Stefano Stefanini

NewTuscia – VITEBO – Ad un anno dall’approvazione  della riforma delle agenzie ambientali regionali (le Arpa), dando all’Istituto di ricerca ambientale (Ispra) un ruolo centrale di coordinamento.

“Dopo due legislature, il ddl sulle agenzie ambientali era stato approvato  – aveva commentato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente –  l’Italia, dopo il disegno di legge sugli  Ecoreati e il collegato ambientale, può contare finalmente sulla terza importante norma di iniziativa parlamentare a favore dell’ambiente. Il terzo anello di una serie di riforme ambientali indispensabili per avviare una riconversione ecologica della Penisola”.Arpa lazio

I punti salienti su controlli ambientali più trasparenti e efficaci. Oltre mille i procedimenti avviati sugli Ecoreati.

Grazie a questa riforma, nata dai disegni di legge presentati dai parlamentari Pd Ermete Realacci e Alessandro Bratti e del M5s Massimo De Rosa, si potranno avere controlli ambientali più omogenei, trasparenti ed efficaci su tutto il territorio nazionale e si potrà contrastare meglio l’inquinamento rafforzando allo stesso tempo l’applicazione del disegno di legge sugli Ecoreati che, come sottolinea Realacci, “si è già rivelato molto utile: secondo i dati di Legambiente sono oltre mille i procedimenti avviati grazie alle nuove figure di reato”.

 

Con la riforma approvata si potenziano le strutture – aggiunge il deputato Democratico – si adottano i Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali  (Lepta). Il  Sistema Informativo Nazionale Ambientale-SINA viene  alimentato dai sistemi informativi regionali.

Con la riforma del2016 si potenziano le strutture – aggiunge il deputato Democratico – si adottano i Livelli essenziali di prestazioni tecniche ambientali  (Lepta) omogenei in tutto il territorio”, ossia un parametro di riferimento che vincolerà le attività delle agenzie il cui raggiungimento verrà definito dall’Ispra mediante uno specifico programma triennale approvato dal ministero dell’Ambiente. Viene  istituito, inoltre il  Sistema Informativo Nazionale Ambientale-SINA, alimentato dai sistemi informativi regionali, in modo da creare una banca dati di informazioni e di conoscenze preziose a livello nazionale.

“Con questa legge – aggiunge il sottosegretario all’Ambiente Silvia Velo –  si rafforzano da un lato le attività di protezione ambientale fino a oggi devolute in modo frammentario a una pluralità di soggetti senza un vero e proprio coordinamento e, dall’altro, si utilizzano in modo più efficace le risorse finanziarie e le professionalità umane disponibili”.

Le prossime tappe della legislazione ambientale: la legge sul consumo di suolo, la lotta alle agromafie  e i delitti contro gli animali .

“Ora il Parlamento approvi le altre riforme attuabili in questa legislatura – conclude Ciafani di Legambiente  – come ad esempio la legge sul consumo di suolo, quella sulle agromafie e i delitti contro gli animali, la norma per semplificare l’abbattimento degli ecomostri, la costituzione di una grande polizia ambientale strutturata sul territorio a partire dalle migliori esperienze maturate dall’Arma dei carabinieri e dal Corpo Forestale dello Stato. Infine il rapido recepimento del pacchetto sull’economia circolare  al Parlamento europeo”.

Il pacchetto “economia circolare” invia un segnale chiaro agli operatori economici: lUE sta utilizzando tutti gli strumenti di cui dispone per trasformare la propria economia, aprendo la strada a nuove opportunità commerciali e stimolando la competitività.

Si tratta di misure per cambiare l’intero ciclo di vita del prodotto, che non si concentrano unicamente sulla fase di fine vita e sottolineano la precisa ambizione della Commissione di trasformare l’economia dell’Unione e produrre risultati concreti.

Grazie ai nuovi incentivi, dovrebbero progressivamente emergere modalità innovative e più efficaci di produzione e di consumo. L’economia circolare ha le potenzialità per creare numerosi posti di lavoro in Europa, preservando nel contempo risorse preziose e sempre più scarse, riducendo l’impatto ambientale legato al loro impiego e iniettando nuovo valore nei materiali di scarto.

Le azioni chiave individuate dallUnione Europea, con effetti sulle politiche delligiene urbana nei nostri comuni, sono:

  • azioni per ridurre i rifiuti alimentari, compresa una metodologia comune di misurazione, una migliore indicazione della data di consumo, e strumenti per raggiungere l’obiettivo di sviluppo sostenibile globale diridurre della metà i rifiuti alimentari entro il 2030;
  • lo sviluppo dinorme di qualità per le materie prime secondarie al fine di aumentare la fiducia degli operatori nel mercato unico;
  • misure sulla progettazione ecocompatibileper promuovere la riparabilità, longevità e riciclabilità dei prodotti, oltre che l’efficienza energetica;
  • larevisione del regolamento relativo ai concimi, per agevolare il riconoscimento dei concimi organici e di quelli ricavati dai rifiuti nel mercato unico e sostenere il ruolo dei bionutrienti;
  • unastrategia per le materie plastiche nell’economia circolare, che affronta questioni legate a riciclabilità, biodegradabilità, presenza di sostanze pericolose nelle materie plastiche e, nell’ambito degli obiettivi di sviluppo sostenibile, l’obiettivo di ridurre in modo significativo i rifiuti marini;
  • una serie diazioni in materia di riutilizzo delle acque, tra cui una proposta legislativa sulle prescrizioni minime per il riutilizzo delle acque reflue.