Rossetti (Confcooperative), dall’inizio della crisi le cooperative hanno dato lavoro a oltre 100 mila persone

Bruna Rossetti, segretario Confcooperative Viterbo
Bruna Rossetti, segretario Confcooperative Viterbo

NewTuscia – VITERBO – “Dall’inizio della crisi ad oggi, saldo positivo per il mondo delle cooperative. Tra posti di lavoro creati e salvati, le cooperative chiudono gli anni della crisi con un saldo positivo del 6,1%, pari a oltre 100.000 persone occupate dall’inizio della crisi a oggi”. A dichiararlo è Bruna Rossetti, presidente di Confcooperative Lazio Nord.

“Nel welfare, nella sanità, nel credito, nei servizi, nell’agroalimentare, nel consumo, nella vendita al dettaglio, nell’abitazione. Nel nostro paese – prosegue Bruna Rossetti – danno lavoro a 1,3 milioni di persone, in Europa a 5,4 milioni, nel mondo a oltre 250 milioni”.

“In Italia – spiega Maurizio Gardini, presidente nazionale di Confcooperative e presidente dell’Alleanza delle cooperative – sono sussidiarie al pubblico, arrivano dove lo Stato si ritira e il privato neanche si cimenta per la scarsa redditività. Con le cooperative di comunità ridanno vita a centri marginali dell’Appennino che sarebbero condannati allo spopolamento. Con i workers buy out sono oltre 14.000 i dipendenti che hanno rilevato le loro ex aziende per trasformarle in cooperative, con un costo medio di 13.000 euro per lavoratore. Un caso unico nelle politiche del lavoro che spesso costano tanto alla collettività, ma, vedi la cassa integrazione, non producono ritorni benefici in termini di produttività, di occupazione, di gettito fiscale e previdenziale”.

“In questa fase – sottolinea Gardini – diffondere la legalità diventa l’impegno prioritario della cooperazione, con la lotta alle false cooperative e una maggiore trasparenza negli appalti, perché le vicende giudiziarie che hanno interessato meno dell’1/1000 delle cooperative sono un inaccettabile sfregio a un intero settore che con l’8% del Pil contribuisce, in modo determinante, alla vita economica e sociale del Paese. Sarà altrettanto prioritario – conclude Maurizio Gardini – un nuovo protagonismo nella gestione dei beni confiscati alla mafia che rappresenta una via per un maggiore impegno insieme allo Stato per combattere la criminalità organizzata”.