Lucia Annibali ha raccontato le storie di non amore a Ombre Festival (Foto e video)

ombre lucia annibaiSimonetta Melinelli

NewTuscia – VITERBO –  Ieri sera, a piazza del Plebiscito, Viterbo si é stretta accanto all’ Avv.ssa Lucia Annibali e ai Sostituti Procuratori Chiara Capezzuto e Paola Conti per la presentazione del libro autobiografico, scritto quattro anni fa dall’Annibali, sulla sua esperienza di sopravvissuta alla violenza di un non amore che ha pericolosamente scambiato per un un sentimento d’amore, tollerandone la mancanza di rispetto.

Annibali  ha dato poi prova, dopo questa tremenda aggressione con l’acido da parte del suo ex, di grande forza di resilienza, scegliendo di accettare il nuovo volto esteriore ed interiore di se stessa, scegliendo la vita con la consapevolezza di doverla dedicare al miglioramento solidale della condizione femminile nella società, rivolgendo nel suo libro parole di incoraggiamento alle donne per uscire dall’ombra in cui vivono la condizione effimera di non amore.

La scrittrice Maria Grazia Fontana che ha intervistato le ospiti sul palco del Festival Ombre, dedicato alla lotta contro la paura e all’impegno coraggioso di Falcone e Borsellino.

Ha sottolineato come spesso vengano commentati atti di violenza sulle donne con un atteggiamento di subcultura ed ignoranza, che porta le persone a dire: “se l’e’ cercata!” e ha chiesto all’Annibali se abbia sofferto sentendo tale commento. Lei ha risposto dicendo non solo che ne ha sofferto moltissimo ma che serve una vera e propria educazione mirata, sentimentale, oltre a quella sessuale

A tal proposito il sostitito procuratore Conti ha parlato del progetto-evento sulle Arte Visive e la Giustizia, svoltosi da poco presso il tribunale di Viterbo, per educare i giovani alla giustizia e al rispetto. Le tre ospiti hanno ribadito quanto sia fondamentale, per contrastare tali morti e violenze di genere, aiutare le vittime e  le scuole svolgono un ruolo fondamentale.

L’avv.ssa Lucia Annibaldi  parla, nel suo libro, ad ogni donna che rinuncia a se stessa per un uomo sbagliatos, ricordandole che l’amore é solo quello che ti rende felice e migliore.

In queste poche parole e’ racchiusa l’essenza del rispetto e libertà nell’amore. Nelle scuole sia l’autrice Annibaldi che i due sostituti  procuratori svolgono una costante opera di formazione per fare capire ai giovani il valore della libertà e del rispetto, l’importanza di creare una personalita “equilibrata e sicura che metta al riparo da persone negativombre2e, stimolando la tua interiorità”.

Il Dr. Caselli, che doveva essere presente ma non ha potuto, viene citato da Maria Grazia Fontana con una sua frase che ha ispirato la serata: “Non siamo abbastanza vivi”.
A tal proposito Don Ciotti dice nei suo scritti: “Non ci siamo scandalizzati abbastanza dell’ingiustizia, non siamo stati abbastanza vivi, le persone non si sono schierate contro la violenza e perciò tanti sono morti, non abbiamo fatto abbastanza.”
Paola Conti sottolinea quanto sia importante che ogni persona faccia la sua parte. Si ricorda che lo Stato ha previsto una tutela legale gratuita per le vittime di violenza di genere ma che la burocrazia ostacola nei fatti poi la difesa delle donne.
A Lucia Annibali, membro della Commissione Pari Opportunità, la Conti chiede un intervento mirombre3ato per finanziare tali donne, fornendo loro un lavoro e delle case rifugio.
Infatti la Conti lamenta una burocrazia difficile da gestire nell’ottenimento dei numerosi finanziamenti europei e regionali destinati alla creazione e gestione di centri anti-violenza e case rifugio protette.
Lucia Annibali, consigliera del ministro Boschi per le pari opportunità, ricorda che sono stati costituiti gruppi di lavoro per scrivere delle linee guida per i pronto soccorsi degli ospedali  a cui spesso si rivolgono le donne vittime di violenza. Un osservatorio sulla pedo-pornografia si é costituito e ricorda che ci si sta anche occupando di reperire risorse per l’empowerment delle donne, cioé fornire alle donne maggiori opportunità e quote dedicate nelle imprese e nel mondo istituzionale.
Quattro donne schierate sul palco del Festival che hanno proposto scelte coraggiose e coerenti ma che hanno evidenziato come tutto ciò possa essere realizzato solo grazie ad una maggiore consapevolezza e coinvolgimento nell’azione di contrasto alla violenza e all’illegalità di ogni uomo, donna, bambino e istituzione.