi e gli scarti delle attività artigiane e commerciali, recuperando il recuperabile e riciclandolo: consapevole maestro di ecologia pratica, quando la parola ecologia ancora non si usava. Nel 1993 la nascita del centro sociale occupato autogestito nell’ex gazometro abbandonato: ne diventa immediatamente protagonista, e lo sarà fino alla fine della vita.

Sapeva di essere un monumento vivente della Viterbo popolare, della Viterbo migliore, e il popolo di Viterbo lo amava visceralmente. E’ deceduto il 30 aprile 2010, non risvegliandosi dal sonno dei giusti. Alcuni testi commemorativi sono stati più volte pubblicati sul notiziario telematico quotidiano “La nonviolenza e’ in cammino”, ad esempio negli “Archivi della nonviolenza in cammino” nn. 56, 57, 58, 60; cfr. Anche il fascicolo monografico dei “Telegrammi della nonviolenza in cammino” n. 265 ed ancora i “Telegrammi della nonviolenza in cammino” nn. 907-909, 1172, 1260, 1261, 1272, 1401, 1622-1624, 1763, 1971, 2108-2113, 2115, 2329, 2331, 2334-2335, 2476-2477, 2479, 2694, i fascicoli di “Coi piedi per terra” n. 546 e 548-552, e “Voci e volti della nonviolenza” nn. 687-691, 754-755, il fascicolo di “Ogni vittima ha il volto di Abele” n. 170, i fascicoli di “Una persona, un voto” nn. 88-90 e 206, il fascicolo de “La domenica della nonviolenza” n. 420.

Allegato secondo: Una breve riflessione sull’insostenibilità del trasporto aereo finché non sarà ricondotto a servizio di pubblica utilità

Il nocciolo della questione

Il trasporto aereo non è una questione tecnica che riguarda i tecnici.

E’ una questione politica che riguarda l’umanità.

Un’evidente verità

Occorre impegnarsi per l’immediata drastica riduzione del trasporto aereo non solo per le ovvie ragioni scientifiche, che confermano ad abundantiam l’evidente verità che il trasporto aereo nuoce gravemente all’ambiente, alla salute delle persone e alla sicurezza delle comunità, ma anche per le seguenti ulteriori ragioni.

Cosi’ come attualmente è gestito il trasporto aereo è incompatibile con la dignità umana e con la democrazia. Se tutti gli esseri umani fruissero del trasporto aereo nei modi e nella misura delle classi dominanti e dei paesi ricchi il cielo sarebbe oscurato, l’atmosfera irrespirabile. Hic et nunc il trasporto aereo e’ costitutivamente legato alla società della diseguaglianza in cui il privilegio dei pochi è pagato dalla sofferenza dei molti.

Gli esseri umani, come ogni altra forma di vita, come la biosfera nel suo insieme, hanno dei limiti determinati dal loro statuto biologico. L’ideologia dell’onnipotenza è una droga potente che come tutte le droghe altera la percezione della realtà e finisce col distruggere chi ne abusa. Così come è necessario e urgente rispettare i limiti della biosfera, è parimenti necessario e urgente rispettare i limiti fisici e psichici delle persone, e quindi recedere da consumi e stili di vita insostenibili e distruttivi. Il mero fatto che delle cose siano disponibili, non implica che si debba necessariamente farne uso.

Volare fa male alla salute. Sette tesi

  1. Volare fa male alla salute

E innanzitutto alla salute di chi non vola.

Fa male alla salute dell’intera umanità che subisce gli effetti del surriscaldamento del clima – la principale emergenza globale odierna – cui il trasporto aereo contribuisce in misura rilevantissima.

Fa male alla salute delle popolazioni che vivono nei pressi degli aeroporti che subiscono il pesantissimo inquinamento atmosferico e il non meno pesante inquinamento acustico.

Fa male alla salute dei cittadini dei Paesi come l’Italia (e come molti altri) che vedono lo Stato regalare immensi capitali alle compagnie aeree (sia elargendo giganteschi contributi diretti, sia concedendo scandalose ed incredibili esenzioni ed agevolazioni fiscali); lo stesso Stato che taglia spietatamente i servizi pubblici e il diritto alla salute e all’assistenza.

E fa male alla salute di chi vola, visto che è una modalità di trasporto non coerente con la stessa costituzione psicofisica ed esistenzial-culturale dell’essere umano.

Infine fa male anche alla salute degli altri animali: che anch’essi sono esseri viventi e provano sofferenza. Ma come volete che si preoccupino degli altri animali quei potenti rapinatori che non si preoccupano neppure delle sofferenze che – per arricchirsi e sperperare, per  appropriarsi privatamente ed egoisticamente consumare ciò che è di tutti, a tutti rubandolo – infliggono tanti e tali danni agli altri esseri umani?

  1. Volare fa male all’ambiente

Il trasporto aereo danneggia enormemente l’ecosistema planetario nella sua globalita’.

Danneggia enormemente gli ecosistemi locali.

Impedisce la realizzazione di modelli di mobilità coerenti con modelli di sviluppo autocentrati, con tecnologie appropriate, ecologicamente sostenibili, economicamente adeguati ai bisogni e alle culture delle popolazioni, e democraticamente controllabili.

  1. Volare è antieconomico

Perché è estremamente energivoro, mentre l’umanità ha bisogno di un’economia della sobrietà e della condivisione che consideri il dato di fatto dei limiti della biosfera e della scarsità delle risorse.

Perché è il modo di trasporto più costoso: non ve ne è una adeguata percezione pubblica perché i costi vengono esternalizzati: gli Stati sovvenzionano le compagnie aeree con fiumi di denaro ed agevolazioni; i costi ambientali e sociali vengono pagati dalle popolazioni; i lavoratori sono spesso precari e quindi costantemente sotto minaccia. La maggior parte della popolazione è tenuta del tutto all’oscuro del fatto che ingenti risorse pubbliche che vengono sottratte ai diritti e al benessere delle persone, vengono sperperate a profitto delle compagnie aeree e dei prominenti che ruotano intorno al grande affare.

Perché danneggia le economie locali, imponendo nocività, costi, relazioni sociali insostenibili.

  1. Volare è pericoloso

Il trasporto aereo è pericoloso per il pianeta.

Il trasporto aereo è pericoloso per l’ambiente naturale e per i beni storici e culturali.

Il trasporto aereo è pericoloso per le persone: danni certi alla salute, estrema pericolosità degli incidenti, degrado della qualità della vita.

Il trasporto aereo è pericoloso per le libertà civili: specialmente dopo la tragedia dell’11 settembre 2001 esso implica un enorme incremento dei controlli e quindi una crescente militarizzazione degli impianti, sui territori, nei confronti delle comunità locali e della vita quotidiana delle persone.

  1. Volare è alienante

Volare fa male alla percezione di se e del mondo.

Aeroporti ed aerei sono ciò che l’antropologia contemporanea chiama “nonluoghi”: in cui  decisive esperienze umane, sia percettive che conoscitive nel senso più ampio e profondo, vengono inibite e represse; in cui vige e viene imposto un modello di presenza al mondo, di essere nel mondo (l’in-der-welt-sein di heideggeriana memoria) tendenzialmente dereistico, pesantemente deresponsabilizzante, fortemente eterodiretto.

Quell’esperienza decisiva della cultura umana che è il viaggio, come iniziazione e scoperta, come ricerca di se e dialogo con l’altro da se, qui si annienta nel vuoto di ambienti tutti uguali in una logica che si modella su schemi di condotta coatti e tendenzialmente totalitari.

  1. Finanziare il trasporto aereo significa togliere risorse dove sono necessarie

Il trasporto aereo toglie risorse alla mobilità sostenibile.

Il trasporto aereo toglie risorse al turismo responsabile.

Il trasporto aereo toglie risorse ai servizi pubblici a beneficio delle persone bisognose.

Il trasporto aereo toglie risorse a politiche di giustizia e di solidarietà.

Il trasporto aereo toglie risorse alle possibilità di un’occupazione sicura e dignitosa.

  1. Della virtù del limite

Il volo lasciamolo agli uccelli.

Il cielo lasciamolo alle stelle.

Cessiamo di volere tutto e tutto distruggere.

E’ l’unica Terra che abbiamo.

Vi è una sola umanità.

Contro il mito della velocità, la scelta della lentezza

La velocità è l’arma e la bandiera dei poteri economici globalizzati (e dei loro spietati apparati burocratici, politici, ideologici, militari) che stanno irreversibilmente devastando la biosfera, schiavizzando gran parte dell’umanità e provocando la catastrofe della civiltà.

Solo opponendosi alla velocità (alla sua ideologia e alla sua tecnologia; alla sua prassi e alla sua idolatria; al suo sistema di potere e alla sua scala di valori), si può difendere l’umanità e la biosfera.

Poiché costitutivi della vita e della civiltà umana sono il limite, la lentezza, il consistere, il ricordare, il tramandare, il prendersi cura, la fedeltà.

Solo fermandosi si conosce, solo restando si ama.

La corsa è sempre la corsa verso la morte.

Chi vuole lottare per la liberazione dell’umanità, per la difesa dei diritti umani di tutti gli esseri umani, per preservare la biosfera, deve necessariamente fare la scelta nonviolenta della virtù della lentezza.

Devi fermarti ad ascoltare. Devi rallentare il passo. Devi attendere e non forzare i movimenti. Lunga è l’attesa e quell’attesa è la vita che scorre. Se sai fermarti ascolti. Se sai ascoltare ti fermi. Lì, in quel silenzio e in quel guatarsi, in quell’immobilità che trema e palpita, lì si da umano un incontro ancora, e lì il mondo, il mobile mondo delle cose fluttuanti, si manifesta in un’epifania struggente e luminosa.

Quid agendum

Una politica del trasporto aereo ragionevole e democratica dovrebbe:

  1. A) proibire l’uso degli aeromobili (così come di ogni altro strumento) per uccidere;
  2. B) proibire l’uso del trasporto aereo a fini di divertimento;
  3. C) limitare l’uso del trasporto aereo di merci e persone secondo criteri di effettiva necessità, pubblica utilità e non sostituibilità;
  4. D) consentire il trasporto aereo per fini di pubblica utilità, ed in particolare per soccorrere popolazioni e persone in pericolo, salvare vite umane, impedire o contrastare catastrofi, difendere la natura, i beni culturali, le infrastrutture civili.

Valgono per il trasporto aereo gli stessi criteri che valgono per ogni umana attività. Anche l’ambito del trasporto aereo è sussunto ai valori morali, ai civili principi e alle norme giuridiche della Dichiarazione universale dei diritti umani e della Costituzione della Repubblica italiana.

Associazione “Respirare”