NewTuscia – VITERBO – marco_brama_videoart_soundart_expanded_cinemaMarco Brama riesce ad entrare appieno nel campo della new media art, con una cifra stilistica molto chiara e personale che riunisce anni di studi teorici e pratici in campi audiovisuali attraverso la creazione di una propria semantica artistica riconoscibile. Le sue opere indagano infatti i territori della fisica acustica e della sperimentazione elettronica dando vita a nuovi scenari, in cui le elaborazioni e le modificazioni della realtà visiva e sonora suggeriscono le profonde relazioni tra la condizione umana e il suo rapporto con il fluire della vita nel pianeta. Ecco dunque che il discorso sul cinema, la musica e l’arte si estende, si allarga, tocca i temi dell’interpretazione e della catena dei significati.

“Tutto è bioculturale. Non c’è niente di reale, c’è solo il suo riflesso”. È proprio lo specchio e il suo riflesso la linea di congiunzione concettuale della mostra. Luogo simbolico di significazione che pervade la vita degli uomini sin dall’infanzia. Come ricorda l’artista “Il grande limite dell’uomo è che può percepire completamente solo una cosa: il proprio essere. Può sentire il suo corpo, il proprio pensiero; eppure, proprio dell’unica “cosa” che riesce a percepire pienamente, non riesce a vedere integralmente l’immagine. È senza volto, proprio come la fototessera. Può vedere il suo viso solo attraverso il riflesso di una superficie naturale o artificiale: bidimensionalmente”, da qui la creazione del “polittico moderno” Riflessi (2015).

 

Il senso di un’opera non è mai definitivo, una piccola variabile innesca nuove analogie: è il caso di Match, una nuova immagine dell’opera sospesa, un contrappunto audiovisivo che crea una nuova dialettica come ricerca dell’instabilità.

Sintonia ricrea movimenti, tempi, ritmi e cadenze quotidiane di due donne viste da un punto di vista “altro” di una statica inquadratura a plongée, sono gesti che si relazionano con suoni composti e con il silenzio in una performance meditativa delle donne che sfocia in una sorta di abbraccio uterino e rimanda al volto del creatore dell’opera d’arte, imprigionato, vincolato o più propriamente riunito alla madre di tutte le composizioni visive: la luce.

L’operazione ideata da Brama, prevede un concept itinerante in nuovi spazi d’attenzione a misura d’uomo dove potersi relazionare direttamente con il pubblico.

Dott.ssa Isabella Pomi
Tra le pubblicazioni di Brama, ricordiamo Psike ed Electra del 1993, il poema sinfonico Divina Commedia – Inferno del 2001, il balletto I colori fantastici, il saggio Distoria – per una crono conoscenza dell’uomo, l’audiovideografia musiCaos basata sull’accordatura dei numeri primi e la raccolta di composizioni sinfonicheCosa succede nel mondo, recentemente pubblicata e distribuita in tutto il mondo, ispirate ai lavori della pittrice Lidia Scalzo. Tra il 1990 e il 2017 ha ottenuto riconoscimenti, collaborato con numerosi artisti, suonato dal vivo in molti contesti, realizzato colonne sonore per cinema, tv, in Italia e all’estero, nonché performance, spettacoli teatrali, creando un dialogo costante tra musica, immagini, danza e scrittura.